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NUMERO 189 DEL 21 MARZO 2002
ANNO VI

 

PER LA DIREZIONE DI HP LA FUSIONE CON COMPAQ E' COSA FATTA
Annunciato in settembre, il progetto di fusione da più di 20 miliardi di dollari tra Hewlett-Packard e Compaq sarebbe alla stretta finale. Ieri il 90% degli azionisti di Compaq Computer ha approvato l'integrazione in HP. L'assemblea di quest'ultima ha già votato martedì sera: secondo la direzione di HP, gli azionisti del produttore informatico californiano avrebbero approvato l'operazione con la maggioranza necessaria. "Il Consiglio di amministrazione di Hewlett-Packard ritiene, sulla base di una stima preliminare, di aver ricevuto abbastanza voti per approvare la fusione di HP e Compaq", ha dichiarato il gruppo che riconosce tuttavia che non si tratta di un risultato ufficiale. Un dubbio che subito ha fatto proprio Walter Hewlett, il principale oppositore alla fusione, assicurando che i risultati non sono conclusivi. Il conteggio di tutti i voti richiederà alcune settimane. Se l'accordo andasse a buon fine, il presidente di Compaq, Michael Capellas, diventerebbe il numero due della nuova società, dopo il presidente Carly Fiorina.

SALTA LA FUSIONE TRA KIRCHMEDIA E PROSIEBENSAT1
Dopo avere deciso di rimandare "sine die" la loro fusione qualche settimana fa, il gruppo tedesco KirchMedia, controllato da Kirch al 72,6%, e ProSiebenSat1 hanno deciso di abbandonare il progetto di matrimonio. "A causa del clima economico e della situazione attuale di Kirch, questa fusione non è fattibile nel breve termine", hanno precisato i due gruppi. L'unione, che doveva dare vita al primo gruppo di media tedesco quotato, era stata annunciata a inizio settembre. KirchMedia doveva portare i suoi attivi alla sua filiale che raggruppa le catene commerciali Sat 1 e ProSieben per unire nella nuova entità l'insieme delle attività di televisione commerciale, dei diritti sportivi, di commercio di licenze e di produzione. Fondendosi con ProSieben, KirchMedia doveva fare i suoi primi passi in Borsa poiché la sua filiale di tv privata è quotata già a Francoforte. Il collocamento sul mercato del nuovo insieme doveva avvenire fin da giugno 2002.

PREMIERE CONTA DI TORNARE ALL'UTILE NEL 2004
Premiere World, filiale di televisione a pagamento del gruppo Kirch, a causa delle sue pesanti perdite finanziarie taglierà almeno il 20-30% dei dipendenti, o comunque una percentuale molto superiore all'11% annunciata la settimana scorsa dal nuovo direttore generale, Georg Kofler. L'azienda lancerà quest'anno un vasto piano di ristrutturazione che le permetterà di ritornare all'utile entro il 2004 e di risparmiare circa 500 milioni di euro ogni anno. Il direttore generale della rete ha aggiunto anche che l'introduzione in Borsa di Premiere sarebbe possibile a partire dal primo trimestre 2004. Ha poi sottolineato che tra due anni il valore della filiale di televisione a pagamento di Kirch potrebbe essere compreso tra 3 e 5 miliardi di euro. L'ultimo anno Premiere ha registrato un EBIT negativo per 989 milioni di euro, a fronte di un fatturato di 813 milioni di euro. Nel 2004, il gruppo spera di raggiungere un EBITDA pari a 137,1 milioni di euro.

UTILE A 48,9 MILIONI PER SIEMENS ICN
Siemens Information and Communication Networks ha archiviato l'ultimo esercizio con un utile netto di 48,9 milioni di euro e un fatturato di 1,3 miliardi di euro. Il Cda ha nominato quattro nuovi consiglieri: Andy Mattes (vice presidente del settore Information and Communication Networks di Siemens AG), Roberto Dalla Longa, Luigi De Vecchis e Hartmut Pratschke, direttori generali di Siemens Information and Communication Networks.

