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NUMERO 182 DEL 31 GENNAIO 2002
ANNO VI

 

IN RETE UN NUOVO VIRUS CHE AUGURA BUONA FORTUNA
"Good Luck", ovvero "Buona fortuna", è il nuovo potente virus che minaccia migliaia di imprese. Il software è manovrato da un misterioso quartier generale, si installa nel computer e resta invisibile. Dopo un apparente sonno, si autodistrugge coinvolgendo tutti i dati del sistema, che spariscono irrimediabilmente. "Le Figaro", quotidiano francese, ha rivelato l'esistenza del virus perché venuto in possesso di un rapporto segreto dell'Interpol. Nel documento si legge che Good Luck "è in grado di superare tutte le protezioni classiche finora utilizzate". La polizia internazionale teme che i pirati possano essere legati ad organizzazioni terroristiche: finora il virus, quando è in stato di "sonno", è risultato impossibile da individuare sull'hard disk, anche perché può apparire come un normale file; in poche ore potrebbe bloccare le attività di migliaia di imprese in tutto il mondo. "Uno scenario di questo tipo &endash; dice ancora il rapporto - può sembrare banale quando si fanno previsioni, ma chi avrebbe immaginato qualche mese fa quello che è successo l'11 settembre?". Altra caratteristica è che si tratta di un virus-spia, in grado di trasmettere al quartier generale informazioni anche ben protette. Quest'ultima peculiarità potrebbe indurre gli autori ad adoperare il programma per vendere informazioni o segreti aziendali e industriali.

L'AUTHORITY AVVIA UN TAVOLO PER LA SICUREZZA SUL WEB
Un tavolo di confronto sulla sicurezza delle reti e dei servizi legati ad internet è stato aperto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Vi partecipano i principali operatori del web e le organizzazioni istituzionali. L'attività di cooperazione con gli operatori del settore delle comunicazioni e le forze di polizia ha lo scopo di garantire un'efficace azione contro le frodi che affliggono specialmente il settore del commercio elettronico e dell'high tech crime.

PEZZI DI ENRON ALL'ASTA
Dopo la clamorosa bancarotta, i "pezzi" di Enron sono finiti su un'asta on line. I dipendenti della compagnia americana hanno venduto più di 3 mila oggetti, tra i quali una trentina di Manuali Interni di Etica della Enron, una contraddizione alla luce dei trucchi contabili emersi dopo la scoperta dello scandalo.

IL PERIODICO CHE INSEGNA L'INGLESE
"Soprattutto", periodico diretto da G. Alberto Orefice che conta oltre 400 mila copie diffuse, propone una password grazie alla quale chiunque può accedere a internet ed entrare in un sito dove settimanalmente potrà fruire di una lezione di tre ore d'inglese: in totale, 45 giorni durante tutto il 2002. Sarà on line anche un tutor che insegnerà a migliorare la pronuncia. Alle lezioni si potrà accedere gratuitamente. Nel sito, con la stessa password, il lettore avrà a disposizione, ogni settimana, una lezione di "vita quotidiana": tra gli argomenti l'euro, come ottenere un mutuo, come compilare un curriculum vitae.

LIBRI PER IMPARARE MICROSOFT OFFICE XP
Mondadori ha lanciato una nuova collana di guide che consentono di imparare da zero a utilizzare rapidamente Microsoft Office XP e le sue applicazioni. La collana offre a un lettore non tecnico un supporto rapido per lavorare con il proprio PC con immagini esplicative, passi numerati e spiegazioni concise.

GLI ATTACCHI DEGLI HACKER SONO PIU' DURI E MIRATI
Uno studio della Riptech (ricerche sulla sicurezza di internet), dopo aver esaminato le violazioni dei sistemi di sicurezza di oltre 300 società ed enti in tutto il mondo, ha verificato 128.678 attacchi on line tra luglio e dicembre scorsi. Crescono oltre le attese gli attacchi degli hacker, che colpiscono in prevalenza obiettivi mirati. Almeno il 41% delle aziende monitorate ha subito attacchi che hanno richiesto risposte, mentre circa il 12% si è trovato in situazioni di emergenza ed ha dovuto recuperare dati ormai compromessi.

IN AUMENTO I SITI NEONAZISTI
Aumentano in Germania i siti internet di organizzazioni neonaziste e di estrema destra. Secondo il quotidiano "Stuttgarter Nachrichten", fino ad oggi sono stati individuati 1.300 siti in lingua tedesca a contenuto vietato, 500 in più rispetto a fine 2000. Nel 1999 i siti neonazisti individuati erano stati 330. Anche gli estremisti di sinistra utilizzano in misura sempre maggiore il web per la loro propaganda. In Germania esistono 1.200 website "rossi".

