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MURDOCH
POTREBBE VINCERE PER ABBANDONO NEL MERCATO
BRITANNICO DELLA PAY TV
E'
a rischio di chiusura l'emittente televisiva
digitale britannica ITV Digital, controllata dai
gruppi Granada e Carlton. Una situazione che
favorirebbe notevolmente BSkyB di Rupert Murdoch,
che ne possiede il 36,3%: con la morte del
principale concorrente, il magnate australiano
avrebbe come unico competitor del mercato delle
televisioni a pagamento Telewest, una pay-Tv via
cavo la cui controllante, NTL, ha un indebitamento
di 12 miliardi di sterline (circa 19,2 miliardi di
euro). Da parte sua, ITV Digital resterà in
amministrazione controllata fino al prossimo 15
aprile. Entro quel giorno, un ordine dell'Alta
Corte obbliga la società a rinegoziare il
contratto da 315 milioni di sterline siglato con la
Football Association. Ha commentato l'analista
finanziario Conrad Roeber, della società di
consulenza Spectrum Strategy: "In termini di
abbonati, la ITV Digital non è andata male
poiché 1,26 milioni è un livello
decente. Ma la decisione della BSkyB di regalare le
'set-top box' ha paralizzato la ITV Digital". In
questo modo, ha spiegato Roeber, l'emittente
è stata costretta a imitare le mosse della
sua concorrente, senza rendersi conto però
che, a differenza di BSkyB, ha un'offerta di canali
molto limitata. ITV Digital avrebbe dovuto puntare
sulla fascia media del mercato e non su quella alta
di BSkyB, poiché la controllata di Murdoch
è in grado di chiedere un "premium" per il
suo servizio grazie all'elevato numero di canali
offerti.
PROCEDURA
ANTITRUST UE CONTRO KPN
La
Commissione europea sospetta che l'olandese KPN
"abusi della sua posizione dominante in relazione
al segmento finale delle chiamate sulla sua rete
mobile". La procedura antitrust avviata ha come
oggetto il costo dell'interconnessione dalla rete
fissa a quella mobile. L'organismo europeo guidato
da Mario Monti sostiene che KPN, attraverso le
controllate KPN Mobile (telefonia mobile) e KPN
Telecom (telefonia fissa), "ha violato le regole di
concorrenza del Trattato Ue". L'inchiesta è
stata avviata in seguito ad una segnalazione di MCI
WorldCom, società Usa di telecomunicazione
fissa che si presenta come nuovo operatore sul
mercato dei Quindici. In Olanda, caso unico
dell'Ue, tutto il traffico di chiamate destinato
agli operatori di reti mobili passa attraverso la
rete fissa KPN Telecom, unica società che
dispone di un'interconnessione diretta con le reti
mobili. Worldcom aveva presentato la stessa
denuncia in Germania e Svezia. In Germania la
denuncia è stata ritirata dopo che gli
operatori hanno ridotto le loro tariffe
sull'interconnessione dalla rete fissa a quella
mobile del 50%. In Svezia, il caso è
all'esame dell'autorità di concorrenza
nazionale.
MEDIASET
CONTERRA' I COSTI NEL 2002
Il
gruppo Mediaset prevede di contenere entro l'1% la
crescita dei costi previsti per il 2002. Il vice
presidente del gruppo Pier Silvio Berlusconi ha
detto: "L'obiettivo che ci siamo dati di un
risparmio dei costi operativi di 70 milioni di euro
nel 2002 combinato con il costo del lavoro e gli
ammortamenti porterà a una crescita dei
costi totali inferiore all'1%
quest'anno".
ROMA
E CATANIA BENEFICIATE DALLA LEGGE 46
Risulteranno
privilegiati i distretti di Roma e Catania grazie
ai bandi tematici nella erogazione dei fondi
relativi alla legge 46 sull'innovazione tecnologica
e la ricerca applicata. E' quanto annunciato dal
sottosegretario alle Attività produttive
Giuseppe Galati.
VODAFONE
PROPONE IL TURNOVER IN SPAGNA
Il
gruppo Vodafone intende rinnovare il proprio
organico in Spagna. A questo scopo, la
società ha chiesto al governo spagnolo di
poter licenziare 530 suoi dipendenti in vista di un
piano di assunzioni di oltre 650 unità in
due anni. Vodafone vorrebbe sostituire gli attuali
dipendenti con altri lavoratori più
specializzati per migliorare il servizio ai clienti
e sottrarre quote di mercato alla concorrenza. Il
14% della forza lavoro di Vodafone Spagna sarebbe
coinvolta nel piano di tagli, che riguarderebbero
soprattutto le unità di infrastrutture e
quelle della rete.
