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NUMERO 187 DEL 07 MARZO 2002
ANNO VI

 

CHIESTO VIA INTERNET IL PROCESSO PER TIENANMEN
Le madri di Tiananmen, con una petizione via internet, chiedono al Parlamento cinese un processo contro il presidente Li Peng, ritenuto il "maggior responsabile" della repressione del 4 giugno 1989. In una lettera aperta inviata da 114 familiari delle vittime di piazza Tiananmen ai deputati si afferma: "Le ferite non si saneranno e la Cina non uscirà dall'oscurità per godere di una moderna civiltà fino a quando non sarà condotta un'inchiesta pubblica sul massacro di Tiananmen". La notte tra il 3 e 4 giugno 1989, le forze armate furono inviate da Deng Xiaoping a riportare l'ordine a Pechino dopo 40 giorni di dimostrazioni pacifiche per la democrazia. Centinaia, forse un migliaio, di persone inermi vennero uccise. Li Peng era allora primo ministro e decretò la legge marziale a Pechino. Tutte le richieste per l'apertura di un'inchiesta, denunciano le madri, non hanno avuto risposta. Per la prima volta quest'anno, l'adesione alla petizione è possibile via internet (www.fillthesquare.com), ma dalla Cina il sito é inaccessibile.

PRESTO A PAGAMENTO IL SITO DI FINANCIAL TIMES
Il direttore finanziario di Financial Times, John Makinson, ha annunciato che l'accesso al sito del quotidiano diventerà a pagamento. Rimarranno gratuite le informazioni sulle borse ed una selezione di notizie. L'abbonamento annuo per leggere articoli, commenti, analisi e poter accedere all'archivio sarà di 100 sterline (circa 160 Euro). Il sito attualmente è utilizzato da 2,7 milioni di navigatori.

I BRITANNICI SI SFOGANO CON VOLGARITA' FORMATO ELETTRONICO
Il famoso contegno britannico cede di fronte alla tentazione della volgarità elettronica. Una ricerca dell'istituto demoscopico Nop commissionata da Surfcontrol (produttrice di software per il monitoraggio delle e-mail), rivela che scherzi volgari, messaggi razzisti e sessisti o messaggi dannosi per i rivali trovano nelle e-mail il proprio sfogo naturale. Forse proprio il ferreo divieto di usare i computer aziendali per scopi personali aumenta il brivido della trasgressione e spinge i 'colletti bianchi' britannici ad abbandonare il proprio fair play. I più trasgressivi sembrano essere i londinesi e quelli di Manchester (36%), mentre i più timorati sono gli abitanti di Liverpool (29%). Quanto al veleno delle e-mail dannose per i colleghi, il 58% dei londinesi ammette di non esitare a farne uso per avanzare nella carriera.

SCOPERTO E OSCURATO SITO CHE VENDEVA CD ROM PIRATA
E' stato scoperto dalla polizia postale di Bari un sito utilizzato per la duplicazione e la vendita di cd-rom pirata e card per pay-tv. Il responsabile, che si nascondeva dietro lo pseudonimo di "Ulisse", commercializzava cd rom a prezzi stracciati in tutta Italia . La perquisizione del suo appartamentoin provincia di Palermo, ha portato al sequestro di postazioni informatiche, programmatori per la masterizzazione di card per pay-tv e 700 cd-rom. L'operazione é stata condotta con l'aiuto della polizia postale di Palermo. L'home page del sito è stata sostituita da un avviso riguardante il provvedimento giudiziario di oscuramento.

