Torna al sommario di B&V
Torna al sommario di B&V

 

NUMERO 186 DEL 28 FEBBRAIO 2002
ANNO VI

 

JAPAN TELECOM ALZA NOTEVOLMENTE LE PREVISIONI DI PERDITA
Il terzo operatore di telecomunicazioni giapponesi, Japan Telecom, ha alzato notevolmente le sue previsioni di perdite per l'esercizio che si concluderà il 31 marzo prossimo. Detenuta al 66,7% dalla britannica Vodafone, Japan Telecom si aspetta oramai di registrare una perdita netta di 71 miliardi di yen (612 milioni di euros), mentre contava fino a pochi giorni fa su 2 miliardi di deficit. In compenso, la società ha rivisto al rialzo la previsione di fatturato a 1.670 miliardi di yen, contro 1.630 miliardi iniziali, grazie ai buoni risultati registrati dalla sua filiale di telefonia mobile J-Phone.

CARICO DI 1,4 MLD DI DOLLARI PER HP SE AVVERRA' L'UNIONE
Hewlett-Packard ha intenzione di prendere fino a 1,4 miliardi di dollari di carichi a titolo della fusione con Compaq, se il progetto sarà condotto a termine. Il produttore di computer e di stampanti ha spiegato che questo importo comprendeva i costi di ristrutturazione, stimati in una forchetta tra 450 e 700 milioni di dollari, ed i costi di smorzamento del plusvalore così come le spese di contabilità legate al riscatto. L'impatto dei carichi sulla tesoreria è valutato in una forchetta compresa tra 800 milioni e 1,2 miliardi di dollari. Il gruppo americano prevede inoltre che il beneficio 2003 fuori carichi del gruppo nato della fusione sarà di 1,51 dollari per azione. Gli azionisti di HP dovranno pronunciarsi il 19 marzo sul progetto di fusione, ventiquattr'ore dopo gli azionisti di Compaq.

CARLTON E GRANADA RINUNCIANO ALLA FUSIONE
I gruppi televisivi Carlton e Granada hanno rivelato che erano in corso da parecchie settimane negoziati per la fusione ma che queste trattative si sono interrotte. Carlton e Granada sono gli azionisti principali della prima rete digitale terrestre britannica ITV. Il governo britannico sta pensando di eliminare il divieto per un gruppo di detenere l'insieme delle licenze di ITV e di rivedere la limitazione al 15% del tetto di controllo pubblico nazionale da parte di un solo gruppo di media. Un avvicinamento avrebbe permesso ai due gruppi di controllare il 90% di ITV e di realizzare riduzioni di costi, per far fronte al calo dei loro ricavi pubblicitari. Mentre ITV soffre per la congiuntura pubblicitaria, ITV Digital è costata già 800 milioni di sterline ai due gruppi e potrebbe avere bisogno di altri 358 milioni di investimento supplementare prima di raggiungere l'equilibrio nel 2003/2004.

ECHOSTAR E HUGHES PRESTO UNITI
I colossi americani della tv satellitare Echostar Communications e Hughes Electronics progettano una fusione che permetterebbe ad entrambe di estendere il loro servizio di trasmissioni locali a tutte le principali città degli Stati Uniti, fino a coprire complessivamente tutti i 210 mercati Usa. Un progetto da circa 29 miliardi di dollari per il quale i due gruppi, già presenti con le loro trasmissioni in 42 città, dovranno avere l'ok della Federal Communications Commission e del Dipartimento di Giustizia. Il nuovo gigante dei media conterebbe oltre 16,7 milioni di clienti ed un controllo pari al 90% dell'intero mercato della tv via satellite.

NUOVE NOMINE AI VERTICI DI GLOBAL CROSSING
Carl Grivner è il nuovo chief operating officer di Global Crossing, incarico rimasto vacante dopo le dimissioni in ottobre di David Walsh. Anthony Christie è stato nominato senior vice president per la gestione del prodotto. Global Crossing o scorso mese ha richiesto lo stato di bancarotta.