CISCO SYSTEMS E IBM ALLARGANO L'INTESA PER SISTEMI COMUNI
Alleanza tra IBM e Cisco Systems, leader mondiale della fabbricazione di sistemi di comunicazione via internet, per la realizzazione e la vendita di strumenti di comunicazione comuni alle due aziende. L'accordo costituisce l'allargamento di un'intesa già esistente tra i due colossi. In una prima fase, già portata a compimento, IBM ha aggiornato le piattaforme hardware dei modelli X32 e X250 mettendole in grado di supportare il programma Cisco Unity, del quale sarà realizzata una versione specifica per Lotus Domino. In una seconda fase dell'accordo Cisco rivenderà il suo software Cisco Unity già installato su IBM X232 e X250 e produrrà la sua parte di software per Lotus Domino, mentre IBM renderà la macchina in grado di supportare il nuovo software.

A INIZIO FEBBRAIO IL SITO DI JOVANOTTI
Ancora qualche giorno e sarà pronto on line www.soleluna.com, il nuovo sito internet di Jovanotti, completamente rinnovato nella grafica e nei contenuti. Domani nei negozi sarà in vendita il CD "Il Quinto Mondo".

A SETTEMBRE ARRIVA OPODO, IL SITO DELLE COMPAGNIE AEREE
E' imminente, anche in Italia, l'arrivo do Opodo, l'agenzia di viaggi on line nata dalla joint venture tra le 9 principali compagnie aeree d'Europa: Air France, British Airways e Lufthansa ne detengono 22,8%, Alitalia, Klm e Iberia il 9,1%, mentre Aer Lingus, Austrian Airlines e Finnair, hanno l'1,1% circa. L'investimento complessivo per l'implementazione del progetto è stato di 128 milioni di eur con previsione di raggiungere ilpareggio nel 2004. Inaugurato nel dicembre scorso in Germania, Opodo è sbarcato la scorsa settimana anche in Gran Bretagna mentre per aprile è prevista l'apertura del sito francese. Il portale ospiterà circa 500 mila tariffe scontatissime di più di 45 compagnie e consentirà di effettuare prenotazioni con 480 compagnie aeree. "Vi è la possibilità di accedere a costi inferiori nell'85% dei casi rispetto alle media delle offerte sul mercato per 20 destinazioni top" commenta l'amministratore delegato Giovanni Bisignani. L'agenzia on line non offrirà solo voli: dal sito si protranno prenotare anche camere di albergo o auto a noleggio. Opondo mira ad accaparrarsi una buona fetta delle spesa turistica degli italiani che, secondo le previsioni, balzerà dai 158 miliardi di euro dell'anno scorso a 20063,2 miliardi di euro, di questi il 7% sarà speso on line. "Il mercato europeo sta decollando velocemente e presto raggiungerà i livelli statunitensi &endash; ha detto Bisignani - gli analisti prevedono un aumento delle vendite on line da 4,5 miliardi di euro a 38,7 miliardi nel 2006".

CONNESSIONI: IN ITALIA SONO ANCORA TROPPO CARE
Connettersi alla rete in Italia costa ancora troppo: lo ha dichiarato Enzo Valente, responsabile della rete italiana della ricerca GARR-B, alla presentazione di Societa' Internet, la sezione italiana della principale organizzazione mondiale per lo sviluppo della rete. ''Non c'e' dubbio - ha sottolineato Valente - che un limite importante alla diffusione dei collegamenti internet tra le aziende e tra i consumatori e' dato dall'alto costo della connessione di rete. Un dato che ci accomuna a Grecia e Portogallo, che ci allontana dagli altri paesi industrializzati della Comunita' Europea e che potrebbe diventare drammatico con l'introduzione dei moderni servizi di rete''. Le tariffe elevate imposte dall' dall'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni per favorire il libero mercato hanno in realtà fatto sì che le tariffe degli operatori si livellassero su quelle di Telecom. L'unica soluzione, secondo Valente, consisterebbe nella liberalizzazione dei costi dei circuiti tra le varie compagnie.