OMNITEL INVESTE IN PUBBLICITA' SVILUPPO E RICERCA
Nel 2002 Omnitel Vodafone spenderà in pubblicità una cifra vicina a quella investita lo scorso anno, pari a 200 miliardi di lire. E' quanto afferma il direttore commerciale del gruppo, Fabrizio Bona: "Noi crediamo molto nella pubblicità, che consideriamo il modo migliore, più veloce per entrare in sintonia con i nostri clienti". In un momento di grave crisi per il mercato pubblicitario, Omnitel Vodafone va quindi controcorrente, continuando a investire nei media tradizionali. La cifra ragguardevole di 2/2.500 miliardi di lire (da 1 a 1,3 miliardi di euro) è invece spesa in ricerca e sviluppo ed è destinata prevalentemente alla produzione di nuovi contenuti e servizi a pagamento per la telefonia mobile. Oltre all'utente privato, il gruppo punta molto sul promettente settore "business". Tutto questo in attesa, entro la fine dell'anno, del lancio dell'UMTS, la cui licenza è costata ad Omnitel Vodafone 4.640 miliardi di lire.

CALANO GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI A GENNAIO 2002
Non sono confortanti i primi dati AC Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nel 2002. A gennaio sono stati investiti 521,3 milioni di euro contro i 564,1 milioni spesi lo scorso anno. Rispetto a gennaio 2001, quindi, il primo mese di quest'anno ha registrato un calo complessivo del 7,6%. In diminuzione tutti i settori, ma il maggior decremento riguarda le affissioni, che fanno registrare un calo del 53% (4,4 milioni di euro rispetto ai 9,3 milioni dello scorso anno). Nella carta stampata sono stati spesi complessivamente 165,1 milioni di euro contro i 188,7 investiti nel gennaio 2001 (-12,5%), così ripartiti: 115,8 milioni di euro sui quotidiani (-14,2%) e 49,2 milioni sui periodici (-8,2%). Calano anche la televisione, con un investimento di 327,2 milioni di euro rispetto ai 340,6 milioni del gennaio 2001 (-4%) e la radio, che ha registrato una diminuzione del 7,3%, con 18,7 milioni di euro contro i 20,2 milioni spesi dodici mesi prima. In controtendenza il cinema, che cresce del 13,1%, con 5,8 milioni di euro di spesa pubblicitaria (nel 2001 erano 5,1 milioni).

DEUTSCHE TELEKOM TAGLIA IL DIVIDENDO
Deutsche Telekom ha deciso di tagliare il dividendo 2001 del 40% a 37 centesimi di euro per azione. Il colosso, dopo aver concluso il 2001 con un passivo record di 3,5 miliardi di euro, ha poi confermato le proprie "previsioni positive di crescita e di utili" e l'obiettivo di una consistente riduzione dell'indebitamento: la riduzione a 50 miliardi di euro di debito è stata però rinviata a fine 2003. Riguardo T-Mobile, la controllata di telefonia mobile non sarà quotata nella prima metà del 2002, come precedentemente annunciato, per le avverse condizioni del mercato.

IN PERDITA IL 2001 DI KPN
L'olandese KPN ha accusato perdite per 7,5 miliardi di euro nel 2001, contro un utile di 1,87 miliardi di euro nel 2000. Il rosso è causato dalla decisione di svalutare in bilancio il valore della sua filiale di telefonia mobile E-Plus Mobilfunk di 13,7 miliardi di euro, dal calo del fatturato, sceso del 4,8% a quota 12,86 miliardi di euro, infine dal costo dei risarcimenti pagati per tagliare i posti di lavoro, in tutto 439 milioni di euro. Per il 2002 KPN prevede una crescita "a una cifra" delle entrate, mentre la crescita degli utili al lordo di interessi, tasse, svalutazione e ammortamento dovrebbe essere a "due cifre".

