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ANTITRUST
USA: VIA LIBERA ALLA FUSIONE HP-COMPAQ
Le
autorità federali statunitensi (FTC,
Commissione federale del commercio) hanno dato il
loro assenso alla fusione tra HP e Compaq,
un'operazione da 22 miliardi di dollari.
Martedì anche l' Institutional Shareholder
Services (ISS), una società indipendente di
consulenza agli investitori, aveva dato parere
favorevole alla fusione. Le due benedizioni
confortano il mercato e spingono nella direzione di
una chiusura positiva della fusione che potrebbe
avvenire alle prossime assemblee degli azionisti
previste per il 19 e il 20 marzo.
SALE
IL TITOLO VIVENDI DOPO I RISULTATI DI BILANCIO
Il
titolo Vivendi Universal era in rialzo l'altro ieri
alla Borsa di Parigi, all'indomani dell'annuncio
dei risultati 2001 conformi alle attese degli
analisti. Il colosso dei media ha attuato una
necessaria riorganizzazione dei suoi conti ed
è stato costretto ad iscrivere considerevoli
carichi eccezionali per sanare il bilancio. Il
passaggio alle norme contabili americane, US Gaap,
a partire dal primo trimestre 2002, ha costretto
così il gruppo a rivalutare le sue
attività al loro giusto prezzo, mentre
Canal+ e Seagram erano state acquisite a un valore
superiore a quello di mercato.
PERDITE
NETTE DA CAPOGIRO PER DEUTSCHE TELEKOM
Il
2001 sarà un anno da ricordare per Deutsche
Telekom; un anno nero. Il colosso delle
telecomunicazioni ha fatto registrare nel bilancio
attuale una perdita netta pari a 3,5 miliardi di
euro. Dai risultati preliminari annunciati da DT,
il rosso risulta ben superiore alla perdita di 2,3
miliardi di euro prevista dagli analisti. E' la
prima volta che il gigante tedesco accusa un rosso
in bilancio dal 1996, anno della quotazione. Al
netto degli effetti straordinari, la perdita del
2001 è ammontata a 4,7 miliardi di euro. I
ricavi passano da 40,9 miliardi di euro del 2000 a
48,3 miliardi, con un EBITDA (utile prima di
imposte e ammortamenti) in progresso da 12,9 a 15,1
miliardi di euro. Considerando gli effetti
straordinari, l'EBITDA è diminuito da 20,7
miliardi di euro a 18,1 miliardi, mentre gli
ammortamenti sono passati da 13 miliardi a 15,2
miliardi. L'indebitamento al 31 dicembre 2001
è diminuito a 62,1 miliardi di euro, dai
65,2 miliardi della fine del terzo trimestre dello
scorso anno.
PER
MESSIER STREAM DA SOLA RISCHIA IL FALLIMENTO
Dopo
la sospensione dell'Antitrust di alcune clausole
contrattuali in relazione alla fusione tra Stream e
Tele+, Jean-Marie Messier, presidente di Vivendi
Universal, ha detto che una bocciatura definitiva
dell'Autorità garante nella concorrenza e
nel mercato alla fusione delle due pay tv
porterebbe Stream al fallimento. "Se l'antitrust
non rivede la sua posizione &endash; ha detto
Messier - per Stream è il fallimento.
Sarà finita e chiuderà. E' un po'
brutale, ma è così". Vivendi è
presente in Tele+ attraverso la filiale Canal+;
Stream appartiene a News corp. e Telecom
Italia.
BANCA
DI ROMA RILEVERA' 1-2% DI TELECINCO
Entro
la fine del mese Banca di Roma acquisirà una
minima quota di Telecinco, tra l'1 e il 2%.
L'operazione consentirà a Mediaset di salire
dal 40% al 49% del capitale della tv spagnola,
limite previsto dalla legislazione iberica, tramite
acquisto di parte della quota in mano al gruppo
tedesco di Leo Kirch. La stessa Mediaset ha
confermato l'interesse a salire direttamente e
indirettamente al 49% di Telecinco.
