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PER
LA DIREZIONE DI HP LA FUSIONE CON COMPAQ E' COSA
FATTA
Annunciato
in settembre, il progetto di fusione da più
di 20 miliardi di dollari tra Hewlett-Packard e
Compaq sarebbe alla stretta finale. Ieri il 90%
degli azionisti di Compaq Computer ha approvato
l'integrazione in HP. L'assemblea di quest'ultima
ha già votato martedì sera: secondo
la direzione di HP, gli azionisti del produttore
informatico californiano avrebbero approvato
l'operazione con la maggioranza necessaria. "Il
Consiglio di amministrazione di Hewlett-Packard
ritiene, sulla base di una stima preliminare, di
aver ricevuto abbastanza voti per approvare la
fusione di HP e Compaq", ha dichiarato il gruppo
che riconosce tuttavia che non si tratta di un
risultato ufficiale. Un dubbio che subito ha fatto
proprio Walter Hewlett, il principale oppositore
alla fusione, assicurando che i risultati non sono
conclusivi. Il conteggio di tutti i voti
richiederà alcune settimane. Se l'accordo
andasse a buon fine, il presidente di Compaq,
Michael Capellas, diventerebbe il numero due della
nuova società, dopo il presidente Carly
Fiorina.
SALTA
LA FUSIONE TRA KIRCHMEDIA E PROSIEBENSAT1
Dopo
avere deciso di rimandare "sine die" la loro
fusione qualche settimana fa, il gruppo tedesco
KirchMedia, controllato da Kirch al 72,6%, e
ProSiebenSat1 hanno deciso di abbandonare il
progetto di matrimonio. "A causa del clima
economico e della situazione attuale di Kirch,
questa fusione non è fattibile nel breve
termine", hanno precisato i due gruppi. L'unione,
che doveva dare vita al primo gruppo di media
tedesco quotato, era stata annunciata a inizio
settembre. KirchMedia doveva portare i suoi attivi
alla sua filiale che raggruppa le catene
commerciali Sat 1 e ProSieben per unire nella nuova
entità l'insieme delle attività di
televisione commerciale, dei diritti sportivi, di
commercio di licenze e di produzione. Fondendosi
con ProSieben, KirchMedia doveva fare i suoi primi
passi in Borsa poiché la sua filiale di tv
privata è quotata già a Francoforte.
Il collocamento sul mercato del nuovo insieme
doveva avvenire fin da giugno 2002.
PREMIERE
CONTA DI TORNARE ALL'UTILE NEL 2004
Premiere
World, filiale di televisione a pagamento del
gruppo Kirch, a causa delle sue pesanti perdite
finanziarie taglierà almeno il 20-30% dei
dipendenti, o comunque una percentuale molto
superiore all'11% annunciata la settimana scorsa
dal nuovo direttore generale, Georg Kofler.
L'azienda lancerà quest'anno un vasto piano
di ristrutturazione che le permetterà di
ritornare all'utile entro il 2004 e di risparmiare
circa 500 milioni di euro ogni anno. Il direttore
generale della rete ha aggiunto anche che
l'introduzione in Borsa di Premiere sarebbe
possibile a partire dal primo trimestre 2004. Ha
poi sottolineato che tra due anni il valore della
filiale di televisione a pagamento di Kirch
potrebbe essere compreso tra 3 e 5 miliardi di
euro. L'ultimo anno Premiere ha registrato un EBIT
negativo per 989 milioni di euro, a fronte di un
fatturato di 813 milioni di euro. Nel 2004, il
gruppo spera di raggiungere un EBITDA pari a 137,1
milioni di euro.
UTILE
A 48,9 MILIONI PER SIEMENS ICN
Siemens
Information and Communication Networks ha
archiviato l'ultimo esercizio con un utile netto di
48,9 milioni di euro e un fatturato di 1,3 miliardi
di euro. Il Cda ha nominato quattro nuovi
consiglieri: Andy Mattes (vice presidente del
settore Information and Communication Networks di
Siemens AG), Roberto Dalla Longa, Luigi De Vecchis
e Hartmut Pratschke, direttori generali di Siemens
Information and Communication Networks.
