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NUMERO 187 DEL 07 MARZO 2002
ANNO VI

 

ANTITRUST USA: VIA LIBERA ALLA FUSIONE HP-COMPAQ
Le autorità federali statunitensi (FTC, Commissione federale del commercio) hanno dato il loro assenso alla fusione tra HP e Compaq, un'operazione da 22 miliardi di dollari. Martedì anche l' Institutional Shareholder Services (ISS), una società indipendente di consulenza agli investitori, aveva dato parere favorevole alla fusione. Le due benedizioni confortano il mercato e spingono nella direzione di una chiusura positiva della fusione che potrebbe avvenire alle prossime assemblee degli azionisti previste per il 19 e il 20 marzo.

SALE IL TITOLO VIVENDI DOPO I RISULTATI DI BILANCIO
Il titolo Vivendi Universal era in rialzo l'altro ieri alla Borsa di Parigi, all'indomani dell'annuncio dei risultati 2001 conformi alle attese degli analisti. Il colosso dei media ha attuato una necessaria riorganizzazione dei suoi conti ed è stato costretto ad iscrivere considerevoli carichi eccezionali per sanare il bilancio. Il passaggio alle norme contabili americane, US Gaap, a partire dal primo trimestre 2002, ha costretto così il gruppo a rivalutare le sue attività al loro giusto prezzo, mentre Canal+ e Seagram erano state acquisite a un valore superiore a quello di mercato.

PERDITE NETTE DA CAPOGIRO PER DEUTSCHE TELEKOM
Il 2001 sarà un anno da ricordare per Deutsche Telekom; un anno nero. Il colosso delle telecomunicazioni ha fatto registrare nel bilancio attuale una perdita netta pari a 3,5 miliardi di euro. Dai risultati preliminari annunciati da DT, il rosso risulta ben superiore alla perdita di 2,3 miliardi di euro prevista dagli analisti. E' la prima volta che il gigante tedesco accusa un rosso in bilancio dal 1996, anno della quotazione. Al netto degli effetti straordinari, la perdita del 2001 è ammontata a 4,7 miliardi di euro. I ricavi passano da 40,9 miliardi di euro del 2000 a 48,3 miliardi, con un EBITDA (utile prima di imposte e ammortamenti) in progresso da 12,9 a 15,1 miliardi di euro. Considerando gli effetti straordinari, l'EBITDA è diminuito da 20,7 miliardi di euro a 18,1 miliardi, mentre gli ammortamenti sono passati da 13 miliardi a 15,2 miliardi. L'indebitamento al 31 dicembre 2001 è diminuito a 62,1 miliardi di euro, dai 65,2 miliardi della fine del terzo trimestre dello scorso anno.

PER MESSIER STREAM DA SOLA RISCHIA IL FALLIMENTO
Dopo la sospensione dell'Antitrust di alcune clausole contrattuali in relazione alla fusione tra Stream e Tele+, Jean-Marie Messier, presidente di Vivendi Universal, ha detto che una bocciatura definitiva dell'Autorità garante nella concorrenza e nel mercato alla fusione delle due pay tv porterebbe Stream al fallimento. "Se l'antitrust non rivede la sua posizione &endash; ha detto Messier - per Stream è il fallimento. Sarà finita e chiuderà. E' un po' brutale, ma è così". Vivendi è presente in Tele+ attraverso la filiale Canal+; Stream appartiene a News corp. e Telecom Italia.

BANCA DI ROMA RILEVERA' 1-2% DI TELECINCO
Entro la fine del mese Banca di Roma acquisirà una minima quota di Telecinco, tra l'1 e il 2%. L'operazione consentirà a Mediaset di salire dal 40% al 49% del capitale della tv spagnola, limite previsto dalla legislazione iberica, tramite acquisto di parte della quota in mano al gruppo tedesco di Leo Kirch. La stessa Mediaset ha confermato l'interesse a salire direttamente e indirettamente al 49% di Telecinco.

