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CHIESTO
VIA INTERNET IL PROCESSO PER TIENANMEN
Le
madri di Tiananmen, con una petizione via internet,
chiedono al Parlamento cinese un processo contro il
presidente Li Peng, ritenuto il "maggior
responsabile" della repressione del 4 giugno 1989.
In una lettera aperta inviata da 114 familiari
delle vittime di piazza Tiananmen ai deputati si
afferma: "Le ferite non si saneranno e la Cina non
uscirà dall'oscurità per godere di
una moderna civiltà fino a quando non
sarà condotta un'inchiesta pubblica sul
massacro di Tiananmen". La notte tra il 3 e 4
giugno 1989, le forze armate furono inviate da Deng
Xiaoping a riportare l'ordine a Pechino dopo 40
giorni di dimostrazioni pacifiche per la
democrazia. Centinaia, forse un migliaio, di
persone inermi vennero uccise. Li Peng era allora
primo ministro e decretò la legge marziale a
Pechino. Tutte le richieste per l'apertura di
un'inchiesta, denunciano le madri, non hanno avuto
risposta. Per la prima volta quest'anno, l'adesione
alla petizione è possibile via internet
(www.fillthesquare.com), ma dalla Cina il sito
é inaccessibile.
PRESTO
A PAGAMENTO IL SITO DI FINANCIAL TIMES
Il
direttore finanziario di Financial Times, John
Makinson, ha annunciato che l'accesso al sito del
quotidiano diventerà a pagamento. Rimarranno
gratuite le informazioni sulle borse ed una
selezione di notizie. L'abbonamento annuo per
leggere articoli, commenti, analisi e poter
accedere all'archivio sarà di 100 sterline
(circa 160 Euro). Il sito attualmente è
utilizzato da 2,7 milioni di navigatori.
I
BRITANNICI SI SFOGANO CON VOLGARITA' FORMATO
ELETTRONICO
Il
famoso contegno britannico cede di fronte alla
tentazione della volgarità elettronica. Una
ricerca dell'istituto demoscopico Nop commissionata
da Surfcontrol (produttrice di software per il
monitoraggio delle e-mail), rivela che scherzi
volgari, messaggi razzisti e sessisti o messaggi
dannosi per i rivali trovano nelle e-mail il
proprio sfogo naturale. Forse proprio il ferreo
divieto di usare i computer aziendali per scopi
personali aumenta il brivido della trasgressione e
spinge i 'colletti bianchi' britannici ad
abbandonare il proprio fair play. I più
trasgressivi sembrano essere i londinesi e quelli
di Manchester (36%), mentre i più timorati
sono gli abitanti di Liverpool (29%). Quanto al
veleno delle e-mail dannose per i colleghi, il 58%
dei londinesi ammette di non esitare a farne uso
per avanzare nella carriera.
SCOPERTO
E OSCURATO SITO CHE VENDEVA CD ROM PIRATA
E'
stato scoperto dalla polizia postale di Bari un
sito utilizzato per la duplicazione e la vendita di
cd-rom pirata e card per pay-tv. Il responsabile,
che si nascondeva dietro lo pseudonimo di "Ulisse",
commercializzava cd rom a prezzi stracciati in
tutta Italia . La perquisizione del suo
appartamentoin provincia di Palermo, ha portato al
sequestro di postazioni informatiche, programmatori
per la masterizzazione di card per pay-tv e 700
cd-rom. L'operazione é stata condotta con
l'aiuto della polizia postale di Palermo. L'home
page del sito è stata sostituita da un
avviso riguardante il provvedimento giudiziario di
oscuramento.
PROCESSO
ANTITRUST: MICROSOFT CHIEDE UN RINVIO
Microsoft
ha chiesto martedì sera al giudice federale
Colleen Kollar-Kotelly che istruisce la procedura
antitrust, di rinviare di almeno due settimane le
udienze previste per la settimana prossima.