I
MAGNATI RUSSI VOGLIONO TV-6
Per
TV-6, l'emittente russa oscurata dopo vicende
giudiziarie, è arrivata l'offerta di una
cordata di imprenditori russi. L'offerta di
acquisto arriva in attesa dell'imminente asta per
le frequenze, ora libere, dell'emittente privata.
La cordata comprende alcuni dei più potenti
uomini d'affari del Paese, tra cui il numero uno
dell'ente elettrico Rao-Ees, l'ex vicepremier e
artefice delle privatizzazioni postsovietiche
Anatoli Ciubais, i giovani banchieri Aleksandr
Mamut e Andrei Melnicenko, il petroliere (e
governatore della piccola regione della Ciukotka)
Roman Abramovic, il magnate della siderurgia Kakha
Bendukidze e il re dell'allumino Oleg Deripaska.
Tra i garanti dell'operazione ci sono anche l'ex
premier e attuale deputato centrista Levghieni
Primakov e l'alto funzionario del Cremlino
Aleksandr Abramov. La cordata ha assicurato di
voler mantenere l'intera redazione di TV-6, guidata
dal direttore Ievghieni Kiseliov. La società
che ha avanzato l'offerta dovrebbe includere almeno
30 azionisti.
NTT
DOCOMO SBARCA SUL NYSE
La
giapponese NTT DoCoMo (telefonia mobile) è
approdata a Wall Street, con un prezzo di apertura
a 53,5 dollari. Si tratta della 17esima
società del Sol Levante presente sul Nyse
(New York Stock Exchange). DoCoMo propone il
servizio di telefonia mobile di terza generazione
"I-mode", corrispondente all'UMTS europeo. Il
servizio è utilizzato da circa un quarto dei
giapponesi e conta 30 milioni di clienti. Nippon
Telegraph and Telephone Corp. (NTT) possiede circa
il 64% del capitale sociale di DoCoMo, un acronimo
che sta a significare "dovunque". A sua volta, la
controllata di NTT ha una quota del 16% in AT&T
Wireless, numero 3 nella telefonia mobile
Usa.
INVARIATI
COMPAGINE E MANAGEMENT DI ALBACOM
Resteranno
invariati gli equilibri in Albacom, attiva nelle
telecomunicazioni per il settore business. In una
nota Eni, British Telecom, BNL e Mediaset, che
hanno il controllo di Albacom, rispondendo ad
indiscrezioni di stampa, hanno riferito di "non
avere allo studio alcun Piano di allargamento,
né che vi sia alcuna incertezza della
compagine sociale e manifestano pieno apprezzamento
per l'eccellente lavoro svolto dal management".
Albacom non ha allo studio "alcuna ipotesi di
aggregazione di altre società e conferma
invece l'ottimo andamento della società che
chiuderà il corrente esercizio fiscale con
un cash flow generato dalla gestione di segno
positivo e con un patrimonio netto in crescita
rispetto all'esercizio precedente". Nel terzo
trimestre, che si chiuderà il 31 marzo,
Albacom ha dichiarato di aver raggiunto il
break-even a livello di EBITDA (utile prima di
imposte e ammortamenti).
AC
UNICELL APRE IN BRASILE
AC
Unicell, del Gruppo Nolitel Italia, attiva nel
settore degli accessori compatibili per telefoni
cellulari, sta per aprire una nuova attività
in Brasile con il sostegno di Simest,
società italiana per le imprese all'estero.
AC Unicell prevede un investimento di oltre 1,4
milioni di euro e il finanziamento Simest di circa
l'85% del totale in 2 anni.
LA
BANCA REGIONALE PRONTA A SOCCORRERE MOBILCOM
La
regione dello Schleswig-Holstein corre in aiuto a
Mobilcom (tlc). Se France Telecom dovesse scendere
nell'azionariato della società tedesca, la
banca centrale regionale dello Schleswig-Holstein,
"Land" in cui ha sede Mobilcom, sarebbe disponibile
a sottoscrivere una quota del capitale.