ENTRO
IL 2004 BRITISH TELECOM PREVEDE NUOVI ESUBERI
British
Telecom taglierà circa 1.200 dipendenti,
pari all'8% dell'organico, entro la fine di marzo
2004. I nuovi esuberi si aggiungono al già
annunciato piano di riduzione di 13 mila posti di
lavoro entro aprile 2003. Questi ulteriori tagli
odierni interesseranno la divisione Bt Retail del
gestore britannico.
IN
PERDITA OLIVETTI, BENE TELECOM SPA
Nel
2001 Olivetti ha registrato una perdita netta
consolidata di 3,09 miliardi di euro, in aumento
rispetto alla perdita di 940 milioni nel 2000. Il
fatturato è in crescita del 12,8% a 32,016
miliardi di euro. L'indebitamento finanziario netto
del gruppo Olivetti a fine dicembre era aumentato
di 2,63 miliardi di euro a 38,36 miliardi anche a
causa del fabbisogno del gruppo Telecom (4,7
miliardi) per investimenti e per il pagamento dei
dividendi. Il bilancio di Telecom Italia ha fatto
segnare ricavi e margine operativo lordo in
crescita, in linea con le aspettative. I ricavi del
gruppo ammontano a 30.818 milioni di euro (+13,4%),
il MOL si attesta a 13.619 milioni (+11,5%), il
risultato operativo è pari a 6.674 milioni
(+3,6%); il risultato netto consolidato è
negativo per 2.068 milioni dopo oneri non
ricorrenti per 4.613 milioni, l'indebitamento
ammonta a 21.942 milioni; il free cash flow nel
2001 passa da 4.453 a 5.990 milioni. Per la SpA,
invece, il fatturato si assesta a quota 17.309
milioni (-0,9%), il MOL a 7.571 milioni (+0,2%), il
risultato operativo è di 3.983 milioni
(+10.8%); l'utile netto è di 151 milioni di
euro dopo oneri non ricorrenti per 3.760 milioni.
Il Cda ha proposto per Telecom SpA un dividendo di
0,3125 euro per azione ordinaria e 0,3237 euro per
azione risparmio, come per nel precedente
esercizio.
SEAT
SCOMMETTE SUL 2002
Previsioni
ottimistiche per Seat Pagine Gialle, nonostante si
stimi il perdurare della contrazione del mercato
pubblicitario. Dopo la consistente crescita del
fatturato del 46,9% nel 2001, i ricavi, che
ammontano a 1.957 milioni di euro, continueranno a
crescere nel 2002 "di una percentuale di poco al di
sotto delle due cifre", ha detto l'amministratore
delegato Paolo Dal Pino. Previsioni di aumento
anche per il risultato operativo, in una forchetta
compresa tra il 20 e il 25%. Già i risultati
del primo trimestre 2002 sono in linea con le
stime, soprattutto per quanto riguarda l'internet e
l'Italia. Nel 2002 Seat dovrebbe raccogliere i
frutti del piano di ristrutturazione intrapreso nel
2001 che ha pesato negativamente sul risultato
netto, in negativo di 313 milioni di euro. Nel
settore internet, Seat si concentrerà su
Tin.it e lancerà ad inizio estate nuovi
contenuti e servizi dedicati alle piccole e medie
imprese. Anche Virgilio, che nel 2001 e all'inizio
del 2002 ha confermato la sua leadership tra i
portali italiani, si presenterà nel secondo
trimestre dell'anno con una veste del tutto
rinnovata. I dipendenti del settore sono passati
dai quasi mille di fine anno ai 650 di fine marzo:
gli occupati diminuiranno ancora nel corso
dell'anno. Riguardo le tv, Dal Pino ha confermato
che il break even non sarà raggiunto prima
del 2004. Il riposizionamento di La7, che dal 18
marzo ha avviato un nuovo palinsesto nella
direzione di una tv di informazione, ha finora
inciso pesantemente sugli oneri straordinari della
società. I ricavi televisivi (85,5 milioni
di euro nel 2001) sono aumentati del 4,5%
soprattutto grazie a MTV.
