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JAPAN
TELECOM ALZA NOTEVOLMENTE LE PREVISIONI DI
PERDITA
Il
terzo operatore di telecomunicazioni giapponesi,
Japan Telecom, ha alzato notevolmente le sue
previsioni di perdite per l'esercizio che si
concluderà il 31 marzo prossimo. Detenuta al
66,7% dalla britannica Vodafone, Japan Telecom si
aspetta oramai di registrare una perdita netta di
71 miliardi di yen (612 milioni di euros), mentre
contava fino a pochi giorni fa su 2 miliardi di
deficit. In compenso, la società ha rivisto
al rialzo la previsione di fatturato a 1.670
miliardi di yen, contro 1.630 miliardi iniziali,
grazie ai buoni risultati registrati dalla sua
filiale di telefonia mobile J-Phone.
CARICO
DI 1,4 MLD DI DOLLARI PER HP SE AVVERRA'
L'UNIONE
Hewlett-Packard
ha intenzione di prendere fino a 1,4 miliardi di
dollari di carichi a titolo della fusione con
Compaq, se il progetto sarà condotto a
termine. Il produttore di computer e di stampanti
ha spiegato che questo importo comprendeva i costi
di ristrutturazione, stimati in una forchetta tra
450 e 700 milioni di dollari, ed i costi di
smorzamento del plusvalore così come le
spese di contabilità legate al riscatto.
L'impatto dei carichi sulla tesoreria è
valutato in una forchetta compresa tra 800 milioni
e 1,2 miliardi di dollari. Il gruppo americano
prevede inoltre che il beneficio 2003 fuori carichi
del gruppo nato della fusione sarà di 1,51
dollari per azione. Gli azionisti di HP dovranno
pronunciarsi il 19 marzo sul progetto di fusione,
ventiquattr'ore dopo gli azionisti di
Compaq.
CARLTON
E GRANADA RINUNCIANO ALLA FUSIONE
I
gruppi televisivi Carlton e Granada hanno rivelato
che erano in corso da parecchie settimane negoziati
per la fusione ma che queste trattative si sono
interrotte. Carlton e Granada sono gli azionisti
principali della prima rete digitale terrestre
britannica ITV. Il governo britannico sta pensando
di eliminare il divieto per un gruppo di detenere
l'insieme delle licenze di ITV e di rivedere la
limitazione al 15% del tetto di controllo pubblico
nazionale da parte di un solo gruppo di media. Un
avvicinamento avrebbe permesso ai due gruppi di
controllare il 90% di ITV e di realizzare riduzioni
di costi, per far fronte al calo dei loro ricavi
pubblicitari. Mentre ITV soffre per la congiuntura
pubblicitaria, ITV Digital è costata
già 800 milioni di sterline ai due gruppi e
potrebbe avere bisogno di altri 358 milioni di
investimento supplementare prima di raggiungere
l'equilibrio nel 2003/2004.
ECHOSTAR
E HUGHES PRESTO UNITI
I
colossi americani della tv satellitare Echostar
Communications e Hughes Electronics progettano una
fusione che permetterebbe ad entrambe di estendere
il loro servizio di trasmissioni locali a tutte le
principali città degli Stati Uniti, fino a
coprire complessivamente tutti i 210 mercati Usa.
Un progetto da circa 29 miliardi di dollari per il
quale i due gruppi, già presenti con le loro
trasmissioni in 42 città, dovranno avere
l'ok della Federal Communications Commission e del
Dipartimento di Giustizia. Il nuovo gigante dei
media conterebbe oltre 16,7 milioni di clienti ed
un controllo pari al 90% dell'intero mercato della
tv via satellite.
NUOVE
NOMINE AI VERTICI DI GLOBAL CROSSING
Carl
Grivner è il nuovo chief operating officer
di Global Crossing, incarico rimasto vacante dopo
le dimissioni in ottobre di David Walsh. Anthony
Christie è stato nominato senior vice
president per la gestione del prodotto. Global
Crossing o scorso mese ha richiesto lo stato di
bancarotta.
