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KIRCH
MEDIA SUL FILO DEL RASOIO
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Si
trova tra l'incudine e il martello il magnate Leo Kirch:
oberata dai debiti, con alcuni pagamenti già scaduti,
Kirch Media rischia il fallimento se non arriverà al
più presto l'attesa trasfusione di
liquidi.
Ma le banche creditrici da
una parte e i soci di minoranza dall'altra sono restii a
fare il primo passo. Kirch Media aspetta in primo luogo un
finanziamento ponte da 200 milioni di euro, proprio per far
fronte alle scadenze più immediate. Il secondo passo
dovrebbe essere l'aumento di capitale, che si aggirerebbe
tra gli 800 milioni ed il miliardo di euro, grazie al quale
i soci di minoranza potrebbero assumere il controllo di
Kirch Media. Interessati alla società sono Rupert
Murdoch, il principe saudita Al Waleed e Silvio Berlusconi,
presente tramite Mediaset e Fininvest rispettivamente con il
2,28% ed il 2,48%. L'ipotesi di uno o più investitori
stranieri non è però vista con favore
dall'opinione pubblica tedesca. Secondo il Financial Times
Deutschland, gli azionisti di minoranza avrebbero tutti i
vantaggi da un fallimento di Kirch, per poter rilevare
più facilmente ed a prezzo più contenuto le
attività del gruppo bavarese. Gli istituti di credito
si sono detti disponibili a lasciare agli azionisti di
minoranza il controllo di Kirch Media, senza però
lasciare intendere di voler sottoscrivere una parte
rilevante dell'aumento di capitale. In sintesi, da
Francoforte dicono: "Se Murdoch e Berlusconi vogliono la
maggioranza, che la paghino".
Dall'altra parte, il
presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, riferendosi
alla svalutazione dell'80% della propria partecipazione, ha
dichiarato: "Avendo svalutato per quattro quinti il
nostroinvestimento in Kirch Media abbiamo fatto un'azione
prudente; non abbiamo intenzione di mettere più
denaro in questa vicenda". Mediaset, che ha accantonato
171,9 milioni di euro per i rischi legati alla
partecipazione in Kirch Media, non intende lanciare
un'offerta sul gruppo tedesco.Ma, ha aggiunto Confalonieri,
"poi però vediamo, wait and see. Aspettiamo di vedere
cosa faranno le banche, se presenteranno piani interessanti
potremmo anche prenderli in considerazione". Sulla stessa
linea Fininvest: "Sull'eventuale svalutazione della quota -
ha detto il vicepresidente del gruppo televisivo, Pier
Silvio Berlusconi - non abbiamo ancora deciso perché
il bilancio Fininvest chiude a giugno. E' molto probabile
che verrà fatto un accantonamento, ma allora saranno
successe molte cose". Intanto si sono bloccate anche le
trattative riguardanti l'emittente spagnola Telecinco:
Mediaset vorrebbe rilevare le quote dal Gruppo Kirch. Ha
detto Conaflonieri: "Ribadiamo il nostro interesse a salire
in Telecinco ma, con la situazione attuale di Kirch che
è venditore di questi valori, tutto si è
fermato".
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AUMENTANO
GLI UTENTI INTERNET MA C'E' ANCHE CHI
ABBANDONA
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Sono
più di otto milioni i navigatori di internet
abituali italiani. Secondo un rapporto Ibi
c'è già chi si è stancato
delle Rete
Mentre da
più parti si attende il "vero" decollo di
internet, in realtà il settore sembra
prossimo alla saturazione e dà i primi segni
di stanchezza. Sembra passata l'euforia della
novità tecnologica che ha rivoluzionato la
comunicazione a livello globale: il panorama
è disegnato dal quinto Rapporto Ibi su
"Internet: numeri, fatti e tendenze" relativo al
2001. Lo scorso anno il numero di utenti collegati
al web è aumentato appena del 4% in Italia;
i cybernauti sono passati da 7,9 a 8,2 milioni. Si
tratta diuna percentuale bassa, vista la "fame di
tecnologie" che oggi si rivela del tutto presunta.
Degli utenti internet, 6,3 milioni si collegano da
casa. Passando al dato più preoccupante,
circa il 6-7% di ormai "ex" appassionati del web
abbandona il ricorso abituale alla rete.
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Secondo il rapporto,
il mercato ha raggiunto la massa critica: questo
spiegherebbe la crescita ad una sola cifra del numero di
navigatori, comprensiva comunque del dato relativo al numero
di utenti "pentiti" che abbandonano il web. La presenza
sulla rete sta però cambiando aspetto. Il cybernauta
passa sempre di più ad usare l'internet come
strumento operativo e di approfondimento che come mezzo di
intrattenimento. Ma la diffusione del nuovo medium è
contenuta più da motivi culturali che tecnici.