L'editore di software ha fatto sapere che gli
occorreva più tempo per studiare le nuove
proposte fatte lunedì dai nove Stati che
hanno deciso di perseguire la società di
Gates. Questi Stati, che si erano rifiutati di
firmare in novembre l'accordo concluso tra il
governo e Microsoft, hanno rivisto al ribasso le
sanzioni che chiedevano. La settimana scorsa, il
gigante del software ed il ministero americano
della Giustizia avevano rivisitato i termini
dell'accordo amichevole. Nel nuovo processo contro
Microsoft, che dovrebbe cominciare lunedì,
per la prima volta Bill Gates testimonierà
di persona. Nella lunga schermaglia giudiziaria tra
il colosso di Redmond e il governo americano sulle
questioni mosse dall'antitrust, Gates è
comparso in tribunale solo una volta, nel 1998,
tramite una videocassetta che ne raccoglieva una
deposizione registrata. Due anni fa il giudice
federale Thomas Penfield Jackson doveva decidere
sulla richiesta del governo Clinton di dividere in
due o tre realtà minori la Microsoft per
mettere fine al suo monopolio nel software. Il
magistrato, che decise di ordinare la scissione in
due parti di Microsoft, mostrò di non
gradire la scelta di Gates. Nel giugno scorso una
Corte d'appello ha annullato la suddivisione di
Microsoft. Con l'arrivo del governo Bush, lo scorso
novembre il Ministero della Giustizia ha annunciato
di aver raggiunto un accordo con Microsoft, che
lascerebbe intatto il gruppo. Nove stati, inclusa
la California, non si sono adeguati e da
lunedì prossimo riporteranno il colosso in
giudizio a Washington, di fronte al giudice Colleen
Kollar-Kotelly. Stavolta gli avvocati di Bill Gates
hanno consigliato ai vertici del gruppo di
presentarsi fisicamente in aula. Tra i testimoni ci
sarà anche l'amministratore delegato di
Microsoft, Steve Ballmer, che ha ammonito: "Se
venissero accolte le limitazioni al nostro sistema
proposte dai nove Stati ricorrenti, credo che
dovremmo ritirare Windows dal mercato". Il Ceo ha
poi accennato alle "conseguenze disastrose che
subirebbero i consumatori e tutta l'industria dei
PC".
PER
LA TUTELA DEI MINORI NASCE UNA "CHILDKEY"
La
fondazione Safety world wide web e la Gestweb SpA
hanno elaborato la "Childkey", un sistema di
controllo per preservare i minori dal rischio di
incappare in siti pedofili su interent. Dominique
Lapierre, candidata premio nobel per la pace, ha
firmato per conto della fondazione un accordo di
collaborazione con Gestweb, al quale ha aderito
anche il Coordinamento Internazionale delle
associazioni per la tutela dei diritti dei minori
(Catdm). Il sistema di controllo, ha spiegato il
presidente del Catdm Aurelia Passaseu, "risponde
esattamente a quanto il Catdm ha sempre sostenuto
nelle sue battaglie alla lotta e prevenzione della
pedopornografia on line perché blocca alla
base le pagine web e i siti proibiti ai minori,
creando di fatto così un vigilante digitale
per i bimbi". A guidare i bambini su internet
sarà un delfino di nome Chico, che
seguirà la navigazione dei minori,
preservandoli da brutti incontri.
SPECIE
VEGETALI RARE O IN PERICOLO ON LINE
L'ANPA,
Agenzia nazionale protezione ambiente, ha messo on
line sul proprio sito (www.sinanet.anpa.it) la
versione multimediale del volume "Liste rosse e blu
della flora italiana", realizzato dalla stessa
agenzia. Il lavoro, il cui link è presente
sulla home page del sito, consiste in una
ricognizione e caratterizzazione dello stato delle
specie vegetali rare o minacciate, che
costituiscono un importante indicatore dello stato
della biodiversità e delle misure adottate
per la sua conservazione.