BUON
SEMESTRE FREEDOMLAND
Il
Cda di Freedomland ha approvato il bilancio
relativo al primo semestre dell'esercizio 2001-2002
chiuso al 31 dicembre 2001. I ricavi sono passati
dai 2,6 milioni di euro al 31 dicembre 2000 a 3,9
milioni di euro di quest'anno, mentre il risultato
operativo, pur negativo, è migliorato da
40,5 milioni di euro del primo semestre
dell'esercizio precedente a 14,9 milioni. Il
risultato netto è passato da un passivo di
33,4 milioni di euro a 6,2 milioni. La posizione
finanziaria netta al 31 dicembre 2001 risulta
positiva per 201,6 milioni di euro, in linea con i
204,6 milioni registrati al 30 giugno 2001 contro i
222,9 milioni al 31 dicembre 2000. Il Cda
procederà nella razionalizzazione dei
contenuti da offrire ai clienti, evolvendo nella
creazione di formati e contenuti video interattivi
e multimediali per tutte le piattaforme di accesso.
Previste inoltre ulteriori razionalizzazioni della
struttura societaria e organizzativa e, sul piano
industriale, acquisizioni di imprese già
operanti sul mercato e accordi di joint
venture.
TATO'
PUNTA ALLA MULTIUTILITY E ALLE TLC
Le
telecomunicazioni "sono una parte essenziale e
prevediamo che una grossa parte del nostro futuro
successo sia legato a questo settore. Le tlc sono
parte integrante del nostro core". E' quanto
dichiarato da Franco Tatò, amministratore
delegato dell'Enel, in occasione della
presentazione dei risultati raggiunti dal gruppo e
del piano industriale per i prossimi anni. Enel
punterà alla multiutility e ad un incremento
del margine operativo lordo del 50% nel 2006, ad un
ritmo dell'8-9% annuo, con un miglioramento,
già da quest'anno, dell'andamento del
titolo. Tatò difende la strategia
multiutility, criticata anche di recente da
esponenti di governo, da chi accusa l'Enel di
un'eccessiva distrazione dal core business.
"Parlare di diversificazione è sbagliato
&endash; ha detto - abbiamo solo sfruttato gli
assets che ci siamo ritrovati a gestire". Sono i
risultati a dimostrare che il "18% dei nostri
ricavi nel 2001 deriva dai nuovi business". In
primis le tlc, "essenziali per il gruppo che
prevede di realizzare da questo settore gran parte
del futuro successo". Wind punta a diventare il
secondo operatore italiano nella telefonia (10%
mercato), di prevedere una crescita annua del
20-25% nei ricavi e di raggiungere il break even
nel 2004-2005. Tatò ha però
confermato che si potrebbe verificare un ulteriore
rinvio nella quotazione per il perdurare
dell'instabilità dei mercati. "Noi siamo
comunque pronti", ha poi aggiunto. Infine, Enel
ridurrà del 32% i propri costi. Prevista una
riduzione del personale nell'energy management del
29% ed un notevole risparmio sui combustibili
grazie al progetto di riconversione degli impianti.
Al 2006 il gruppo prevede un abbattimento del 25%
dei costi operativi di trasmissione, del 15% di
quelli nella distribuzione e del 17% nei costi
operativi nel gas.
MONDO
TV RADDOPPIA L'UTILE NETTO
Raddoppia
l'utile netto consolidato di Mondo TV, a quota 8
milioni di euro (+101%) nel 2001: il Cda ha
proposto un dividendo di 30 centesimi per azione.
Il MOL risulta in crescita del 98% a 23,6 milioni
di euro, i ricavi ammontano a 28,5 milioni,
inaumento del 93%. Il capitale immobilizzato ha
raggiunto i 75 milioni di euro, con un incremento
di 36,7 milioni rispetto all'esercizio
precedente.
EDISONTEL
E ATLANET VICINE ALL'INTEGRAZIONE
L'amministratore
delegato di Atlanet, Pierfrancesco di Giuseppe, ha
ammesso che il progetto di integrazione con
Edisontel è "in fase molto avanzata" e
potrebbe concretizzarsi "in un arco di tempo molto
breve". Su un coinvolgimento di Albacom per una
possibile alleanza a tre nella telefonia fissa, Di
Giuseppe ha detto di non avere elementi di
novità.
