Torna al sommario di B&V
Torna al sommario di B&V

 

NUMERO 182 DEL 30 GENNAIO 2002
ANNO VI

 

I CORECOM PROPONGONO MISURE CONTRO LE TV DEI MAGHI
L'ufficio di presidenza del coordinamento nazionale dei Corecom ha proposto al Ministero delle Comunicazioni di sospendere le provvidenze pubbliche previste dalla legge alle emittenti televisive private che ospitano maghi, cartomanti, operatori dell'occulto e hot-line. Il presidente dei Comitati regionali per le comunicazioni, Giuseppe Scarcia (Puglia) e i vice presidenti, Daniele Damele (Friuli-Venezia Giulia) ed Enrico Viola (Umbria), hanno invitato i rappresentanti delle Regioni nella Commissione per l'assetto radio-televisivo a portare avanti l'istanza, proponendo di "valutare la possibilità di emanare nuove norme a tutela dei più deboli dinanzi ai pericoli di talune proposte di maghi e persone senza scrupoli dedite al raggiro estremo".

PER IL DIGITALE MEDIASET RISPETTERA' LA SCADENZA DEL 2006
Gina Nieri, consigliere di amministrazione di Mediaset, ha dichiarato che Mediaset cercherà di rispettare i tempi per il passaggio dalla televisione via etere analogica a quella digitale previsto per il 2006. "Abbiamo già iniziato ad investire e una prima sperimentazione partirà l'anno prossimo" ha continuato la Nieri al convegno sulla tv digitale tenutosi a Milano, parlando anche dell'intenzione di realizzare una tv generalista gratuita. Gli utenti dovranno però adeguarsi acquistando apparecchi per la tv digitale e questo rappresenterà il primo scoglio da superare. "In Inghilterra" ha sottolineato l'amministratore delegato di Stream, Lucia Morselli, "quando gli utenti hanno dovuto iniziare a pagare l'apparecchio il numero degli abbonati è calato". Tuttavia Giuseppe Sangiorgi, commissario per la garanzia nelle comunicazioni, esorta a rispettare la scadenza del 2006 poiché il passaggio al digitale ci porrebbe in linea con gli altri paesi europei e incentiverebbe il mercato dei prodotti elettronici, vista la necessità di adeguamento al nuovo sistema.

RAI UNO RISORGE CON LA COMPLICITA' DELL'11 SETTEMBRE
"Il servizio pubblico riacquisterà presto la sua leadership". Lo ha dichiarato il direttore di Raiuno Agostino Saccà di fronte ai parlamentari della Commissione per la Vigilanza sulla Rai parlando del bilancio della rete degli ultimi anni. Sembra infatti che il pubblico mostri una maggiore affezione nei confronti della televisione pubblica specialmente dopo la tragedia americana dell'11 settembre. Il maggior successo di pubblico però è dovuto non solo alla migliore qualità dell'informazione ma anche ad una serie di "colpi ben assestati", nell'ambito dell'entertainment con trasmissioni come "Torno Sabato" di Giorgio Panariello, "La vita in diretta" di Michele Cucuzza e con le fiction d'autore come "Perlasca". Dovrebbe però esserci più coerenza sulle strategie editoriali delle reti RAI, ha rimarcato Saccà, poiché "ora che non c'è più il controllo sui palinsesti, capita che le reti si cannibalizzino tra di loro".

GUERRA ALLA TELEVISIONE
Nei conflitti di questi ultimi anni le televisioni sono diventate un obiettivo primario. Lo abbiamo visto in Serbia, con il bombardamento della televisione di Stato, si è visto in Afghanistan con il tentativo di bloccare Al Jazeera che per sua fortuna stava in un Paese neutrale, lo si è visto pochi giorni fa in Palestina. E la CNN prende parte alla guerra mediatica con un sondaggio, chiedendo ai suoi telespettatori di votare in internet sull' invio di osservatori internazionali nei territori occupati da Israele. E i risultati a sorpresa indicano che ieri sera il 70% degli oltre sette milioni di voti era a favore dell'intervento. Per chi vuole partecipare l'indirizzo è

home.netscape.com/ex/shak/international/packages/mideast.

RAISAT SUPERA IL MILIONE DI ASCOLTI
Sono 1.350.000 le famiglie che seguono almeno uno dei canali di Raisat. E' quanto emerge dalla ricerca condotta da Makno che ha identificato l'audience per i diversi canali e i target di ascolto. I dati riferiscono che 573 mila unità si concentrano su "Gambero Rosso", il canale dedicato alla cucina; segue Raisat Cinema con 572 mila utenti e una media di ascolto quotidiano di 67,7 minuti. Rai Fiction piace ai ragazzi dai 18 ai 24 anni, soprattutto al Sud, mentre Raisat Arte e Raisat Album catturano un pubblico più adulto. Il fatturato pubblicitario di Raisat é aumentato del 18% nell'ultimo anno e Guido Veneziani, presidente PRS, ha annunciato l'arrivo della pubblicità interattiva, grazie alla quale l'ascoltatore avrà modo di ricevere maggior informazioni sul prodotto pubblicizzato. Secondo la ricerca, le parabole digitali sono arrivate a 4 milioni di unità, con 2.400 abbonamenti. La pirateria tuttavia imperversa con oltre 1 milione di schede falsificate.