IN GRAN BRETAGNA VIA ALLA QUERELA ON LINE
La Gran Bretagna lancia la "querela on line". Collegandosi al nuovo sito www.courtservice.gov.ul/mco del ministro della Giustizia britannica, Lord Irvine of Lairg, i cittadini e le aziende inglesi e gallesi possono inviare alla Corte una richiesta di risarcimento danni a patto che la somma non superi le 100 mila sterline, pari a circa 163 mila euro. Sul sito si legge: "Basta cliccare qui per avviare subito la richiesta di danni". Escludendo l'intervento dell'avvocato, la tariffa (minimo 27 sterline da pagare subito con carta di credito) viene calcolata automaticamente a seconda della complessità del caso. Dichiarare il falso viene considerato come oltraggio alla Corte. Il sito avverte che il servizio è off limits per i cittadini che fanno troppo uso dei tribunali. L'elenco dei loro nomi viene fornito on line e se qualcuno fosse tentato di fare causa a un amico solo per gioco rischia di finire nella famigerata lista. Intanto, la Law Society, l'ordine degli avvocati, sta studiando una riforma radicale della professione che permetterà ai propri iscritti di lavorare ovunque, anche nei centri commerciali e nei supermercati.

I RADICALI SEDUTE DELL'EUROPARLAMENTO TRASMESSE ON LINE
Marco Cappato e Gianfranco Dell'Alba, eurodeputati radicali, hanno chiesto per iscritto al presidente dell'europarlamento Pat Cox la trasmissione in diretta su internet delle sedute in plenaria e delle riunioni di commissione dell'assemblea Ue. "Sarebbe il primo passo verso la 'e-democrazia', cioè l'utilizzo degli strumenti elettronici per compiere gli atti formali della democrazia", hanno scritto i due europarlamentari.

SU INTERNET TARIFFE CHIARE PER TUTTI
Il presidente dell'Isvap, Giovanni Manghetti, ha richiesto la diffusione obbligatoria delle tariffe Rc auto via internet: "Abbiamo chiesto che si renda obbligatoria la costituzione di un sito internet per tutte le imprese, così che ogni singolo assicurato possa vedere qual è la propria tariffa. Per chi non avesse un PC, saranno le associazioni dei consumatori a provvedervi così da assumere anche un ruolo maggiore". Il presidente dell'organo di vigilanza del settore assicurativo precisa poi: "Molte compagnie già hanno un sito internet, si tratta solo di estenderlo e renderlo obbligatorio".

RAI CLICK, TV ON DEMAND ANCHE SU INTERNET
Rai Click è anche sull'internet. La tv on demand nata dalla partnership fra Rai ed e.BisMedia, visibile sul televisore tramite fibra ottica, è on line con il suo ricco catalogo di contenuti degli archivi Rai. Per ora l'offerta comprende 300 titoli, ma sarà gradualmente ampliata. Come ha spiegato Stefano Gigotti, presidente e amministratore delegato di Rai Click, l'iniziativa "di fatto rappresenta una declinazione della versione televisiva, che già oggi comprende un'offerta di oltre 1.000 titoli ed è disponibile attraverso la rete in fibra ottica di FastWeb". L'indirizzo web è www.raiclick.rai.it; vi si accede anche da www.rai.it, da www.ilnuovo.it e dal sito istituzionale www.raiclick.it, che consente di scaricare il catalogo completo dei programmi.

E' NATO SCHEDEAUDIO.COM
Schedegrafiche.com ha lanciato il sito schedeaudio.com, dedicato a tutti i prodotti audio per computer: schede, casse acustiche, lettori Mp3, software di registrazione musicale e altro. Pensato per un pubblico di utenti non esperti, schedeaudio.com riporta notizie sulle novità e recensioni sui prodotti audio per PC. Come schedegrafiche.com, il nuovo sito aiuta gli utenti nella ricerca dei driver aggiornati per le schede audio, mettendo a disposizione gratuita dei visitatori il proprio archivio di driver, aggiornato quotidianamente dalla redazione del sito. Gli utenti che non riescono a trovare il driver desiderato possono compilare un semplice modulo di richiesta, lo staff del sito compiranno la ricerca ed invieranno ad ogni utente l'indirizzo dal quale scaricare il driver. La nuova sezione del sito schedegrafiche.com è accessibile agli indirizzi internet www.schedeaudio.com e www.schedegrafiche.com/audio.

TOTEM FREESTATION NELLA CATENA ALLIANCE
Alliance Alberghi, catena che annovera tra i suoi marchi Crowne Plaza, Holiday Inn, Jolly Hotels e Comfort Hotels, ha stretto un accordo con Freestation per l'installazione dei totem multimediali per la navigazione gratuita in internet. Il progetto pilota prevede che Freestation, società del gruppo Tc Sistema che progetta e realizza Nuovi Media, fornisca 10 totem alle strutture Alliance localizzate nelle più importanti città italiane, per poi coinvolgere tutti gli alberghi del gruppo.