L'ASSEMBLEA
APPROVA IL BILANCIO WIND
Raddoppiano
i ricavi consolidati di Wind nel 2001, assestandosi
a 2.794 milioni di euro (+97% rispetto ai 1.415
milioni del 2000). I dati di bilancio sono stati
approvati all'unanimità dall'assemblea dei
soci. Il margine operativo lordo consolidato
è positivo per 46 milioni di euro.
L'assemblea non ha affrontato la decisione di
France Telecom di vendere la propria quota del
26,6% in Wind, argomento che dovrà essere
trattato con il socio Enel in altra sede. I ricavi
consolidati totali sommano i 12 mesi Wind ed i 5
mesi Infostrada. Il risultato netto del gruppo
è negativo per 782 milioni di euro, in linea
con le stime di inizio anno. Incidono sul risultato
netto gli oneri di integrazione pari a 113 milioni,
di cui 14 milioni già sostenuti, e 99
milioni accantonati per gli anni futuri.
NASCE
COLOSSO TLC SCANDINAVO
La
compagnia telefonica svedese Telia ha acquisito la
finlandese Sonera per 67 miliardi di corone
svedesi, pari a circa 7,4 miliardi di euro.
L'operazione si perfezionerà attraverso un
concambio: Telia offrirà 1,5144 sue azioni
per ogni azione della compagnia telefonica
finlandese. Il valore lordo dell'operazione sale in
realtà a 89,5 miliardi di corone svedesi
(9,9 miliardi di euro), considerando l'assunzione
del debito di Sonera che ammonta a 2,5 miliardi di
euro. La nuova società avrà sede a
Stoccolma (il nome deve ancora essere stabilito);
le quote saranno suddivise per il 64% tra gli
attuali azionisti di Telia e per il 36% tra quelli
di Sonera. La nuova compagnia telefonica
sarà la più grande della regione
nordica e baltica e conterà su ricavi per
circa 9,2 miliardi di euro, con 34 mila dipendenti.
Provvisoriamente, presidente del board of directors
sarà Tapio Hintikka, attuale numero uno di
Sonera: il presidente di Telia, Lars-Eric
Petersson, sarà il vicepresidente.
L'amministratore delegato sarà esterno alle
due società.
LA
NEW ECONOMY AVANZA A PICCOLI PASSI
Sono
d'accordo Franco Bernabè e il ministro per
l'Innovazione tecnologica, Lucio Stanca: la new
economy decollerà grazie alle realtà
locali. Durante l'inaugurazione della nuova sede di
Orvieto della Kelyan, società del gruppo
Bernabè, Stanca ha chiarito: "Chi dice che
la new economy è finita perché ha
perso molti soldi speculando in Borsa prende un
abbaglio enorme. Siamo entrati in una fase
più matura e meno speculativa in cui
emergono realtà come quella di Kelyan. La
nuova economia non ha bisogno di grandi dimensioni
ma di 'parchi tecnologici', questo è il
modello che si va consolidando". "La nostra
unicità - ha aggiunto Bernabè -
è nell'aver puntato su zone poco battute
dalla new economy e sui distretti industriali come
quello di Orvieto e Carpi o come sarà quello
futuro nella zona di San Marino e Rimini. I
'grandi' non guardano alla campagna ma noi
riteniamo che la ripresa e la crescita della new
economy verrà dalle piccole e medie imprese
e i risultati ci confermano che l'intuizione che
avevamo avuto era giusta".
IN
PERDITA MONRIF, PESA IL RISULTATO DI
POLIGRAFICI
Monrif
SpA, la holding finanziaria del gruppo
Monti-Riffeser, nel 2001 ha registrato una perdita
di 755 mila euro, contro 4,8 milioni di utile nel
2000. Il Cda ha convocato l'assemblea dei soci per
il 29 aprile, senza proporre alcun dividendo
né la distribuzione di riserve. Nei conti
della holding hanno inciso i risultati negativi
della Poligrafici Editoriale, che ha chiuso con un
risultato negativo per 18 milioni di euro il
bilancio 2001. Il bilancio 2000 della holding
editoriale si era chiuso con un utile di 8,1
milioni di euro. A determinare il risultato
negativo sono stati i conti delle società
francesi (Presse Alliance e Regie Print) che hanno
generato un disavanzo di 25,3 milioni di euro. Il
settore editoriale italiano ha invece riportato un
risultato netto di esercizio pari a 7,3 milioni ed
un MOL di 23,5 milioni, in crescita del 33%
rispetto al 2000.