I MAGNATI RUSSI VOGLIONO TV-6
Per TV-6, l'emittente russa oscurata dopo vicende giudiziarie, è arrivata l'offerta di una cordata di imprenditori russi. L'offerta di acquisto arriva in attesa dell'imminente asta per le frequenze, ora libere, dell'emittente privata. La cordata comprende alcuni dei più potenti uomini d'affari del Paese, tra cui il numero uno dell'ente elettrico Rao-Ees, l'ex vicepremier e artefice delle privatizzazioni postsovietiche Anatoli Ciubais, i giovani banchieri Aleksandr Mamut e Andrei Melnicenko, il petroliere (e governatore della piccola regione della Ciukotka) Roman Abramovic, il magnate della siderurgia Kakha Bendukidze e il re dell'allumino Oleg Deripaska. Tra i garanti dell'operazione ci sono anche l'ex premier e attuale deputato centrista Levghieni Primakov e l'alto funzionario del Cremlino Aleksandr Abramov. La cordata ha assicurato di voler mantenere l'intera redazione di TV-6, guidata dal direttore Ievghieni Kiseliov. La società che ha avanzato l'offerta dovrebbe includere almeno 30 azionisti.

NTT DOCOMO SBARCA SUL NYSE
La giapponese NTT DoCoMo (telefonia mobile) è approdata a Wall Street, con un prezzo di apertura a 53,5 dollari. Si tratta della 17esima società del Sol Levante presente sul Nyse (New York Stock Exchange). DoCoMo propone il servizio di telefonia mobile di terza generazione "I-mode", corrispondente all'UMTS europeo. Il servizio è utilizzato da circa un quarto dei giapponesi e conta 30 milioni di clienti. Nippon Telegraph and Telephone Corp. (NTT) possiede circa il 64% del capitale sociale di DoCoMo, un acronimo che sta a significare "dovunque". A sua volta, la controllata di NTT ha una quota del 16% in AT&T Wireless, numero 3 nella telefonia mobile Usa.

INVARIATI COMPAGINE E MANAGEMENT DI ALBACOM
Resteranno invariati gli equilibri in Albacom, attiva nelle telecomunicazioni per il settore business. In una nota Eni, British Telecom, BNL e Mediaset, che hanno il controllo di Albacom, rispondendo ad indiscrezioni di stampa, hanno riferito di "non avere allo studio alcun Piano di allargamento, né che vi sia alcuna incertezza della compagine sociale e manifestano pieno apprezzamento per l'eccellente lavoro svolto dal management". Albacom non ha allo studio "alcuna ipotesi di aggregazione di altre società e conferma invece l'ottimo andamento della società che chiuderà il corrente esercizio fiscale con un cash flow generato dalla gestione di segno positivo e con un patrimonio netto in crescita rispetto all'esercizio precedente". Nel terzo trimestre, che si chiuderà il 31 marzo, Albacom ha dichiarato di aver raggiunto il break-even a livello di EBITDA (utile prima di imposte e ammortamenti).

AC UNICELL APRE IN BRASILE
AC Unicell, del Gruppo Nolitel Italia, attiva nel settore degli accessori compatibili per telefoni cellulari, sta per aprire una nuova attività in Brasile con il sostegno di Simest, società italiana per le imprese all'estero. AC Unicell prevede un investimento di oltre 1,4 milioni di euro e il finanziamento Simest di circa l'85% del totale in 2 anni.

LA BANCA REGIONALE PRONTA A SOCCORRERE MOBILCOM
La regione dello Schleswig-Holstein corre in aiuto a Mobilcom (tlc). Se France Telecom dovesse scendere nell'azionariato della società tedesca, la banca centrale regionale dello Schleswig-Holstein, "Land" in cui ha sede Mobilcom, sarebbe disponibile a sottoscrivere una quota del capitale.