PEARSON
IN ROSSO
In
perdita di 391 milioni di sterline, pari a 626
milioni di euro, il 2001 del gruppo editoriale
britannico Pearson, proprietario del quotidiano
"Financial Times" e della casa editrice Penguin; un
anno fa il gruppo chiuse in utile per 179 milioni
di sterline. Il risultato include un accantonamento
per 153 milioni di sterline legato ad alcune
acquisizioni. L'utile ante imposte al netto
dell'accantonamento è diminuito del 12% a
294 milioni di sterline contro i 333 milioni del
2000. Il fatturato è cresciuto del 9% a 4,24
mld di sterline.
ACCORDO
COLT-MASTMINUTE.COM
Colt
Telecom, leader nei servizi di telecomunicazioni
per le aziende, ha riacquistato per 2,2 milioni di
sterline "cash" (pari a circa 3,6 milioni di euro)
propri titoli obbligazionari del valore nominale di
5,9 milioni di sterline (circa 9,6 milioni di
euro), allo scopo di ridurre il proprio debito. La
società ha anche firmato un accordo di 4
anni con Lastminute.com, leader nella vendita on
line di viaggi "ultimo minuto". Colt fornirà
a Lastminute.com servizi di hosting e network
management solutions.
MARCONI
VENDE IL SETTORE DIFESA E TAGLIA ANCORA
Nell'incontro
a Palazzo Chigi tra i vertici della Marconi, i
sindacati ed il governo, è stato chiarito
che il primo ramo di Marconi Mobile ad essere messo
sul mercato è quello del settore Difesa, il
cui valore si aggirerebbe tra 500 e 600 milioni di
euro. E' quanto ha riferito il segretario della
UILM ligure, Antonio Apa. Le offerte preliminari
finora presentate sono quelle di Finmeccanica, di
Eads e di Bae Systems. Entro le prossime 4-7
settimane dovrebbero arrivare le offerte
vincolanti. Inoltre, sono arrivate pessime notizie
per i lavoratori di Marconi. Dopo i 500 esuberi
annunciati in novembre, il gruppo ha annunciato
ulteriori 300 tagli che riguarderanno la struttura
di vendita e marketing. Le misure iguarderanno 360
impiegati a Genova e 400 a Caserta; il resto dei
tagli sarà distribuito su tutto il
territorio nazionale. Una misura per far ritornare
Marconi alla cometitività, sostiene
l'azienda. Una crisi di ordine congiunturale va
affrontata con strumenti ordinari e non con misure
strutturali, ribattono i sindacati.
OTTIMI
RISULTATI PER ACOTEL NEL 2001
Il
Cda di Acotel ha approvato il bilancio 2001,
proponendo la distribuzione di un dividendo di 40
centesimi di euro e il riacquisto di azioni
proprie. L'utile netto consolidato è
cresciuto del 276%, a 5,2 milioni di euro, contro
1,4 milioni dell'esercizio precedente. L'EBITDA
consolidato è aumentato del 76%, a 9,1
milioni di euro rispetto ai 5,2 milioni di euro del
2000. Raddoppiano i ricavi consolidati che si
attestano a 21,8 milioni di euro (+105% rispetto ai
10,7 milioni di euro precedenti). Il patrimonio
netto al 31 dicembre 2001 è pari a circa
63,1 milioni di euro, contro 57,7 milioni del
precedente esercizio. La posizione finanziaria
netta risulta positiva per 37,7 milioni di euro (51
milioni di euro nel 2000). Il gruppo intende
sviluppare ulteriormente il business anche dopo gli
investimenti già sostenuti per l'acquisto di
partecipazioni strategiche, finanziate in parte con
un indebitamento a medio termine.
CON
RIACQUISTO DI BOND, COLT RIDUCE IL DEBITO
Con
un'operazione di buy back di proprie obbligazioni,
la britannica Colt ha ridotto il proprio
indebitamento di 55,7 milioni di euro, pari al
valore nominale dei bond riacquistati; l'esborso
per il riacquisto, grazie alla svalutazione del
titolo, è stato inferiore di 21,3 milioni di
euro. Il rosso della società è sceso
a quota 2 miliardi di euro circa, a fronte di
risorse liquide per circa 2,13 miliardi di euro a
fine dicembre 2001. Colt è quotata sulla
Borsa di Londra e sul Nasdaq americano.