PROCESSO ANTITRUST: MICROSOFT CHIEDE UN RINVIO
Microsoft ha chiesto martedì sera al giudice federale Colleen Kollar-Kotelly che istruisce la procedura antitrust, di rinviare di almeno due settimane le udienze previste per la settimana prossima. L'editore di software ha fatto sapere che gli occorreva più tempo per studiare le nuove proposte fatte lunedì dai nove Stati che hanno deciso di perseguire la società di Gates. Questi Stati, che si erano rifiutati di firmare in novembre l'accordo concluso tra il governo e Microsoft, hanno rivisto al ribasso le sanzioni che chiedevano. La settimana scorsa, il gigante del software ed il ministero americano della Giustizia avevano rivisitato i termini dell'accordo amichevole. Nel nuovo processo contro Microsoft, che dovrebbe cominciare lunedì, per la prima volta Bill Gates testimonierà di persona. Nella lunga schermaglia giudiziaria tra il colosso di Redmond e il governo americano sulle questioni mosse dall'antitrust, Gates è comparso in tribunale solo una volta, nel 1998, tramite una videocassetta che ne raccoglieva una deposizione registrata. Due anni fa il giudice federale Thomas Penfield Jackson doveva decidere sulla richiesta del governo Clinton di dividere in due o tre realtà minori la Microsoft per mettere fine al suo monopolio nel software. Il magistrato, che decise di ordinare la scissione in due parti di Microsoft, mostrò di non gradire la scelta di Gates. Nel giugno scorso una Corte d'appello ha annullato la suddivisione di Microsoft. Con l'arrivo del governo Bush, lo scorso novembre il Ministero della Giustizia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Microsoft, che lascerebbe intatto il gruppo. Nove stati, inclusa la California, non si sono adeguati e da lunedì prossimo riporteranno il colosso in giudizio a Washington, di fronte al giudice Colleen Kollar-Kotelly. Stavolta gli avvocati di Bill Gates hanno consigliato ai vertici del gruppo di presentarsi fisicamente in aula. Tra i testimoni ci sarà anche l'amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer, che ha ammonito: "Se venissero accolte le limitazioni al nostro sistema proposte dai nove Stati ricorrenti, credo che dovremmo ritirare Windows dal mercato". Il Ceo ha poi accennato alle "conseguenze disastrose che subirebbero i consumatori e tutta l'industria dei PC".

PER LA TUTELA DEI MINORI NASCE UNA "CHILDKEY"
La fondazione Safety world wide web e la Gestweb SpA hanno elaborato la "Childkey", un sistema di controllo per preservare i minori dal rischio di incappare in siti pedofili su interent. Dominique Lapierre, candidata premio nobel per la pace, ha firmato per conto della fondazione un accordo di collaborazione con Gestweb, al quale ha aderito anche il Coordinamento Internazionale delle associazioni per la tutela dei diritti dei minori (Catdm). Il sistema di controllo, ha spiegato il presidente del Catdm Aurelia Passaseu, "risponde esattamente a quanto il Catdm ha sempre sostenuto nelle sue battaglie alla lotta e prevenzione della pedopornografia on line perché blocca alla base le pagine web e i siti proibiti ai minori, creando di fatto così un vigilante digitale per i bimbi". A guidare i bambini su internet sarà un delfino di nome Chico, che seguirà la navigazione dei minori, preservandoli da brutti incontri.

SPECIE VEGETALI RARE O IN PERICOLO ON LINE
L'ANPA, Agenzia nazionale protezione ambiente, ha messo on line sul proprio sito (www.sinanet.anpa.it) la versione multimediale del volume "Liste rosse e blu della flora italiana", realizzato dalla stessa agenzia. Il lavoro, il cui link è presente sulla home page del sito, consiste in una ricognizione e caratterizzazione dello stato delle specie vegetali rare o minacciate, che costituiscono un importante indicatore dello stato della biodiversità e delle misure adottate per la sua conservazione.