LA
GDF OSCURA CINQUE SITI
Sono
una decina i pirati informatici denunciati dalla
Guardia di Finanza, che ha scoperto una rete di
hacker specializzati nel clonare e falsificare
smart card per accedere a programmi cinetelevisivi,
ma anche carte prepagate per un noto gestore di
telefonia. Il Nucelo speciale per la
radiodiffusione ed editoria delle Fiamme Gialle,
l'Unità speciale antipirateria, su
disposizione della procura di Arezzo, ha oscurato
cinque siti. Proprio da Arezzo sono partite le
indagini, durate alcuni mesi: in città
è stato individuato il primo titolare di uno
spazio web dedito alla falsificazione. Il lavoro
della GdF ha portato a decine di perquisizioni con
sequestro di molto materiale anche nelle
città di Grosseto, Torino ed Udine. Il danno
alle società che gestiscono i servizi
falsificati è quantificato in milioni di
euro. I siti oscurati sono www.vaticancity.it,
www.cavalieritemplari.it, www.infido.com',
www.lorys.it e www.h4ck3rs.it. L'intervento sulle
home page è stato eseguito nella sede del
provider il cui nome non è stato reso
noto.
NEL
2002 IL SUFFISSO "EU"
Erkki
Liikanen, commissario europeo responsabile per la
società dell'informazione, ha anticipato a
proposito del nuovo dominio europeo: "I nomi del
nuovo dominio internet di primo livello potrebbero
essere disponibili entro la fine del 2002". Il
Parlamento dei Quindici ha infatti votato a favore
il progetto che vedrà il nuovo suffisso
".eu" per i nomi a dominio europeo. Manca ora
l'approvazione da parte dei ministri in sede di
Consiglio dell'Unione europea, che dovrebbe
arrivare "molto presto, nel corso di una delle
prossime riunioni del Consiglio". Sul regolamento
di disciplina, Liikanen ha aggiunto che "la
Commissione farà il possibile perché
le procedure siano concluse rapidamente, in modo da
permettere al registro '.eu' di diventare operativo
al più presto possibile".
MONITO
DELLA CHIESA CONTRO L'INTERNET DEI POTENTI
"Etica
in internet" e "La Chiesa e internet" sono due
documenti elaborati dal Pontificio consiglio per le
comunicazioni sociali e pubblicati dal Vaticano. I
due testi mettono in guardia dai pericoli
rappresentati dal web, che può diventare uno
strumento a favore dei ricchi contro i poveri e
delle nazioni più potenti a danno di quelle
più deboli. Il Vaticano ritiene che tutti, a
partire dall'ONU, debbano impegnarsi perché
la rete sia luogo di crescita per l'intera
umanità. La Chiesa cattolica invoca leggi e
impegni precisi affinché il web non diventi
"una incontrollabile, ulteriore fonte di
diseguaglianza e di discriminazione". Il presidente
e il segretario del dicastero vaticano, i
monsignori John Foley Pierfranco Pastore, nel
presentare i documenti hanno criticato il "digital
divide, nuova forma di discriminazione e versione
aggiornata dell'antico divario tra i ricchi e i
poveri di informazioni". Il Vaticano esprime
"preoccupazione" perché le tecnologie
"contribuiscono a inculcare un insieme di valori
culturali e modi di pensare sui rapporti sociali,
sulla famiglia, sulla religione, sulla condizione
umana, il cui fascino e la cui novità
possono sfidare e schiacciare le culture
tradizionali". La "libertà di espressione su
internet" fa invece "deplorare i tentativi da parte
delle autorità pubbliche di bloccare
l'accesso all'informazione su internet o su altri
mezzi di comunicazione sociale perché li
ritengono pericolosi o imbarazzanti per loro, di
manipolare l'opinione pubblica a scopo di
propaganda e di disinformazione o di impedire la
legittima libertà di espressione e di
pensiero". "A questo riguardo i regimi autoritari
sono i peggiori trasgressori, ma il problema esiste
anche nelle democrazie liberali, dove l'accesso ai
mezzi di comunicazione sociale per far politica
spesso dipende dalla ricchezza e dove i politici e
i loro consiglieri non rispettano la verità
e la lealtà, calunniando i propri oppositori
e riducendo i problemi a dimensioni
insignificanti".
UN
SITO DEDICATO AI RISCHI CARDIOVASCOLARI
La
casa farmaceutica Bayer ha realizzato per l'Italia
il sito "www.cuoreprevenzione.it", totalmente
dedicato alla prevenzione del rischio
cardiovascolare. Il sito, al quale ha collaborato
un gruppo di medici specializzati, ha "lo scopo di
creare un utile strumento nell'ambito della
prevenzione cardiovascolare, sia per la classe
medica che per il pubblico", dice un comunicato.