A Seattle due ingegneri hanno dato vita a una rete accessibile senza cavi, creata e gestita dai cittadini attraverso antenne radio. Decine di altre metropoli stanno facendo lo stesso.

Stanno implementando una rete libera, aperta a tutti, gratuita, gestita da volontari e soprattutto senza fili, quindi potenzialmente accessibile in ogni momento e da ogni angolo della città. Un progetto tecnologico rivoluzionario che trascina con sé forti implicazioni ideologiche: la rete wireless fai da te rappresenta una valida alternativa, al momento l'unica, ai sistemi centralizzati delle compagnie telefoniche, dunque ai colossi delle telecomunicazioni.

La stanno sperimentando due giovani ingegneri, Matt Westervelt e Steve Briggs, nella loro città. Dove? Ovviamente a Seattle, la casa natia del movimento no global.


Vista della città di Seattle
La rete senza fili sfrutta il sistema alla base del segnale radioelettrico. In sostanza si tratta di aumentare il raggio d'azione di una LAN, la rete locale in grado di connettere i computer di un intero edificio non attraverso i cavi ma tramite onde radio. Seattle Wireless, così si chiama l'innovativa rete, funziona quindi grazie a un insieme di antenne che fungono da ripetitori e che comunicano con i computer nelle vicinanze: è dunque possibile connettersi con la stessa facilità con cui si ascolta la radio.

Dalla fermata dell'autobus, dal bar sotto casa o dal supermercato è possibile accedere a una rete in grado di veicolare testi, suoni e immagini a una velocità duecento volte superiore a quella di un modem tradizionale, il tutto gratuitamente: non è richiesto il pagamento di nessun canone, non esiste alcuna tariffa. E' sufficiente possedere una scheda modem senza fili. La rete di Matt e Steve utilizza solo software free, non ha sponsor né pubblicità, è gestita e finanziata da volontari che hanno risposto all'appello lanciato nel settembre di due anni fa dagli ideatori sul sito http://seattlewireless.net.

Si richiedeva un investimento iniziale di circa cinquecento dollari per l'attrezzatura - un'antenna da posizionare sulla finestra del proprio appartamento - e un po' tempo libero. "Vogliamo creare una rete senza fili facile da usare per gli utenti finali, che non abbia canoni mensili, controllata e gestita non da una compagnia ma dagli utilizzatori stessi", annunciava Matt Westervelt dal sito. In più di ottanta risposero all'appello. Una reazione entusiasta, ma prevedibile perché Seattle non è una città qualsiasi: oltre ad essere abitata da numerosi appassionati di tecnologie è da più di un secolo la città della controcultura, dei movimenti alternativi, delle organizzazioni sindacali radicali. Seattle è anche la città di Bill Gates, l'emblema del imperio incontrastato delle multinazionali.

Non poteva che nascere qui la rivoluzione del wireless. Se internet è stato per anni presentato come un medium rivoluzionario, democratico, interattivo, si è invece spesso rivelato uno straordinario mezzo di controllo e di banalizzazione della cultura, un ripetitore, o meglio, un amplificatore dello status quo e delle voci dei soliti attori. Internet ha contribuito ad accentuare le differenze tra Paesi e persone votati al digitale e chi invece è rimasto escluso dalla rivoluzione portata del nuovo medium.

Se per accedere a internet sono necessarie le infrastrutture, che sono controllate dai colossi delle telecomunicazioni, allora l'informazione veicolata dalla rete non è libera, non lo è dove i regimi esercitano un controllo sull'informazione ma neppure dove a dettar legge sono gli operatori monopolisti. In quest'ottica Seattle Wireless rappresenta la possibilità di un diverso sviluppo della rete che può diventare, questa volta sì, più democratica perché gestita dagli utenti stessi. Quello di Matt Westervelt, pur rappresentando un'avanguardia, non è rimasto un caso isolato: "La cosa positiva - dice Westervelt - è che non siamo soli: altri gruppi in altre città stanno facendo la stessa cosa". Da New York a San Francisco, da Denver a Huston superano già la decina, solo negli Stati Uniti, le città che possono vantare una rete wireless come quella di Seattle, e non mancano esperimenti nelle principali metropoli europee come Parigi, Amsterdam, Londra o Madrid. Nella lunga lista non compaiono, almeno per il momento, città italiane.