QWEST RIDUCE IL DEBITO BANCARIO
Qwest Communications International ha ridotto il debito nei confronti di alcuni istituti di credito, relativamente ad un finanziamento per 4 miliardi di dollari, a 3,4 miliardi. Qwest afferma di disporre di liquidità e di crediti sufficienti per pagare gli oneri sugli interessi per i prossimi 12 mesi. Attualmente, la quarta maggiore compagnia telefonica Usa sul mercato locale è sotto inchiesta da parte della Sec, l'autorità di controllo della Borsa americana, che indaga sulle modalità con cui è stato redatto il bilancio.

IL MENSILE "VENTIQUATTRO" PASSA A IL SOLE 24 ORE
Mondadori cede al Gruppo Editoriale Il Sole 24 Ore la maggioranza del mensile "Ventiquattro", che si sgancia in questo modo da Panorama per passare sotto la direzione di Guido Gentili, direttore de Il Sole 24 Ore, a partire dal prossimo maggio. Questa operazione nasce dall'esigenza di integrare tutti i prodotti legati alla testata principale del Gruppo. Antonio Calabrò, attuale direttore responsabile di Ventiquattro, si occuperà, in qualità di direttore editoriale, di vari progetti del Gruppo, tra cui lo sviluppo delle attività multimediali.

METROMEDIA RISCHIA LA BANCAROTTA
Metromedia Fiber Network, attiva nella realizzazione di reti per telecomunicazioni, ha dichiarato ufficialmente che potrebbe finire in bancarotta (il Chapter 11 americano), in quanto ha difficoltà a pagare gli interessi sul debito. La società non ha onorato 30 milioni di dollari di interessi in scadenza venerdì scorso, su un finanziamento da 975 milioni di dollari ottenuto grazie all'emissione di obbligazioni convertibili, collocate presso Verizon Communications. Con Verizon, Metromedia sta anche negoziando la possibilità prorogare le scadenze dei pagamenti. Se questa trattativa non andasse in porto, Metromedia sarebbe costretta a richiedere lo stato di bancarotta. Lo scorso 28 febbraio il debito della società ammontava a 3,3 miliardi di dollari, contro una disponibilità cash di 37,3 milioni di dollari. La società ha infine rivelato di avere trovato un accordo per la vendita di alcuni asset in California, per un controvalore di 50 milioni di dollari; l'operazione dovrebbe essere conclusa entro il secondo trimestre.

AL SECONDO ANNO CFN AUMENTA GLI UTILI DEL 50%
Ricavi pari a 11.128.309 euro per CFN (Class financial network), editore del canale tv satellitare CFN/CNBC, che con il 2001 ha chiuso il suo secondo esercizio annuale. Nel 2000 la società aveva ricavato 10.776.000 euro. Il risultato prima delle imposte è stato di 1.264.424 euro contro gli 841.242 euro dell'esercizio precedente (+50,3%). L'utile netto, dopo gli accantonamenti ordinari e straordinari, è pari a 561.656 euro contro 460.938 del 2000 (+21,85%). Il Cda ha deliberato di proporre all'assemblea dei soci la totale distribuzione dell'utile netto come dividendo. CFN/CNBC è il primo canale televisivo digitale globale in lingua italiana dedicato alla finanza: CFN ha convocato per il prossimo 15 aprile l'assemblea dei soci, che sono Class Editori, Cnbc Europe, Mediaset-Fininvest e 13 fra le maggiori banche e istituzioni finanziarie italiane ed estere.

VIVENDI CEDE QUOTA IN ELEKTRIM A BANCA CITIGROUP
Vivendi Universal ha deciso di cedere gradualmente il 49% detenuto nella holding polacca Elektrim Telekomunikacja che controlla PTC, primo operatore di telefonia mobile dell'Est Europa. La partecipazione sarà acquisita da un gruppo di investitori che fanno capo alla banca d'investimenti americana Citigroup. Il valore dell'operazione è ancora sconosciuto. Da principio Vivendi conserverà "una partecipazione minoritaria" nel capitale di ET con un'opzione di vendita della quota. La cessione rientrerebbe nell'obiettivo del colosso francese di ridurre il debito di 14,6 miliardi di euro alla fine di dicembre per le attività Media e Comunicazioni.