L'iniziativa comprende infatti due aree, una per il
pubblico e una per i medici.
IL
WEB E LA SCUOLA
Uno
studio dell'AIE, Associazione Italiana Editori,
rivela che oltre il 70% degli insegnanti italiani
ritiene che le nuove tecnologie siano in grado di
migliorare l'attenzione degli studenti, ma solo il
3% dei docenti usa internet per scaricare materiale
didattico.

Si susseguono le sperimentazioni per l'adozione di
carte d'identità elettroniche: introdotto il
riconoscimento delle impronte digitali. Verranno
utilizzate anche come carte servizi.
L'Italia è
stata, con la Finlandia, il primo Paese dell'Unione
Europea ad avviare la sperimentazione della carta
d'identità elettronica. Oggi sono quasi
cento i comuni coinvolti nella prima fase di
sperimentazione mentre entro il 2004 55 milioni di
italiani avranno nel portafoglio una pratica smart
card al posto della vecchia e logora versione
cartacea. Il dipartimento della Difesa statunitense
ne distribuirà invece entro settembre di
quest'anno 4,3 milioni ai membri del suo staff con
la previsione di estenderne l'adozione all'intera
popolazione entro dieci anni.
Ad agire da
precursore mondiale è stato il governo
finlandese, che ha lanciato la carta
d'identità elettronica all'inizio del 2000.
Battezzata FINEID (finnish electronic
identification), si tratta di una smart card dotata
di microchip acquistabile presso i dipartimenti
della polizia di stato per circa 25 euro. La carta
è utilizzabile anche per svolgere alcune
pratiche amministrative attraverso il proprio
computer, se si dispone di un lettore del chip, o
attraverso terminali messi a disposizione sul
territorio. Il governo finlandese sta lavorando per
estendere le funzioni della FINEID, che a breve
potrà essere utilizzata anche per prestiti
bibliotecari, per la dichiarazione dei redditi o
addirittura per gli acquisti on line. In Finlandia
quella che è stata presentata come una
"novità mondiale" non ha avuto il riscontro
desiderato: ad oggi dei 5,2 milioni di finlandesi
solo 6 mila hanno richiesto la carta
elettronica.
Sulla scia
dell'iniziativa finlandese l'Unione Europea ha
finanziato con 3 milioni di euro un progetto per lo
sviluppo di un prototipo di carta d'identità
elettronica applicabile in tutti i Paesi
dell'Unione. Il progetto FASME (Facilitating
Administrative Services for Mobile Europeans),
sviluppato da un consorzio al quale aderiscono
università, aziende e comuni dei Paesi
dell'UE, ha come obiettivo lo sviluppo di una carta
d'identità che dovrebbe facilitare la
mobilità all'interno dell'UE consentendo la
registrazione di residenza o di altre pratiche
amministrative attraverso internet. La carta FASME,
a differenza della sorella finlandese, non richiede
l'utilizzo di alcun codice: sulla carta sono
infatti memorizzate le impronte digitali leggibili
attraverso un sensore integrato. Le nuove smart
card che assolvono alla funzione di carte
d'identità possono infatti contenere anche
dati biometrici come le impronte digitali, i
lineamenti o la forma della cornea.
Mentre i governi
mondiali stanno facendo i primi passi verso
l'e-government c'è già chi lamenta la
nascita di un "big brother" in grado di spiare e
controllare i cittadini attraverso una banca dati
globale.
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Cos'è
la carta d'identità elettronica
La carta d'identità elettronica
(CIE) è una carta ibrida. Il
supporto fisico del documento, costituito
da una carta in policarbonato, è
infatti integrato da due supporti
informatici: una banda ottica per la
memorizzazione dei dati riportati
graficamente sul documento e un
microprocessore che assolverà alla
funzione di carta servizi, consentendo
l'identificazione in rete e,
conseguentemente, l'erogazione di servizi
telematici. La banda ottica a lettura
laser ha una capacità di memoria di
1,1 MB e può essere utilizzata per
la memorizzazione di immagini. La memoria,
associata alla capacità elaborativa
del microchip, consente l'utilizzo della
carta anche per la fruizione di servizi
locali o nazionali. Le carte sono prodotte
dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello
Stato, che provvede anche alla
"inizializzazione" delle stesse, procedura
che attribuisce al documento la
qualità di documento in bianco.