CALA
IL FATTURATO E AUMENTA IL MOL DI TELEKOM
AUSTRIA
E'
cresciuto del 38% a 853 milioni di euro il margine
operativo lordo (utile prima di tasse e
ammortamenti) di Telekom Austria nel 2001, a fronte
di un fatturato in calo del 5,5% a 2,66 miliardi di
euro. Nel quarto trimestre il gruppo ha registrato
un aumento del MOL del 68% grazie alla riduzione
del personale che ha contribuito ad una contrazione
dei costi. Il MOL di Mobilkom, divisione di
telefonia mobile del gruppo, ammonta a 571 milioni
di euro, in crescita del 30,9%; ricavi in aumento
del 14% a 1,7 miliardi di euro. Telecom Italia
è presente nell'operatore austriaco con il
29,8%.
CANAL+
HA IL 60% DI PATHE' SPORT E SALIRA' AL 100% A FINE
2002
Secondo
il contratto di acquisizione Canal+ ha rilevato per
ora il 60% di Pathè Sport, mentre
acquisirà il restante 40% a fine anno. Il
canale tematico sportivo conta 2,2 milioni di
abbonati e prevedeva di raggiungere il pareggio
entro il 2004.
LE
BANCHE NEGANO LA NUOVA LINEA DI CREDITO A
MARCONI
Le
banche con cui Marconi Plc era in trattative hanno
deciso di non accordare la nuova linea di credito a
causa del deterioramento delle condizioni del
mercato. Il principale produttore britannico di
hardware per la telefonia dovrà approntare
un nuovo business plan da presentare agli istituti
di credito nelle prossime settimane. Marconi deve
onorare un debito in scadenza a marzo 2003. Altre
cattive notizie arrivano dalla società di
valutazione Standard&Poor's, che ha rivisto al
ribasso il rating su Marconi Plc. Il rating passa
da "B-plus" a "B-minus" sul lungo termine, mentre
la valutazione sulle società controllate
passa ad una tripla C dal precedente
"B-minus".
IN
CALO L'UTILE DI RCS NEL 2001
Nell'ultimo
esercizio il gruppo RCS ha registrato un utile
netto di 3,2 milioni di euro, in deciso calo nei
confronti dell'utile di 96,4 milioni del 2000; in
aumento del 14,9% i ricavi consolidati, che passano
da 1.753,9 milioni a 2.015 milioni, crescita in
gran parte riferibile al consolidamento integrale
di Flammarion, Sfera e Blei. Il risultato operativo
è stato pari a 87,7 milioni di euro, contro
i 107 milioni del 2000. L'indebitamento finanziario
netto a fine esercizio è di 361,5 milioni di
euro, con un incremento di 119,9 milioni rispetto
alla fine del 2000. Recita il bilancio approvato
dal CDA della controllante HDP: "Il livello di
redditività pur inferiore a quello del
passato esercizio dimostra la capacità
dell'azienda di adeguarsi a repentini e imprevisti
mutamenti del contesto di riferimento". HDP ha
registrato ricavi netti consolidati per 3.357,2
milioni di euro, in linea con il 2000, margine
operativo lordo a 116,2 milioni, risultato
operativo negativo per 33 milioni e risultato netto
di competenza negativo per 232,1 milioni di
euro.
ALCATEL
PERDITA RECORD NEL 2001
Alcatel
ha concluso il 2001 con una perdita record di 4,9
miliardi di euro. Perdita che ha comportato un
taglio sui guadagni dell'amministratore delegato
Serge Tchuruk del 35%, per un totale di 1,7 milioni
di euro di remunerazione. Lo stipendio fisso di
Tchuruk è di 1,5 milioni di euro, il resto
è legato ai risultati
dell'azienda.
CALANO
GLI UTILI DI HUTCHINSON WHAMPOA
Hutchison
Whampoa ha concluso l'anno con utili netti a 12,1
miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro circa),
accusando un calo del 65%. Il gruppo asiatico, che
in Italia controlla H3g, nell'esercizio precedente
aveva registrato profitti per 34,1 miliardi di
dollari. Tra le ragioni del calo, i mancati
introiti dovuti alla vendita di alcune quote in
compagnie come VoiceStream Wireless, Deutsche
Telekom e Vodafone, del valore di 3,12 miliardi. Il
fatturato è aumentato a 61,5 miliardi
(+8%).