-Sonia Sassella

Il Cdr chiede di conoscere il piano industriale e quello editoriale. Il canale d'informazione partirà l'11 marzo. Intanto Fabio Volo, lasciata l'emittente, pensa al lancio del suo film

Una tv tutta nuova quindi, senza i soliti programmi di sport e fiction, ma con tanta informazione, film d'autore e documentari di viaggio. "Il telegiornale di La7 - ha continuato l'amministratore delegato di Seat - avrà una linea politico-editoriale di assoluta continuità. Vogliamo un'informazione pluralista, autorevole e a più voci che garantisca tutte le opinioni e le diverse sensibilità del Paese". Per quanto riguarda l'audience Dal Pino ha grandi ambizioni per il nuovo canale: "Oggi siamo vicini al 2%. Se dicessi che puntiamo al 5, verrei scambiato per un visionario. Ma gli ascolti andranno su, allargheremo la fetta del mercato e in due anni, al massimo tre la televisione sarà in pareggio economico". L'editore del programma conta di riuscire in questa impresa anche se l'investimento annuo comprende soltanto 40 miliardi. Afferma infatti: "Raramente un editore tv ha investito una cifra così importante nell'informazione. Scommettiamo sul valore della nostra redazione. E' un impegno molto importante e i giornalisti già raccolgono la sfida". A Dal Pino fa eco Fausto Federici, amministratore delegato dell'ex Telemontecarlo: "Sarà una rete di qualità, con approfondimenti e commenti sull'esempio di quello che già fanno Ferrara e Lerner che, nel loro programma serale, ottengono una buona audience più con intelligenza che con una grande spesa". Federici ha alluso anche alla realizzazione del canale interattivo tramite il web: "Attualmente stiamo lavorando bene con Seat anche per la parte internet e di contenuti con buone prospettive. Io sono ottimista, vedo che le cose le stanno facendo seriamente e l'azienda è molto attenta a realizzare questo progetto". Anche il problema della copertura sembra risolto. Dal Pino ha affermato infatti: "Abbiamo ormai una copertura dell'82% per La7 e il 75% per Mtv. La rete di trasmissione é via via più solida. I formicolii sono il lontano ricordo di una stagione pionieristica, ormai chiusa."C'è però chi non vede tutto "rosa". Ai toni ottimisti dei vertici dell'emittente si contrappongono i commenti ben più cauti dei giornalisti di La7, che smorzano ogni entusiasmo. In una nota il Comitato di redazione di La7 sostiene infatti che "quella di una tv ad alto contenuto informativo non può che definirsi una sfida ardua, visti i 40 miliardi di lire annui comprensivi dei costi fissi a disposizione, in pratica la metà per la produzione 'viva'. Dal Pino sbaglia a pensare che i giornalisti di La7 tale sfida l'abbiano già raccolta. L'azienda non ha fornito finora elementi concreti sul piano industriale: target definito, analisi del mercato pubblicitario, obbiettivi di share, fatturato previsto e piano di rientro economico".

Cdr, Fnsi e Associazione stampa romana hanno quindi chiesto ai vertici un piano finanziario industriale completo e alla direzione un piano editoriale. Continua così la polemica intorno alla tv italiana di cui si è tanto discusso nei mesi passati. Dopo il susseguirsi di dimissioni e di programmi soppressi o mai partiti, rimane sempre la domanda sul 'perché' di cambiamenti così drastici fatti a un canale tv appena rinnovato e rilanciato con entusiasmo da tanti fedeli collaboratori.

C'è chi sostiene che sia stata una scelta dettata da motivi politici. Così Paolo Serventi Longhi, segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana, paragona, in un'intervista pubblicata da ".COM", il caso del canale italiano a quello della chiusura forzata dell'emittente russa TV6, una delle poche voci libere del Paese: "Il sospetto &endash; ha spiegato Serventi Longhi a proposito di TV6 - è che si tratti di una manovra politico-imprenditoriale per assicurare all'establishment il controllo dei principali media televisivi. Un tentativo che ha una singolare analogia con la vicenda italiana di La7". Voci di un intervento politico circolano anche in ambienti interni ed esterni &endash; ma vicini - a La7. Cosa faranno in futuro gli ex-collaboratori della tv non si sa.

Secondo "La Repubblica" Fabio Volo potrebbe tornare a MTV, niente di sicuro però, visto che il canale di musica dichiara di "non sapere niente a questo proposito". L'unica cosa certa è che "Il Volo" aveva un buon riscontro di audience e il suo protagonista per ora si trincera dietro il silenzio stampa, aspettando di far parlare ancora di sé con il lancio del suo film, previsto a marzo.

-Katharina von Bruchhausen

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