OMNITEL
INVESTE IN PUBBLICITA' SVILUPPO E RICERCA
Nel
2002 Omnitel Vodafone spenderà in
pubblicità una cifra vicina a quella
investita lo scorso anno, pari a 200 miliardi di
lire. E' quanto afferma il direttore commerciale
del gruppo, Fabrizio Bona: "Noi crediamo molto
nella pubblicità, che consideriamo il modo
migliore, più veloce per entrare in sintonia
con i nostri clienti". In un momento di grave crisi
per il mercato pubblicitario, Omnitel Vodafone va
quindi controcorrente, continuando a investire nei
media tradizionali. La cifra ragguardevole di
2/2.500 miliardi di lire (da 1 a 1,3 miliardi di
euro) è invece spesa in ricerca e sviluppo
ed è destinata prevalentemente alla
produzione di nuovi contenuti e servizi a pagamento
per la telefonia mobile. Oltre all'utente privato,
il gruppo punta molto sul promettente settore
"business". Tutto questo in attesa, entro la fine
dell'anno, del lancio dell'UMTS, la cui licenza
è costata ad Omnitel Vodafone 4.640 miliardi
di lire.
CALANO
GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI A GENNAIO 2002
Non
sono confortanti i primi dati AC Nielsen sugli
investimenti pubblicitari in Italia nel 2002. A
gennaio sono stati investiti 521,3 milioni di euro
contro i 564,1 milioni spesi lo scorso anno.
Rispetto a gennaio 2001, quindi, il primo mese di
quest'anno ha registrato un calo complessivo del
7,6%. In diminuzione tutti i settori, ma il maggior
decremento riguarda le affissioni, che fanno
registrare un calo del 53% (4,4 milioni di euro
rispetto ai 9,3 milioni dello scorso anno). Nella
carta stampata sono stati spesi complessivamente
165,1 milioni di euro contro i 188,7 investiti nel
gennaio 2001 (-12,5%), così ripartiti: 115,8
milioni di euro sui quotidiani (-14,2%) e 49,2
milioni sui periodici (-8,2%). Calano anche la
televisione, con un investimento di 327,2 milioni
di euro rispetto ai 340,6 milioni del gennaio 2001
(-4%) e la radio, che ha registrato una diminuzione
del 7,3%, con 18,7 milioni di euro contro i 20,2
milioni spesi dodici mesi prima. In controtendenza
il cinema, che cresce del 13,1%, con 5,8 milioni di
euro di spesa pubblicitaria (nel 2001 erano 5,1
milioni).
DEUTSCHE
TELEKOM TAGLIA IL DIVIDENDO
Deutsche
Telekom ha deciso di tagliare il dividendo 2001 del
40% a 37 centesimi di euro per azione. Il colosso,
dopo aver concluso il 2001 con un passivo record di
3,5 miliardi di euro, ha poi confermato le proprie
"previsioni positive di crescita e di utili" e
l'obiettivo di una consistente riduzione
dell'indebitamento: la riduzione a 50 miliardi di
euro di debito è stata però rinviata
a fine 2003. Riguardo T-Mobile, la controllata di
telefonia mobile non sarà quotata nella
prima metà del 2002, come precedentemente
annunciato, per le avverse condizioni del
mercato.
IN
PERDITA IL 2001 DI KPN
L'olandese
KPN ha accusato perdite per 7,5 miliardi di euro
nel 2001, contro un utile di 1,87 miliardi di euro
nel 2000. Il rosso è causato dalla decisione
di svalutare in bilancio il valore della sua
filiale di telefonia mobile E-Plus Mobilfunk di
13,7 miliardi di euro, dal calo del fatturato,
sceso del 4,8% a quota 12,86 miliardi di euro,
infine dal costo dei risarcimenti pagati per
tagliare i posti di lavoro, in tutto 439 milioni di
euro. Per il 2002 KPN prevede una crescita "a una
cifra" delle entrate, mentre la crescita degli
utili al lordo di interessi, tasse, svalutazione e
ammortamento dovrebbe essere a "due
cifre".