Infatti, ad una larga presenza dei computer nelle case degli
italiani non corrisponde un'analoga diffusione dell'uso
dell'internet. Mentre il 40% degli italiani ha un PC, solo
un terzo degli utenti netti si collega alla rete. Riguardo i
collegamenti, diminuisce la durata media ma aumenta (di
poco) il loro numero. Il rapporto afferma infine che l'uso
di internet è diffuso con omogeneità su tutto
il territorio nazionale e che si è fermata la
crescita dell'utenza femminile. Il rapporto conclude che
internet è un mezzo di uso quotidiano ancora
marginale.
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PREOCCUPA
L'OPPOSIZIONE IL COMPORTAMENTO DELLE
TV
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L'opposizione
continua a battere il tasto del conflitto di interessi che
coinvolge anche la Rai. Enzo Carra, responsabile cultura
della Margherita, ha detto, commentando un servizio del Tg1
sul Maurizio Costanzo Show con ospite Berlusconi: "E'
inaudito che un qualunque telegiornale dia spazio ad una
lunga citazione del suo principale concorrente". "Un tg del
servizio pubblico che sacrifica la propria
professionalità, mandando alcuni minuti
dell'intervista al presidente del Consiglio in una delle
reti di sua proprietà - ha detto Carra - è una
novità anche nel panorama televisivo dell'era del
conflitto di interessi. Le dichiarazioni del premier sono
certamente rilevanti per un tg. Mi chiedo, tuttavia, se
Mediaset avrebbe dato lo stesso spazio a un programma di
informazione di casa Rai. In questo senso, le reti unificate
virtuali stanno per diventare realtà". Vincenzo Vita
dei DS ha aggiunto: "C'è una reazione incattivita e
autoritaria da parte di Berlusconi, che sta occupando quasi
l'intero sistema televisivo". Vita ha citato il discorso del
premier di venerdì a reti unificate, la conferenza
stampa trasmessa integralmente l'altro ieri dal Tg4, la
presenza di ieri di Berlusconi al "Costanzo Show" di Canale
5. "Nessun altro presidente del Consiglio ha mai fatto nulla
di simile. E' un caso plateale di conflitto di interessi, ma
anche di violazione della par condicio", ha concluso il
diessino.
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E'
SCOMPARSO IL GIORNALISTA DANIELE
VIMERCATI
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All'età di 45 anni
è scomparso ieri pomeriggio a Milano il giornalista
Daniele Vimercati, direttore dell'emittente locale
Telelombardia. Vimercati era stato biografo di Umberto
Bossi, direttore dell'Indipendente e a Telelombardia
conduceva il seguito talk-show politico "Iceberg". Il
giornalista era ricoverato in ospedale da poco tempo,
colpito da una forma di leucemia fulminante.
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CONFERMATA
LA CHIUSURA, NAPSTER NON PARTE NEANCHE A
PAGAMENTO
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La chiusura del celebre sito
gratuito per lo scambio di musica Napster, imposto per un
giudice federale nel luglio 2001 per violazione dei diritti
di autore, è stata confermaao in appello. Peraltro,
il lancio del suo nuovo servizio a pagamento che doveva
partire questa settimana, è stato ritardato di nove
mesi perché non si riescono a chiudere gli accordi
conle grandi case discografiche
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ALCUNI TITOLI
DELLA SETTIMANA
-CONFERMATA
LA CHIUSURA, NAPSTER NON PARTE NEANCHE A
PAGAMENTO
-MURDOCH
POTREBBE VINCERE PER ABBANDONO NEL MERCATO BRITANNICO DELLA
PAY TV
-CONTI
IN ROSSO PER FRANCE TELECOM CHE USCIRA' DA
WIND
-MINISTRO
STANCA: BANDA LARGA PER EVITARE IL SEPARATISMO
DIGITALE
-SOLUZIONE
ITALIANA PER IL MONITORAGGIO DELL'ELETTROSMOG
-CONFALONIERI
PROPONE: NOSTRI TG SOTTOPOSTI A SORVEGLIANZA
-INTERNET
E PC NON SFONDANO ANCORA TRA LE AZIENDE
-SI
SUICIDA DAVANTI ALLA WEBCAM
Servizio
a pagina 16
"IL
CINEMA NON TEME LA PIRATERIA ON LINE"
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