WILLIAMS
COMMUNICATIONS RISCHIA LA BANCAROTTA
Williams
Communications è sull'orlo della bancarotta.
Il gruppo, che opera nel network telefonico e
internet, ha un debito di 5,2 miliardi di dollari.
La bancarotta potrebbe essere la conseguenza della
trattativa con gli istituti di credito che ha come
oggetto un piano di ristrutturazione dei debiti. La
richiesta di messa in bancarotta potrebbe
consentire di tagliare i debiti, anche se fino ad
ora Williams ha onorato le scadenze con le banche,
per un importo di 975 milioni di dollari. Williams
Communications può contare su circa un
miliardo di dollari di disponibilità
liquide.
QUALCOMM
ATTENDE UTILI IN LINEA CON LE PREVISIONI
Qualcomm
prevede, in linea con leattese, utili per il
secondo trimestre fiscale pari a 20 cents per
azione, ad esclusione di alcuni costi. La
società fornisce la tecnologia per i
telefonini utilizzati da oltre 100 milioni di
utenti.
L'UNIVERSITA'
SPENDE POCO E MALE
L'università
italiana spende in formazione e ricerca solo lo
0,8% del PIL, il 40% in meno della media OCSE,
ponendoci all'ultimo posto. Lo scrive "Lettere
dall'Industria", pubblicazione di Confindustria,
che parla di formazione "poco articolata e di
qualità media modesta" e di scarsa
attenzione alla ricerca. In Italia i dottori di
ricerca sono l'1% dei giovani tra i 25 e i 29 anni,
mentre i ricercatori impegnati nel mondo accademico
sono l'1,50% della forza lavoro complessiva. Per
restituire competitività
all'università italiana, la pubblicazione
suggerisce di "abbandonare la deleteria prassi dei
finanziamenti a pioggia", prediligendo negli
investimenti "quegli Atenei e quei filoni di
ricerca che già oggi godono di un indiscusso
prestigio internazionale". Degli investimenti solo
il 2,4% è destinato ai servizi sussidiari:
agli studenti, alle famiglie e alla ricerca. Questo
spiega tanto l'elevato tasso di abbandoni e la
lunghezza della durata media degli studi
universitari, quanto la fuga di cervelli,
soprattutto verso gli Stati Uniti.
GLI
AZIONISTI PROVANO A RISOLLEVARE GLOBAL CROSSING
Salvagente
in vista per Global Crossing, società di
telecomunicazioni attualmente in bancarotta. Un
gruppo di azionisti, capeggiato da K.A.B. LLC, ha
preannunciato la presentazione di un piano di
salvataggio che dovrebbe rifinanziare la loro
società per 5,5 miliardi di dollari, somma
che permetterebbe di coprire in toto le pendenze in
atto con i creditori. Il piano è alternativo
all'accordo raggiunto con Hutchison Whampoa e
Singapore Technologies Telemedia, le due
società disposte a pagare 750 milioni di
dollari per acquisire il 79% di Global Crossing. Il
gruppo di azionisti ha precisato che il piano
alternativo sarebbe in grado di pagare al 100% le
pendenze non solo nei confronti dei creditori, ma
anche dei possessori di obbligazioni, dei
lavoratori, degli ex addetti e dei pensionati del
gruppo. La proposta degli azionisti consisterebbe
nell'offerta di "stock options" per un totale di
5,5 miliardi di dollari, di durata
triennale.