QWEST
RIDUCE IL DEBITO BANCARIO
Qwest
Communications International ha ridotto il debito
nei confronti di alcuni istituti di credito,
relativamente ad un finanziamento per 4 miliardi di
dollari, a 3,4 miliardi. Qwest afferma di disporre
di liquidità e di crediti sufficienti per
pagare gli oneri sugli interessi per i prossimi 12
mesi. Attualmente, la quarta maggiore compagnia
telefonica Usa sul mercato locale è sotto
inchiesta da parte della Sec, l'autorità di
controllo della Borsa americana, che indaga sulle
modalità con cui è stato redatto il
bilancio.
IL
MENSILE "VENTIQUATTRO" PASSA A IL SOLE 24 ORE
Mondadori
cede al Gruppo Editoriale Il Sole 24 Ore la
maggioranza del mensile "Ventiquattro", che si
sgancia in questo modo da Panorama per passare
sotto la direzione di Guido Gentili, direttore de
Il Sole 24 Ore, a partire dal prossimo maggio.
Questa operazione nasce dall'esigenza di integrare
tutti i prodotti legati alla testata principale del
Gruppo. Antonio Calabrò, attuale direttore
responsabile di Ventiquattro, si occuperà,
in qualità di direttore editoriale, di vari
progetti del Gruppo, tra cui lo sviluppo delle
attività multimediali.
METROMEDIA
RISCHIA LA BANCAROTTA
Metromedia
Fiber Network, attiva nella realizzazione di reti
per telecomunicazioni, ha dichiarato ufficialmente
che potrebbe finire in bancarotta (il Chapter 11
americano), in quanto ha difficoltà a pagare
gli interessi sul debito. La società non ha
onorato 30 milioni di dollari di interessi in
scadenza venerdì scorso, su un finanziamento
da 975 milioni di dollari ottenuto grazie
all'emissione di obbligazioni convertibili,
collocate presso Verizon Communications. Con
Verizon, Metromedia sta anche negoziando la
possibilità prorogare le scadenze dei
pagamenti. Se questa trattativa non andasse in
porto, Metromedia sarebbe costretta a richiedere lo
stato di bancarotta. Lo scorso 28 febbraio il
debito della società ammontava a 3,3
miliardi di dollari, contro una
disponibilità cash di 37,3 milioni di
dollari. La società ha infine rivelato di
avere trovato un accordo per la vendita di alcuni
asset in California, per un controvalore di 50
milioni di dollari; l'operazione dovrebbe essere
conclusa entro il secondo trimestre.
AL
SECONDO ANNO CFN AUMENTA GLI UTILI DEL 50%
Ricavi
pari a 11.128.309 euro per CFN (Class financial
network), editore del canale tv satellitare
CFN/CNBC, che con il 2001 ha chiuso il suo secondo
esercizio annuale. Nel 2000 la società aveva
ricavato 10.776.000 euro. Il risultato prima delle
imposte è stato di 1.264.424 euro contro gli
841.242 euro dell'esercizio precedente (+50,3%).
L'utile netto, dopo gli accantonamenti ordinari e
straordinari, è pari a 561.656 euro contro
460.938 del 2000 (+21,85%). Il Cda ha deliberato di
proporre all'assemblea dei soci la totale
distribuzione dell'utile netto come dividendo.
CFN/CNBC è il primo canale televisivo
digitale globale in lingua italiana dedicato alla
finanza: CFN ha convocato per il prossimo 15 aprile
l'assemblea dei soci, che sono Class Editori, Cnbc
Europe, Mediaset-Fininvest e 13 fra le maggiori
banche e istituzioni finanziarie italiane ed
estere.
VIVENDI
CEDE QUOTA IN ELEKTRIM A BANCA CITIGROUP
Vivendi
Universal ha deciso di cedere gradualmente il 49%
detenuto nella holding polacca Elektrim
Telekomunikacja che controlla PTC, primo operatore
di telefonia mobile dell'Est Europa. La
partecipazione sarà acquisita da un gruppo
di investitori che fanno capo alla banca
d'investimenti americana Citigroup. Il valore
dell'operazione è ancora sconosciuto. Da
principio Vivendi conserverà "una
partecipazione minoritaria" nel capitale di ET con
un'opzione di vendita della quota. La cessione
rientrerebbe nell'obiettivo del colosso francese di
ridurre il debito di 14,6 miliardi di euro alla
fine di dicembre per le attività Media e
Comunicazioni.