LA GDF OSCURA CINQUE SITI
Sono una decina i pirati informatici denunciati dalla Guardia di Finanza, che ha scoperto una rete di hacker specializzati nel clonare e falsificare smart card per accedere a programmi cinetelevisivi, ma anche carte prepagate per un noto gestore di telefonia. Il Nucelo speciale per la radiodiffusione ed editoria delle Fiamme Gialle, l'Unità speciale antipirateria, su disposizione della procura di Arezzo, ha oscurato cinque siti. Proprio da Arezzo sono partite le indagini, durate alcuni mesi: in città è stato individuato il primo titolare di uno spazio web dedito alla falsificazione. Il lavoro della GdF ha portato a decine di perquisizioni con sequestro di molto materiale anche nelle città di Grosseto, Torino ed Udine. Il danno alle società che gestiscono i servizi falsificati è quantificato in milioni di euro. I siti oscurati sono www.vaticancity.it, www.cavalieritemplari.it, www.infido.com', www.lorys.it e www.h4ck3rs.it. L'intervento sulle home page è stato eseguito nella sede del provider il cui nome non è stato reso noto.

NEL 2002 IL SUFFISSO "EU"
Erkki Liikanen, commissario europeo responsabile per la società dell'informazione, ha anticipato a proposito del nuovo dominio europeo: "I nomi del nuovo dominio internet di primo livello potrebbero essere disponibili entro la fine del 2002". Il Parlamento dei Quindici ha infatti votato a favore il progetto che vedrà il nuovo suffisso ".eu" per i nomi a dominio europeo. Manca ora l'approvazione da parte dei ministri in sede di Consiglio dell'Unione europea, che dovrebbe arrivare "molto presto, nel corso di una delle prossime riunioni del Consiglio". Sul regolamento di disciplina, Liikanen ha aggiunto che "la Commissione farà il possibile perché le procedure siano concluse rapidamente, in modo da permettere al registro '.eu' di diventare operativo al più presto possibile".

MONITO DELLA CHIESA CONTRO L'INTERNET DEI POTENTI
"Etica in internet" e "La Chiesa e internet" sono due documenti elaborati dal Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali e pubblicati dal Vaticano. I due testi mettono in guardia dai pericoli rappresentati dal web, che può diventare uno strumento a favore dei ricchi contro i poveri e delle nazioni più potenti a danno di quelle più deboli. Il Vaticano ritiene che tutti, a partire dall'ONU, debbano impegnarsi perché la rete sia luogo di crescita per l'intera umanità. La Chiesa cattolica invoca leggi e impegni precisi affinché il web non diventi "una incontrollabile, ulteriore fonte di diseguaglianza e di discriminazione". Il presidente e il segretario del dicastero vaticano, i monsignori John Foley Pierfranco Pastore, nel presentare i documenti hanno criticato il "digital divide, nuova forma di discriminazione e versione aggiornata dell'antico divario tra i ricchi e i poveri di informazioni". Il Vaticano esprime "preoccupazione" perché le tecnologie "contribuiscono a inculcare un insieme di valori culturali e modi di pensare sui rapporti sociali, sulla famiglia, sulla religione, sulla condizione umana, il cui fascino e la cui novità possono sfidare e schiacciare le culture tradizionali". La "libertà di espressione su internet" fa invece "deplorare i tentativi da parte delle autorità pubbliche di bloccare l'accesso all'informazione su internet o su altri mezzi di comunicazione sociale perché li ritengono pericolosi o imbarazzanti per loro, di manipolare l'opinione pubblica a scopo di propaganda e di disinformazione o di impedire la legittima libertà di espressione e di pensiero". "A questo riguardo i regimi autoritari sono i peggiori trasgressori, ma il problema esiste anche nelle democrazie liberali, dove l'accesso ai mezzi di comunicazione sociale per far politica spesso dipende dalla ricchezza e dove i politici e i loro consiglieri non rispettano la verità e la lealtà, calunniando i propri oppositori e riducendo i problemi a dimensioni insignificanti".

UN SITO DEDICATO AI RISCHI CARDIOVASCOLARI
La casa farmaceutica Bayer ha realizzato per l'Italia il sito "www.cuoreprevenzione.it", totalmente dedicato alla prevenzione del rischio cardiovascolare. Il sito, al quale ha collaborato un gruppo di medici specializzati, ha "lo scopo di creare un utile strumento nell'ambito della prevenzione cardiovascolare, sia per la classe medica che per il pubblico", dice un comunicato. L'iniziativa comprende infatti due aree, una per il pubblico e una per i medici.