BUON SEMESTRE FREEDOMLAND
Il Cda di Freedomland ha approvato il bilancio relativo al primo semestre dell'esercizio 2001-2002 chiuso al 31 dicembre 2001. I ricavi sono passati dai 2,6 milioni di euro al 31 dicembre 2000 a 3,9 milioni di euro di quest'anno, mentre il risultato operativo, pur negativo, è migliorato da 40,5 milioni di euro del primo semestre dell'esercizio precedente a 14,9 milioni. Il risultato netto è passato da un passivo di 33,4 milioni di euro a 6,2 milioni. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2001 risulta positiva per 201,6 milioni di euro, in linea con i 204,6 milioni registrati al 30 giugno 2001 contro i 222,9 milioni al 31 dicembre 2000. Il Cda procederà nella razionalizzazione dei contenuti da offrire ai clienti, evolvendo nella creazione di formati e contenuti video interattivi e multimediali per tutte le piattaforme di accesso. Previste inoltre ulteriori razionalizzazioni della struttura societaria e organizzativa e, sul piano industriale, acquisizioni di imprese già operanti sul mercato e accordi di joint venture.

TATO' PUNTA ALLA MULTIUTILITY E ALLE TLC
Le telecomunicazioni "sono una parte essenziale e prevediamo che una grossa parte del nostro futuro successo sia legato a questo settore. Le tlc sono parte integrante del nostro core". E' quanto dichiarato da Franco Tatò, amministratore delegato dell'Enel, in occasione della presentazione dei risultati raggiunti dal gruppo e del piano industriale per i prossimi anni. Enel punterà alla multiutility e ad un incremento del margine operativo lordo del 50% nel 2006, ad un ritmo dell'8-9% annuo, con un miglioramento, già da quest'anno, dell'andamento del titolo. Tatò difende la strategia multiutility, criticata anche di recente da esponenti di governo, da chi accusa l'Enel di un'eccessiva distrazione dal core business. "Parlare di diversificazione è sbagliato &endash; ha detto - abbiamo solo sfruttato gli assets che ci siamo ritrovati a gestire". Sono i risultati a dimostrare che il "18% dei nostri ricavi nel 2001 deriva dai nuovi business". In primis le tlc, "essenziali per il gruppo che prevede di realizzare da questo settore gran parte del futuro successo". Wind punta a diventare il secondo operatore italiano nella telefonia (10% mercato), di prevedere una crescita annua del 20-25% nei ricavi e di raggiungere il break even nel 2004-2005. Tatò ha però confermato che si potrebbe verificare un ulteriore rinvio nella quotazione per il perdurare dell'instabilità dei mercati. "Noi siamo comunque pronti", ha poi aggiunto. Infine, Enel ridurrà del 32% i propri costi. Prevista una riduzione del personale nell'energy management del 29% ed un notevole risparmio sui combustibili grazie al progetto di riconversione degli impianti. Al 2006 il gruppo prevede un abbattimento del 25% dei costi operativi di trasmissione, del 15% di quelli nella distribuzione e del 17% nei costi operativi nel gas.

MONDO TV RADDOPPIA L'UTILE NETTO
Raddoppia l'utile netto consolidato di Mondo TV, a quota 8 milioni di euro (+101%) nel 2001: il Cda ha proposto un dividendo di 30 centesimi per azione. Il MOL risulta in crescita del 98% a 23,6 milioni di euro, i ricavi ammontano a 28,5 milioni, inaumento del 93%. Il capitale immobilizzato ha raggiunto i 75 milioni di euro, con un incremento di 36,7 milioni rispetto all'esercizio precedente.

EDISONTEL E ATLANET VICINE ALL'INTEGRAZIONE
L'amministratore delegato di Atlanet, Pierfrancesco di Giuseppe, ha ammesso che il progetto di integrazione con Edisontel è "in fase molto avanzata" e potrebbe concretizzarsi "in un arco di tempo molto breve". Su un coinvolgimento di Albacom per una possibile alleanza a tre nella telefonia fissa, Di Giuseppe ha detto di non avere elementi di novità.