DATA
SERVICE TRIPLICA I RICAVI PROFORMA
Utile
consolidato a 133 mila euro nel 2001 per Data
Service (servizi internet): il Cda della
società quotata sul Nuovo Mercato ha deciso
un dividendo di 52 centesimi di euro per azione. Il
fatturato proforma è pari a 121,54 milioni
di euro, con un incremento del 205% in un anno;
l'EBITDA ammonta a 16 milioni di euro (+105%). Il
Consiglio di amministrazione ha anche dato il via
libera all'acquisto del restante 45% della
controllata Sadib attraverso il conferimento della
quota da parte degli attuali soci di minoranza
dietro un aumento del capitale sociale per un
controvalore di 1,09 milioni di euro.
IL
PRESIDENTE DI ETNOTEAM ADRIATICA NE RILEVA IL
100%
Etnoteam
(soluzioni internet e tlc) venderà il 100%
di Etnoteam Adriatica, società con sede ad
Ancona, attiva nei servizi IT per le public
utilities. Etnoteam Adriatica ha registrato nel
2001 ricavi per circa 14,4 milioni di euro ed
impiega circa 220 dipendenti. L'azienda anconetana,
che presto cambierà nome in Neta,
sarà rilevata dal presidente e
amministratore delegato della società,
Alberto Cazziol, uno dei soci fondatori di
Etnoteam.
PROFIT
FIDUCIOSO NEL 2002
Nel
2001 il gruppo televisivo Profit ha aumentato del
40% rispetto al 2000 il risultato operativo,
raggiungendo i 6.968 mila euro. I ricavi sono
invece diminuiti del 3,7% a 38.136 mila euro per la
dismissione di ReteMia, che ha comportato una
riduzione di 13 milioni di euro, ma è stata
già riassorbita per 11,5 milioni di euro
dallo sviluppo di altre attività del gruppo
e grazie all'acquisizione di Odeon, Telereporter e
TV Italia. Per il 2002, il gruppo Profit punta a
consolidarsi nel broadcasting televisivo (con le tv
locali TLC-Telecampione, Telereporter, Sei Milano e
le syndacation Odeon, Junior Tv e Tv Italia) e
nella produzione televisiva (Bravo Production,
Studio PV, Link Up, Provid). A questo scopo, Profit
ha ceduto a Internova il controllo di VHR, azienda
operante nel settore dell'homevideo. Il budget 2002
ammonta a 36 milioni di euro, con un risultato
operativo previsto di 10,6 milioni di
euro.
NETWORK
ASSOCIATES SALE AL 100% DI MCAFEE.COM
Network
Associates, che possiede il 75% di McAfee.com, ha
deciso di salire al 100% della società. Il
gruppo, che produce software per la protezione dei
computer, acquisterà il 25% di McAfee.com
per 208,2 milioni di dollari in azioni. Il valore
di concambio è dello 0,675 di un'azione NA
per ciascuna di McAfee.com. Il Ceo di Network
Associates, George Samenuk, ha dichiarato che
l'acquisizione ha come obiettivo la
razionalizzazione della struttura. Il gruppo
intende così eliminare la confusione tra le
varie unità commerciali detenute. McAfee.com
è attiva nella vendita di software di
protezione e servizi attraverso il web. La
società punta ad un ruolo di primo piano nel
mercato della sicurezza internet e informatica,
settore che, secondo le previsioni degli esperti,
svilupperà nel 2005 un volume di affari di
14 miliardi di dollari dai 5,1 miliardi del 2000.
McAfee.com ha dichiarato utili, nel terzo e quarto
trimestre, rispettivamente a 3 e 2 cents per
azione, dopo sei trimestri consecutivi di bilancio
in rosso.
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