Saranno invece le aziende produttrici dei
microprocessori a memorizzare, in un'area
non riscrivibile, un codice seriale
composto da un numero progressivo, dal
lotto e dalla data di produzione. Alla
inizializzazione segue la formazione della
carta, fase in cui il comune imprime sulla
carta i dati identificativi del titolare e
quelli necessari per l'accesso ai
servizi.
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Sonia Sassella

Partendo dal
passaggio all'euro e dagli attentati dell'11
settembre, una ricerca indica che questi due
settori sono tra quelli che risorgeranno per primi
dalla recessione
Una ricerca
commissionata da Richmond Italia alle
società Directa e Qmark Web Market Research
ha raccolto il parere di circa 300 responsabili
marketing di alcune tra le maggiori aziende
italiane su come siano stati percepiti i due
avvenimenti e quali cambiamenti abbiano portato. Il
primo dato che emerge è come il passaggio
alla nuova moneta europea sia stato meno traumatico
di ogni previsione fatta alla vigilia. Se nel
novembre scorso il 24% del campione non si
aspettava grosse difficoltà, anzi riteneva
che il Belpaese fosse pronto al change-over, a
febbraio 2002 il dato è schizzato al 63%
degli intervistati, che reputano gli italiani ormai
pronti ad adoperare l'euro. Così gli
scettici del passaggio, che in novembre
rappresentavano il 29% dei responsabili marketing,
il mese scorso erano ridotti al 6%. Questo il dato
generale. In riferimento alla propria
attività, il change over a novembre si era
rivelato abbastanza preoccupante per il 28% del
campione, poco rilevante per il 55%, mentre gli
ottimisti erano il 17%; a febbraio il 46% degli
intervistati si è detto per niente
preoccupato dall'avvento della nuova moneta, il 48%
poco preoccupato, una minima parte è
rappresentata dai pessimisti. I riflessi negativi
dell'avvento dell'euro sono stati riscontrati nei
consumi e soprattutto nell'inflazione. Mentre in
novembre il 34% degli interpellati pensava che i
consumatori avrebbero reagito male, questo dato si
è abbassato al 28%. Invece, più
consistente è il riflesso negativo che
l'euro ha avuto sull'inflazione: mentre nel 2001 il
41% dei direttori marketing riteneva che l'euro
portasse un rialzo del dato inflattivo, ora il 67%,
ovvero i due terzi del campione, reputa che i
prezzi siano aumentati. Come illustra il grafico in
alto, tra i settori che hanno tratto o trarranno
giovamento dalla moneta unica figurano le
telecomunicazioni e l'information technology, i cui
dati di aspettativa sono in crescita.
Più
devastante per i mercati è stata la tragedia
dell'11 settembre, l'attentato alle torri gemelle.
L'episodio di New York ha provocato una forte crisi
economica, della quale ha ovvimanete risentito
anche l'Italia. Nel Belpaese come nel resto
dell'Europa si assiste ad un graduale ritorno alla
"normalità", secondo i dati della ricerca.
Da più parti viene richiesto l'intervento
statale, seppur non in maniera strutturale. Se
però è prevista una recessione
più o meno forte nei mercati del turismo e
dei trasporti e nei settori finanziario e
pubblicitario, le attese sono di crescita decisa
per le telecomunicazioni, le assicurazioni, il
settore chimico farmaceutico e l'edilizia (grafico
in basso a destra). L'attacco alle torri ha avuto
un forte impatto sulle attività di
marketing, visto che il 51% degli intervistati ha
dichiarato di aver dovuto cambiare - chi in maniera
più decisa, chi meno - tattica aziendale. Un
cambio di strategia del quale la comunicazione
dovrà tenere conto per il 76% del campione.
Oltre il 50% degli interpellati pensa che gli
investimenti nel marketing resteranno invariati,
percentuale che è aumentata rispetto alle
aspettative di novembre. La maggior parte del
campione (44%) vede nella seconda metà del
2002 il periodo utile per uscire da questa fase di
recessione: saranno le società con maggiori
disponibilità finanziarie ad avere il
vantaggio più grande.

Fernando Tarsia
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