PEARSON IN ROSSO
In perdita di 391 milioni di sterline, pari a 626 milioni di euro, il 2001 del gruppo editoriale britannico Pearson, proprietario del quotidiano "Financial Times" e della casa editrice Penguin; un anno fa il gruppo chiuse in utile per 179 milioni di sterline. Il risultato include un accantonamento per 153 milioni di sterline legato ad alcune acquisizioni. L'utile ante imposte al netto dell'accantonamento è diminuito del 12% a 294 milioni di sterline contro i 333 milioni del 2000. Il fatturato è cresciuto del 9% a 4,24 mld di sterline.

ACCORDO COLT-MASTMINUTE.COM
Colt Telecom, leader nei servizi di telecomunicazioni per le aziende, ha riacquistato per 2,2 milioni di sterline "cash" (pari a circa 3,6 milioni di euro) propri titoli obbligazionari del valore nominale di 5,9 milioni di sterline (circa 9,6 milioni di euro), allo scopo di ridurre il proprio debito. La società ha anche firmato un accordo di 4 anni con Lastminute.com, leader nella vendita on line di viaggi "ultimo minuto". Colt fornirà a Lastminute.com servizi di hosting e network management solutions.

MARCONI VENDE IL SETTORE DIFESA E TAGLIA ANCORA
Nell'incontro a Palazzo Chigi tra i vertici della Marconi, i sindacati ed il governo, è stato chiarito che il primo ramo di Marconi Mobile ad essere messo sul mercato è quello del settore Difesa, il cui valore si aggirerebbe tra 500 e 600 milioni di euro. E' quanto ha riferito il segretario della UILM ligure, Antonio Apa. Le offerte preliminari finora presentate sono quelle di Finmeccanica, di Eads e di Bae Systems. Entro le prossime 4-7 settimane dovrebbero arrivare le offerte vincolanti. Inoltre, sono arrivate pessime notizie per i lavoratori di Marconi. Dopo i 500 esuberi annunciati in novembre, il gruppo ha annunciato ulteriori 300 tagli che riguarderanno la struttura di vendita e marketing. Le misure iguarderanno 360 impiegati a Genova e 400 a Caserta; il resto dei tagli sarà distribuito su tutto il territorio nazionale. Una misura per far ritornare Marconi alla cometitività, sostiene l'azienda. Una crisi di ordine congiunturale va affrontata con strumenti ordinari e non con misure strutturali, ribattono i sindacati.

OTTIMI RISULTATI PER ACOTEL NEL 2001
Il Cda di Acotel ha approvato il bilancio 2001, proponendo la distribuzione di un dividendo di 40 centesimi di euro e il riacquisto di azioni proprie. L'utile netto consolidato è cresciuto del 276%, a 5,2 milioni di euro, contro 1,4 milioni dell'esercizio precedente. L'EBITDA consolidato è aumentato del 76%, a 9,1 milioni di euro rispetto ai 5,2 milioni di euro del 2000. Raddoppiano i ricavi consolidati che si attestano a 21,8 milioni di euro (+105% rispetto ai 10,7 milioni di euro precedenti). Il patrimonio netto al 31 dicembre 2001 è pari a circa 63,1 milioni di euro, contro 57,7 milioni del precedente esercizio. La posizione finanziaria netta risulta positiva per 37,7 milioni di euro (51 milioni di euro nel 2000). Il gruppo intende sviluppare ulteriormente il business anche dopo gli investimenti già sostenuti per l'acquisto di partecipazioni strategiche, finanziate in parte con un indebitamento a medio termine.