IL WEB E LA SCUOLA
Uno studio dell'AIE, Associazione Italiana Editori, rivela che oltre il 70% degli insegnanti italiani ritiene che le nuove tecnologie siano in grado di migliorare l'attenzione degli studenti, ma solo il 3% dei docenti usa internet per scaricare materiale didattico.



Si susseguono le sperimentazioni per l'adozione di carte d'identità elettroniche: introdotto il riconoscimento delle impronte digitali. Verranno utilizzate anche come carte servizi.

L'Italia è stata, con la Finlandia, il primo Paese dell'Unione Europea ad avviare la sperimentazione della carta d'identità elettronica. Oggi sono quasi cento i comuni coinvolti nella prima fase di sperimentazione mentre entro il 2004 55 milioni di italiani avranno nel portafoglio una pratica smart card al posto della vecchia e logora versione cartacea. Il dipartimento della Difesa statunitense ne distribuirà invece entro settembre di quest'anno 4,3 milioni ai membri del suo staff con la previsione di estenderne l'adozione all'intera popolazione entro dieci anni.

Ad agire da precursore mondiale è stato il governo finlandese, che ha lanciato la carta d'identità elettronica all'inizio del 2000. Battezzata FINEID (finnish electronic identification), si tratta di una smart card dotata di microchip acquistabile presso i dipartimenti della polizia di stato per circa 25 euro. La carta è utilizzabile anche per svolgere alcune pratiche amministrative attraverso il proprio computer, se si dispone di un lettore del chip, o attraverso terminali messi a disposizione sul territorio. Il governo finlandese sta lavorando per estendere le funzioni della FINEID, che a breve potrà essere utilizzata anche per prestiti bibliotecari, per la dichiarazione dei redditi o addirittura per gli acquisti on line. In Finlandia quella che è stata presentata come una "novità mondiale" non ha avuto il riscontro desiderato: ad oggi dei 5,2 milioni di finlandesi solo 6 mila hanno richiesto la carta elettronica.

Sulla scia dell'iniziativa finlandese l'Unione Europea ha finanziato con 3 milioni di euro un progetto per lo sviluppo di un prototipo di carta d'identità elettronica applicabile in tutti i Paesi dell'Unione. Il progetto FASME (Facilitating Administrative Services for Mobile Europeans), sviluppato da un consorzio al quale aderiscono università, aziende e comuni dei Paesi dell'UE, ha come obiettivo lo sviluppo di una carta d'identità che dovrebbe facilitare la mobilità all'interno dell'UE consentendo la registrazione di residenza o di altre pratiche amministrative attraverso internet. La carta FASME, a differenza della sorella finlandese, non richiede l'utilizzo di alcun codice: sulla carta sono infatti memorizzate le impronte digitali leggibili attraverso un sensore integrato. Le nuove smart card che assolvono alla funzione di carte d'identità possono infatti contenere anche dati biometrici come le impronte digitali, i lineamenti o la forma della cornea.

Mentre i governi mondiali stanno facendo i primi passi verso l'e-government c'è già chi lamenta la nascita di un "big brother" in grado di spiare e controllare i cittadini attraverso una banca dati globale.

Cos'è la carta d'identità elettronica
La carta d'identità elettronica (CIE) è una carta ibrida. Il supporto fisico del documento, costituito da una carta in policarbonato, è infatti integrato da due supporti informatici: una banda ottica per la memorizzazione dei dati riportati graficamente sul documento e un microprocessore che assolverà alla funzione di carta servizi, consentendo l'identificazione in rete e, conseguentemente, l'erogazione di servizi telematici. La banda ottica a lettura laser ha una capacità di memoria di 1,1 MB e può essere utilizzata per la memorizzazione di immagini. La memoria, associata alla capacità elaborativa del microchip, consente l'utilizzo della carta anche per la fruizione di servizi locali o nazionali. Le carte sono prodotte dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che provvede anche alla "inizializzazione" delle stesse, procedura che attribuisce al documento la qualità di documento in bianco. Saranno invece le aziende produttrici dei microprocessori a memorizzare, in un'area non riscrivibile, un codice seriale composto da un numero progressivo, dal lotto e dalla data di produzione. Alla inizializzazione segue la formazione della carta, fase in cui il comune imprime sulla carta i dati identificativi del titolare e quelli necessari per l'accesso ai servizi.