WILLIAMS COMMUNICATIONS RISCHIA LA BANCAROTTA
Williams Communications è sull'orlo della bancarotta. Il gruppo, che opera nel network telefonico e internet, ha un debito di 5,2 miliardi di dollari. La bancarotta potrebbe essere la conseguenza della trattativa con gli istituti di credito che ha come oggetto un piano di ristrutturazione dei debiti. La richiesta di messa in bancarotta potrebbe consentire di tagliare i debiti, anche se fino ad ora Williams ha onorato le scadenze con le banche, per un importo di 975 milioni di dollari. Williams Communications può contare su circa un miliardo di dollari di disponibilità liquide.

QUALCOMM ATTENDE UTILI IN LINEA CON LE PREVISIONI
Qualcomm prevede, in linea con leattese, utili per il secondo trimestre fiscale pari a 20 cents per azione, ad esclusione di alcuni costi. La società fornisce la tecnologia per i telefonini utilizzati da oltre 100 milioni di utenti.

L'UNIVERSITA' SPENDE POCO E MALE
L'università italiana spende in formazione e ricerca solo lo 0,8% del PIL, il 40% in meno della media OCSE, ponendoci all'ultimo posto. Lo scrive "Lettere dall'Industria", pubblicazione di Confindustria, che parla di formazione "poco articolata e di qualità media modesta" e di scarsa attenzione alla ricerca. In Italia i dottori di ricerca sono l'1% dei giovani tra i 25 e i 29 anni, mentre i ricercatori impegnati nel mondo accademico sono l'1,50% della forza lavoro complessiva. Per restituire competitività all'università italiana, la pubblicazione suggerisce di "abbandonare la deleteria prassi dei finanziamenti a pioggia", prediligendo negli investimenti "quegli Atenei e quei filoni di ricerca che già oggi godono di un indiscusso prestigio internazionale". Degli investimenti solo il 2,4% è destinato ai servizi sussidiari: agli studenti, alle famiglie e alla ricerca. Questo spiega tanto l'elevato tasso di abbandoni e la lunghezza della durata media degli studi universitari, quanto la fuga di cervelli, soprattutto verso gli Stati Uniti.

GLI AZIONISTI PROVANO A RISOLLEVARE GLOBAL CROSSING
Salvagente in vista per Global Crossing, società di telecomunicazioni attualmente in bancarotta. Un gruppo di azionisti, capeggiato da K.A.B. LLC, ha preannunciato la presentazione di un piano di salvataggio che dovrebbe rifinanziare la loro società per 5,5 miliardi di dollari, somma che permetterebbe di coprire in toto le pendenze in atto con i creditori. Il piano è alternativo all'accordo raggiunto con Hutchison Whampoa e Singapore Technologies Telemedia, le due società disposte a pagare 750 milioni di dollari per acquisire il 79% di Global Crossing. Il gruppo di azionisti ha precisato che il piano alternativo sarebbe in grado di pagare al 100% le pendenze non solo nei confronti dei creditori, ma anche dei possessori di obbligazioni, dei lavoratori, degli ex addetti e dei pensionati del gruppo. La proposta degli azionisti consisterebbe nell'offerta di "stock options" per un totale di 5,5 miliardi di dollari, di durata triennale.