CON RIACQUISTO DI BOND, COLT RIDUCE IL DEBITO
Con un'operazione di buy back di proprie obbligazioni, la britannica Colt ha ridotto il proprio indebitamento di 55,7 milioni di euro, pari al valore nominale dei bond riacquistati; l'esborso per il riacquisto, grazie alla svalutazione del titolo, è stato inferiore di 21,3 milioni di euro. Il rosso della società è sceso a quota 2 miliardi di euro circa, a fronte di risorse liquide per circa 2,13 miliardi di euro a fine dicembre 2001. Colt è quotata sulla Borsa di Londra e sul Nasdaq americano.

LA CRISI ARGENTINA PESA SUGLI UTILI DI TELEFONICA
Per la prima volta dopo 10 anni, sono calati gli utili di Telefonica relativi al 2001, soprattutto per le perdite registrate in Argentina a causa della crisi. Gli utili netti, sono scesi del 15,89% a 2,1 miliardi di euro (46 cent ad azione), dai 2,5 miliardi di euro (64 cent ad azione) del 2000. Il fatturato del colosso spagnolo ha registrato un aumento del 9%, a 31 miliardi di euro. Telefonica ha reso noto che la crisi argentina i profitti di 369 milioni di euro. In Italia, la società è presente in Ipse.

ECHOSTAR RIDUCE LE PERDITE NEL QUARTO TRIMESTRE
Dopo un anno si riduce la perdita di Echostar, società di telefonia satellitare. La società è andata in perdita nel quarto trimestre per 42,9 milioni di dollari, pari a 9 cents per azione; negli ultimi tre mesi dell'esercizio precedente aveva registrato perdite per 184,4 milioni di dollari (39 cents ad azione). Il miglioramento dei conti è dovuto principalmente all'aumento della clientela sul service Dish Tv. Le vendite sono aumentate fino a 1,15 miliardi di dollari, in aumento rispetto a 805,4 milioni del dato precedente. Echostar intende fondersi, tramite acquisizione, con la rivale Hughes Electronics.

SCHIZZA IL FATTURATO CONSOLIDATO 2001 DI DADA
A fine dicembre 2001 la fiorentina Dada SpA ha registrato un fatturato consolidato per oltre 34 milioni di euro, contro 19 milioni lo scorso anno. La internet company quotata sul nuovo mercato ha fatto segnare un margine operativo lordo negativo per circa 2,9 milioni di euro, un risultato netto negativo per circa 15 milioni di euro, dopo ammortamenti per 7,2 milioni di euro e per oneri non ricorrenti quali svalutazioni straordinarie di partecipazioni e accantonamenti sui crediti per 11,1 milioni di euro. La capogruppo Dada ha riportato un fatturato di 25,3 milioni di euro e un margine operativo lordo negativo di 2,4 milioni di euro. La posizione finanziaria netta consolidata a chiusura dell'esercizio 2001 risulta positiva per 22,9 milioni di euro. Il prossimo 26 aprile è stata convocata l'assemblea ordinaria per l'approvazione del bilancio e per la nomina di alcuni consiglieri.

LUCENT NON VEDE SEGNI DI RIPRESA
E' ancora buio nel comparto delle forniture destinate alle telecomunicazioni. Patricia Russo, Chief Executive di Lucent Technologies, il numero 1 nella fibra ottica, ha detto che non si può ancora fare una previsione certa dello sviluppo del settore. Russo ha aggiunto che, anche se i tempi del recupero non possono essere ancora fissati, in ogni caso il comparto dovrebbe beneficiare particolarmente dell'andamento della crescita della domanda da parte dell'utenza internet. Lucent e le concorrenti, come Nortel e Ciena, sono state duramente colpite dal taglio delle forniture operato dai loro principali clienti dovuto alla necessità di ridurre i costi. Il Chief Executive ha poi precisato che il gruppo non intende ricorrere ad ulteriori esuberi, puntando invece ad una normale rotazione dei lavoratori in entrata ed in uscita. Lucent ha già tagliato la forza lavoro, passata da 106 mila a 62 mila dipendenti, ed il piano di ristrutturazione prevede entro giugno di arrivare a meno di 55 mila unità.

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