• Sonia Sassella

Partendo dal passaggio all'euro e dagli attentati dell'11 settembre, una ricerca indica che questi due settori sono tra quelli che risorgeranno per primi dalla recessione

Una ricerca commissionata da Richmond Italia alle società Directa e Qmark Web Market Research ha raccolto il parere di circa 300 responsabili marketing di alcune tra le maggiori aziende italiane su come siano stati percepiti i due avvenimenti e quali cambiamenti abbiano portato. Il primo dato che emerge è come il passaggio alla nuova moneta europea sia stato meno traumatico di ogni previsione fatta alla vigilia. Se nel novembre scorso il 24% del campione non si aspettava grosse difficoltà, anzi riteneva che il Belpaese fosse pronto al change-over, a febbraio 2002 il dato è schizzato al 63% degli intervistati, che reputano gli italiani ormai pronti ad adoperare l'euro. Così gli scettici del passaggio, che in novembre rappresentavano il 29% dei responsabili marketing, il mese scorso erano ridotti al 6%. Questo il dato generale. In riferimento alla propria attività, il change over a novembre si era rivelato abbastanza preoccupante per il 28% del campione, poco rilevante per il 55%, mentre gli ottimisti erano il 17%; a febbraio il 46% degli intervistati si è detto per niente preoccupato dall'avvento della nuova moneta, il 48% poco preoccupato, una minima parte è rappresentata dai pessimisti. I riflessi negativi dell'avvento dell'euro sono stati riscontrati nei consumi e soprattutto nell'inflazione. Mentre in novembre il 34% degli interpellati pensava che i consumatori avrebbero reagito male, questo dato si è abbassato al 28%. Invece, più consistente è il riflesso negativo che l'euro ha avuto sull'inflazione: mentre nel 2001 il 41% dei direttori marketing riteneva che l'euro portasse un rialzo del dato inflattivo, ora il 67%, ovvero i due terzi del campione, reputa che i prezzi siano aumentati. Come illustra il grafico in alto, tra i settori che hanno tratto o trarranno giovamento dalla moneta unica figurano le telecomunicazioni e l'information technology, i cui dati di aspettativa sono in crescita.

Più devastante per i mercati è stata la tragedia dell'11 settembre, l'attentato alle torri gemelle. L'episodio di New York ha provocato una forte crisi economica, della quale ha ovvimanete risentito anche l'Italia. Nel Belpaese come nel resto dell'Europa si assiste ad un graduale ritorno alla "normalità", secondo i dati della ricerca. Da più parti viene richiesto l'intervento statale, seppur non in maniera strutturale. Se però è prevista una recessione più o meno forte nei mercati del turismo e dei trasporti e nei settori finanziario e pubblicitario, le attese sono di crescita decisa per le telecomunicazioni, le assicurazioni, il settore chimico farmaceutico e l'edilizia (grafico in basso a destra). L'attacco alle torri ha avuto un forte impatto sulle attività di marketing, visto che il 51% degli intervistati ha dichiarato di aver dovuto cambiare - chi in maniera più decisa, chi meno - tattica aziendale. Un cambio di strategia del quale la comunicazione dovrà tenere conto per il 76% del campione. Oltre il 50% degli interpellati pensa che gli investimenti nel marketing resteranno invariati, percentuale che è aumentata rispetto alle aspettative di novembre. La maggior parte del campione (44%) vede nella seconda metà del 2002 il periodo utile per uscire da questa fase di recessione: saranno le società con maggiori disponibilità finanziarie ad avere il vantaggio più grande.

• Fernando Tarsia

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