DIVIDENDO
2001 TRIPLICATO PER MONDADORI
Il
Cda Mondadori ha approvato i risultati relativi al
2001. I ricavi ammontano a 1.557,7 milioni di euro,
con un incremento del 5,1% rispetto ai 1.482,7
milioni del 2000; il risultato operativo si
è assestato a quota 176,5 milioni di euro,
in crescita del 10,2% rispetto ai 160,1 milioni del
2000; l'utile netto consolidato sale da 70,9
milioni dell'esercizio precedente a 73,9 milioni
nel 2001 (+4,2%). Il Cda ha proposto la
distribuzione di un dividendo triplicato rispetto
al 2000, pari a 62 centesimi di euro per azione, di
cui una quota prelevata dalla riserva
straordinaria.
NEL
2002 IL FATTURATO DELLA TELEFONIA MOBILE 'SOLO" AL
+4%
Il
fatturato dei servizi di telefonia mobile in Europa
occidentale aumenterà del 4% nel 2002,
secondo uno studio della società di ricerche
Analysys: le vendite ammonteranno a 97 miliardi di
euro. Si tratterebbe di un forte calo dei ricavi,
che nel 2001 erano aumentati del 12%. Il calo
sarebbe dovuto al rallentamento della crescita di
nuovi clienti ed alla contrazione del ricavato
medio per utente. Seono Analysys, il 70% della
popolazione dell'Europa occidentale possiede un
telefonino: il punto di saturazione è
identificato intorno all'80%.
AUMENTANO
DI UN TERZO I RICAVI DI FOX KIDS EUROPE
Fox
Kids Europe ha registrato un fatturato di 67,8
milioni di dollari (+33%) nel secondo semestre
2001. Gli utili al lordo di interessi, imposte e
ammortamenti sono quasi raddoppiati (+98%), a quota
27.4 milioni di dollari, l'utile al lordo di
imposte e altre partite è aumentato da mezzo
milione a 7,6 milioni di dollari. La società
è leader in Europa nel settore
dell'intrattenimento integrato per i bambini. I
ricavi del canale sono aumentati del 38%, per un
totale di 40,7 milioni di dollari, mentre il flusso
di cassa operativo è salito di 8.9 milioni
di dollari. Gli abbonamenti sono aumentati del 20%
annuo, raggiungendo al 28 febbraio 2002 oltre 30
milioni di famiglie in 55 Paesi.
T-ONLINE
PREVEDE UN RITORNO AL NERO DEL MOL
T-Online,
internet service provider di Deutsche Telekom, ha
reso noto le previsioni per il 2002. I ricavi
dovrebbero crescere da 1,14 miliardi di euro del
2001 (797 milioni nel 2000) a 1,5-1,6 miliardi; il
margine operativo lordo dovrebbe salire del 35%, il
numero dei clienti dovrebbe raggiungere i 12,7
milioni. Nel 2001 la società ha accusato una
perdita di 790 milioni di euro, in sensibile
crescita rispetto al negativo di 390 milioni del
2000; il MOL è negativo per 189
milioni.
FRANCE
TELECOM USCIRA' DA WIND IN ROSSO IL 2001
Ammontano
a 8,3 miliardi di euro le perdite di France Telecom
relative al 2001. Il rosso è il primo dal
1997, anno della quotazione. Nel 2000 il colosso,
controllato al 54% dallo Stato francese, aveva
chiuso in utile per 3,6 miliardi di euro. In
crescita del 27,8% il fatturato, a quota 43
miliardi di euro, e l'utile operativo, a 5,2
miliardi (+7,1%). La perdita è dovuta ad
accantonamenti da 10,2 miliardi di euro per
risanare i conti. "L'operazione verità dei
conti", che prevede la svalutazione di alcune
partecipazioni, era stata preannunciata dal numero
uno Michel Bon lo scorso 11. Il gruppo francese ha
accantonato 3,9 miliardi di euro per l'operatore
tedesco Mobilcom, 4,58 miliardi per il britannico
NTL, 2,08 miliardi per Equant, 360 milioni per
Telecom Argentina. Il debito è stato ridotto
di 2,7 miliardi e ammonta a 60,7 miliardi. Nel 2002
FT conta di ricavare 6 miliardi dalla vendita del
26,6% detenuto in Wind, anche se il colosso ha
precisato che non intende abbandonare
definitivamente il mercato italiano.
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