LA
CRISI ARGENTINA PESA SUGLI UTILI DI TELEFONICA
Per
la prima volta dopo 10 anni, sono calati gli utili
di Telefonica relativi al 2001, soprattutto per le
perdite registrate in Argentina a causa della
crisi. Gli utili netti, sono scesi del 15,89% a 2,1
miliardi di euro (46 cent ad azione), dai 2,5
miliardi di euro (64 cent ad azione) del 2000. Il
fatturato del colosso spagnolo ha registrato un
aumento del 9%, a 31 miliardi di euro. Telefonica
ha reso noto che la crisi argentina i profitti di
369 milioni di euro. In Italia, la società
è presente in Ipse.
ECHOSTAR
RIDUCE LE PERDITE NEL QUARTO TRIMESTRE
Dopo
un anno si riduce la perdita di Echostar,
società di telefonia satellitare. La
società è andata in perdita nel
quarto trimestre per 42,9 milioni di dollari, pari
a 9 cents per azione; negli ultimi tre mesi
dell'esercizio precedente aveva registrato perdite
per 184,4 milioni di dollari (39 cents ad azione).
Il miglioramento dei conti è dovuto
principalmente all'aumento della clientela sul
service Dish Tv. Le vendite sono aumentate fino a
1,15 miliardi di dollari, in aumento rispetto a
805,4 milioni del dato precedente. Echostar intende
fondersi, tramite acquisizione, con la rivale
Hughes Electronics.
SCHIZZA
IL FATTURATO CONSOLIDATO 2001 DI DADA
A
fine dicembre 2001 la fiorentina Dada SpA ha
registrato un fatturato consolidato per oltre 34
milioni di euro, contro 19 milioni lo scorso anno.
La internet company quotata sul nuovo mercato ha
fatto segnare un margine operativo lordo negativo
per circa 2,9 milioni di euro, un risultato netto
negativo per circa 15 milioni di euro, dopo
ammortamenti per 7,2 milioni di euro e per oneri
non ricorrenti quali svalutazioni straordinarie di
partecipazioni e accantonamenti sui crediti per
11,1 milioni di euro. La capogruppo Dada ha
riportato un fatturato di 25,3 milioni di euro e un
margine operativo lordo negativo di 2,4 milioni di
euro. La posizione finanziaria netta consolidata a
chiusura dell'esercizio 2001 risulta positiva per
22,9 milioni di euro. Il prossimo 26 aprile
è stata convocata l'assemblea ordinaria per
l'approvazione del bilancio e per la nomina di
alcuni consiglieri.
LUCENT
NON VEDE SEGNI DI RIPRESA
E'
ancora buio nel comparto delle forniture destinate
alle telecomunicazioni. Patricia Russo, Chief
Executive di Lucent Technologies, il numero 1 nella
fibra ottica, ha detto che non si può ancora
fare una previsione certa dello sviluppo del
settore. Russo ha aggiunto che, anche se i tempi
del recupero non possono essere ancora fissati, in
ogni caso il comparto dovrebbe beneficiare
particolarmente dell'andamento della crescita della
domanda da parte dell'utenza internet. Lucent e le
concorrenti, come Nortel e Ciena, sono state
duramente colpite dal taglio delle forniture
operato dai loro principali clienti dovuto alla
necessità di ridurre i costi. Il Chief
Executive ha poi precisato che il gruppo non
intende ricorrere ad ulteriori esuberi, puntando
invece ad una normale rotazione dei lavoratori in
entrata ed in uscita. Lucent ha già tagliato
la forza lavoro, passata da 106 mila a 62 mila
dipendenti, ed il piano di ristrutturazione prevede
entro giugno di arrivare a meno di 55 mila
unità.
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