SORRIDE IL BILANCIO 2001 DI COLT, PREVISTI 500 ESUBERI
Nel 2001 Colt, che offre servizi di telecomunicazioni e internet a banda larga alle imprese europee, ha registrato ricavi in aumento del 41% e un EBITDA triplicato rispetto al 2000. Il fatturato si è attestato a 1,48 miliardi di euro, l'EBITDA utile prima di interessi, imposte e ammortamenti, a quota 40,4 milioni di euro. Il piano di sviluppo e riorganizzazione di Colt prevede, entro il 2002, nuovi investimenti per 820 milioni di euro, l'estensione dei servizi e una graduale riduzione dello staff di gruppo in Europa di circa 500 persone. Il gruppo ha deciso di svalutare alcuni asset, con un effetto sul bilancio 2001 di 287 milioni di euro. Nel 2001 Colt ha investito 1,3 miliardi di euro per estendere la rete e creare nuove web farm. Al 31 dicembre, la società disponeva di risorse liquide per circa 2,13 miliardi di euro. Il fatturato relativo al quarto trimestre 2001 ammonta a 395,2 milioni di euro (+26%), con un EBITDA positivo per 11,6 milioni di euro. Il fatturato in Italia è cresciuto in misura nettamente superiore a quella del gruppo, anche se i dati precisi non sono ancora stati diffusi.Un risultato che permetterebbe a Colt Italia di essere risparmiata dai previsti tagli al personale.

L'ANTITRUST DICE NO ALLA VENDITA DELLA TV VIA CAVO DI DT
Le tv via cavo restano a Deutsche Telekom. Come già anticipato con pessimismo dal presidente del colosso, Ron Sommer, l'Antitrust tedesco ha definitivamente bocciato la vendita a Liberty Media delle attività via cavo di Deutsche Telekom. Deutsche Telekom, che ha confermato la notizia, ha ribadito di essere determinata alla cessione degli asset e di essere disponibile a valutare offerte. La scorsa settimana Sommer aveva anche detto di non escludere un rinvio della quotazione di T-Mobile all'anno prossimo.

INIEZIONE DI MILIONI DA MURDOCH A WORLDCOM
Per ridurre il debito aziendale, circa 24,7 miliardi di dollari nel 2001, la statunitense WorldCom (telefonia a lunga distanza) ha ottenuto dal gruppo News Corp. 930 milioni di dollari in azioni e cash. L'accordo prevede che WorldCom riceva 250 milioni di dollari cash dal gruppo di Rupert Murdoch, più un controvalore di 680 milioni di dollari in azioni di News Corp. Anche le azioni di News Corp. ricevute da WordCom dovrebbero essere vendute.

INTESA REPLY-NETWORK 365 PER SOLUZIONI MOBILE E-COMMERCE
Accordo tra l'italiana Reply (e-business) e Network 365, multinazionale irlandese tra i principali provider mondiali di soluzioni applicate per il "mobile", per fornire alle aziende italiane attive nell'e-commerce una vasta gamma di servizi e applicazioni. L'intesa si inquadra "nel disegno strategico della società di rafforzare ed espandere la linea di business dedicata al Mobile".

ITALIA IN CODA NELLA CLASSIFICA DI SPESA ICT
Tra gli stati aderenti all'allora G7, l'Italia risultava all'ultimo posto per la quota di spesa in information and communication technology sul prodotto interno lordo e per la quota ICT sullo stock di capitale produttivo. Lo rivela l'ultimo "Rapporto trimestrale" dell'ISAE, che aggiunge come la penetrazione di tecnologie sia in Italia la più bassa tra i Paesi industrializzati. Nel 1999 il Belpaese contava 11 computer ogni 100 abitanti, contro i 65/100 negli Usa, i 40/100 in Canada e i 22/100 in Francia. Altro record negativo, in Italia esistono 9 Internet hosts ogni 1.000 abitanti, in Germania sono 20, in Usa 160. I server sicuri per sviluppare le attività di e-commerce e di e-government sono 11 per milione di abitanti in Italia, 55 in Gran Bretagna, 170 in Usa. Negli anni Novanta la quota di spesa Ict sul Pil è risultata in Italia quasi la metà rispetto a Usa e Regno Unito e significativamente inferiore a quella della Francia e della Germania. La quota ICT sullo stock di capitale produttivo nel 1996 è stata meno di un terzo di quella degli Stati Uniti.

Business & Mercato
Telecomunicazioni & Media
Audiovisivo & TV
Internet e Informatica
Sommario