SORRIDE
IL BILANCIO 2001 DI COLT, PREVISTI 500 ESUBERI
Nel
2001 Colt, che offre servizi di telecomunicazioni e
internet a banda larga alle imprese europee, ha
registrato ricavi in aumento del 41% e un EBITDA
triplicato rispetto al 2000. Il fatturato si
è attestato a 1,48 miliardi di euro,
l'EBITDA utile prima di interessi, imposte e
ammortamenti, a quota 40,4 milioni di euro. Il
piano di sviluppo e riorganizzazione di Colt
prevede, entro il 2002, nuovi investimenti per 820
milioni di euro, l'estensione dei servizi e una
graduale riduzione dello staff di gruppo in Europa
di circa 500 persone. Il gruppo ha deciso di
svalutare alcuni asset, con un effetto sul bilancio
2001 di 287 milioni di euro. Nel 2001 Colt ha
investito 1,3 miliardi di euro per estendere la
rete e creare nuove web farm. Al 31 dicembre, la
società disponeva di risorse liquide per
circa 2,13 miliardi di euro. Il fatturato relativo
al quarto trimestre 2001 ammonta a 395,2 milioni di
euro (+26%), con un EBITDA positivo per 11,6
milioni di euro. Il fatturato in Italia è
cresciuto in misura nettamente superiore a quella
del gruppo, anche se i dati precisi non sono ancora
stati diffusi.Un risultato che permetterebbe a Colt
Italia di essere risparmiata dai previsti tagli al
personale.
L'ANTITRUST
DICE NO ALLA VENDITA DELLA TV VIA CAVO DI DT
Le
tv via cavo restano a Deutsche Telekom. Come
già anticipato con pessimismo dal presidente
del colosso, Ron Sommer, l'Antitrust tedesco ha
definitivamente bocciato la vendita a Liberty Media
delle attività via cavo di Deutsche Telekom.
Deutsche Telekom, che ha confermato la notizia, ha
ribadito di essere determinata alla cessione degli
asset e di essere disponibile a valutare offerte.
La scorsa settimana Sommer aveva anche detto di non
escludere un rinvio della quotazione di T-Mobile
all'anno prossimo.
INIEZIONE
DI MILIONI DA MURDOCH A WORLDCOM
Per
ridurre il debito aziendale, circa 24,7 miliardi di
dollari nel 2001, la statunitense WorldCom
(telefonia a lunga distanza) ha ottenuto dal gruppo
News Corp. 930 milioni di dollari in azioni e cash.
L'accordo prevede che WorldCom riceva 250 milioni
di dollari cash dal gruppo di Rupert Murdoch,
più un controvalore di 680 milioni di
dollari in azioni di News Corp. Anche le azioni di
News Corp. ricevute da WordCom dovrebbero essere
vendute.
INTESA
REPLY-NETWORK 365 PER SOLUZIONI MOBILE
E-COMMERCE
Accordo
tra l'italiana Reply (e-business) e Network 365,
multinazionale irlandese tra i principali provider
mondiali di soluzioni applicate per il "mobile",
per fornire alle aziende italiane attive
nell'e-commerce una vasta gamma di servizi e
applicazioni. L'intesa si inquadra "nel disegno
strategico della società di rafforzare ed
espandere la linea di business dedicata al
Mobile".
ITALIA
IN CODA NELLA CLASSIFICA DI SPESA ICT
Tra
gli stati aderenti all'allora G7, l'Italia
risultava all'ultimo posto per la quota di spesa in
information and communication technology sul
prodotto interno lordo e per la quota ICT sullo
stock di capitale produttivo. Lo rivela l'ultimo
"Rapporto trimestrale" dell'ISAE, che aggiunge come
la penetrazione di tecnologie sia in Italia la
più bassa tra i Paesi industrializzati. Nel
1999 il Belpaese contava 11 computer ogni 100
abitanti, contro i 65/100 negli Usa, i 40/100 in
Canada e i 22/100 in Francia. Altro record
negativo, in Italia esistono 9 Internet hosts ogni
1.000 abitanti, in Germania sono 20, in Usa 160. I
server sicuri per sviluppare le attività di
e-commerce e di e-government sono 11 per milione di
abitanti in Italia, 55 in Gran Bretagna, 170 in
Usa. Negli anni Novanta la quota di spesa Ict sul
Pil è risultata in Italia quasi la
metà rispetto a Usa e Regno Unito e
significativamente inferiore a quella della Francia
e della Germania. La quota ICT sullo stock di
capitale produttivo nel 1996 è stata meno di
un terzo di quella degli Stati Uniti.
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