DATA SERVICE TRIPLICA I RICAVI PROFORMA
Utile consolidato a 133 mila euro nel 2001 per Data Service (servizi internet): il Cda della società quotata sul Nuovo Mercato ha deciso un dividendo di 52 centesimi di euro per azione. Il fatturato proforma è pari a 121,54 milioni di euro, con un incremento del 205% in un anno; l'EBITDA ammonta a 16 milioni di euro (+105%). Il Consiglio di amministrazione ha anche dato il via libera all'acquisto del restante 45% della controllata Sadib attraverso il conferimento della quota da parte degli attuali soci di minoranza dietro un aumento del capitale sociale per un controvalore di 1,09 milioni di euro.

IL PRESIDENTE DI ETNOTEAM ADRIATICA NE RILEVA IL 100%
Etnoteam (soluzioni internet e tlc) venderà il 100% di Etnoteam Adriatica, società con sede ad Ancona, attiva nei servizi IT per le public utilities. Etnoteam Adriatica ha registrato nel 2001 ricavi per circa 14,4 milioni di euro ed impiega circa 220 dipendenti. L'azienda anconetana, che presto cambierà nome in Neta, sarà rilevata dal presidente e amministratore delegato della società, Alberto Cazziol, uno dei soci fondatori di Etnoteam.

PROFIT FIDUCIOSO NEL 2002
Nel 2001 il gruppo televisivo Profit ha aumentato del 40% rispetto al 2000 il risultato operativo, raggiungendo i 6.968 mila euro. I ricavi sono invece diminuiti del 3,7% a 38.136 mila euro per la dismissione di ReteMia, che ha comportato una riduzione di 13 milioni di euro, ma è stata già riassorbita per 11,5 milioni di euro dallo sviluppo di altre attività del gruppo e grazie all'acquisizione di Odeon, Telereporter e TV Italia. Per il 2002, il gruppo Profit punta a consolidarsi nel broadcasting televisivo (con le tv locali TLC-Telecampione, Telereporter, Sei Milano e le syndacation Odeon, Junior Tv e Tv Italia) e nella produzione televisiva (Bravo Production, Studio PV, Link Up, Provid). A questo scopo, Profit ha ceduto a Internova il controllo di VHR, azienda operante nel settore dell'homevideo. Il budget 2002 ammonta a 36 milioni di euro, con un risultato operativo previsto di 10,6 milioni di euro.

NETWORK ASSOCIATES SALE AL 100% DI MCAFEE.COM
Network Associates, che possiede il 75% di McAfee.com, ha deciso di salire al 100% della società. Il gruppo, che produce software per la protezione dei computer, acquisterà il 25% di McAfee.com per 208,2 milioni di dollari in azioni. Il valore di concambio è dello 0,675 di un'azione NA per ciascuna di McAfee.com. Il Ceo di Network Associates, George Samenuk, ha dichiarato che l'acquisizione ha come obiettivo la razionalizzazione della struttura. Il gruppo intende così eliminare la confusione tra le varie unità commerciali detenute. McAfee.com è attiva nella vendita di software di protezione e servizi attraverso il web. La società punta ad un ruolo di primo piano nel mercato della sicurezza internet e informatica, settore che, secondo le previsioni degli esperti, svilupperà nel 2005 un volume di affari di 14 miliardi di dollari dai 5,1 miliardi del 2000. McAfee.com ha dichiarato utili, nel terzo e quarto trimestre, rispettivamente a 3 e 2 cents per azione, dopo sei trimestri consecutivi di bilancio in rosso.

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