RIVOLUZIONE PER I CANALI RAISAT
Ci sono tante novità nel 2002 per i sette canali Raisat. Raisat Album si dedica all'antologia televisiva con immagini, filmati e personaggi che hanno fatto parte della storia televisiva degli ultimi cinquanta anni. Raisat Cinema propone invece pellicole cinematografiche e grandi eventi del mondo del cinema come Il Festival di Venezia. Su Raisat Fiction vedremo di nuovo "E.R" e "L'Ispettore Derrick" e Raisat Show ha adottato i programmi "Hot Wax" e "Full Wax" dalla BBC. Luigi Mattucci, presidente Raisat commenta così: "Negli altri Paesi i canali satellitari occupano ormai il 30% degli ascolti. La tv generalista sta attraversando una crisi di autorevolezza che tenta di compensare con i reality show: in questo quadro si inserisce la nostra politica, non aggressiva, ma molto attenta all'offerta televisiva".

IL GARANTE DELLA PRIVACY SGRIDA LA RAI
Il Garante della privacy ha bocciato il sistema adottato dalla Rai per la lotta all'evasione del canone, vista la mancanza di una specifica normativa conforme anche alla legge sulla privacy. Il metodo usato dall'emittente televisiva si basa soprattutto su accordi con rivenditori di apparecchi televisivi e noleggiatori di videocassette e prevede rimborsi spese e premi per la cessione dei dati. La Rai è così in grado di individuare chi è in possesso di un televisore per poi avviare i controlli sul pagamento del canone.

CASTING DI CANAL JIMMY PER PROGRAMMA SU TEMATICHE GAY
Canal Jimmy, trasmesso dalla piattaforma di Tele+ Digitale, ha dato il via al casting per "Good As You", il nuovo programma quindicinale di informazione ed intrattenimento dedicato alle tematiche gay, lesbiche e transgender, che andrà in onda il giovedì sera a partire dal 21 marzo. Per il programma, verranno selezionati ragazzi e ragazze eterosessuali, omosessuali e transessuali che dovranno dimostrare di trovarsi a proprio agio davanti alle telecamere. I candidati dovranno essere pronti a trattare argomenti e tematiche "difficili". E' possibile segnalare la propria disponibilità a partecipare al casting scrivendo a goodasyou-canaljimmy@it.mth.net. Maggiori informazioni sono sul sito www.canaljimmy.it.

SEI NUOVI CARTOON A MEDIATRADE
Il Gruppo Mondo Tv ha ceduto a Mediatrade, del Gruppo Mediaset, i diritti di trasmissione in Italia di sei serie di cartoons. Si tratta di "Turtle Hero", "San Francesco", "Robin Hood", "Zorro", "Cyborg" e "Gost Sweeper Mikami", per un totale di 266 episodi. I contratti avranno durata pluriennale.

BBC FINANZIA BRUCE WILLIS
La BBC ha grandi progetti per il cinema. Parteciperà infatti alla produzione del nuovo film con Bruce Willis, "Me again", nel quale l'attore interpreterà il ruolo di un uomo che perde la memoria e teme di essere un sicario. David Thompson, responsabile della BBC Films, commenta così: "Questo è il primo di una serie di progetti cinematografici impegnativi. Allo stesso modo continueremo a finanziare produzioni minori, come abbiamo fatto con Billy Elliot e Iris". La BBC finanzierà il progetto con circa 16 milioni di euro e riceverà in cambio il 50% dei profitti.

MILAN CHANNEL HA UN NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO
Il prossimo 10 febbraio Riccardo Silva, amministratore delegato MP Web, new media company del gruppo Media Partners, subentrerà a Filippo Chiusano, assumendo anche la carica di amministratore delegato del canale tematico Milan Channel.

SECONDO ETA META GLI ITALIANI SONO "TELEDIVO DIPENDENTI"
Secondo un'indagine condotta dalla Eta Meta per conto del quotidiano .COM, il 77% degli italiani sarebbe colpita dalla sindrome della "teledivo-dipendenza". Sindrome questa che provoca malesseri fisici e psichici quando il personaggio tanto amato sparisce dallo schermo, oltre a vere e proprie liti in famiglia per il controllo del telecomando. Unico rimedio è la riapparsa del tanto amato personaggio, al quale vengono infatti attribuiti delle capacità terapeutiche come "fanno divertire", "danno serenità" e "sono dei veri amici". Al primo posto della classifica del "teledivo" si trova Fiorello (47%), considerato "uno di famiglia" seguito da Celentano (31%), Giorgio Panariello (28%) e Paolo Bonolis (23%). La scelta di che teledivo vedere diventa spesso un problema per coppie e famiglie. Alcuni (18%) adottano così il sistema della "tv a turni", altrei(15%) passano la serata zappando. Come mettere d'accordo tutti? Il 53% degli intervistati dichiara senza dubbi:" i responsabili dei palinsesti dovrebbero mettersi d'accordo e evitare di mettere nello stesso orario i teledivi".

(a cura di Giorgio Bellocci)

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)

LE TELECAMERE DELL'INFORMAZIONE POLITICA

Vigilia di rinnovo ai vertici Rai e occasione per qualche riflessione generale sul tema della politica in televisione, mentre sullo sfondo si staglia, in tema di nomine, la figura di Anna La Rosa… Criticati dai rispettivi nemici per faziosità, Michele Santoro e Bruno Vespa possono rispondere con la forza dell'audience, che premia professionalità e cura per il prodotto e testimonia l'interesse del telespettatore verso la politica, ma anche verso il costume e la cronaca. E questo vale sia che si tratti di un comodo salotto come quello di Porta a Porta, sia di un'arena come quella di Sciuscià &endash; Edizione straordinaria. L'Auditel indica dati più che dignitosi anche per "Primo Piano", il rotocalco quotidiano del TG3, e per l'ottimo "Diario di guerra (e pace)" dell'accoppiata Lerner-Ferrara su La7, soprattutto in relazione agli obiettivi delle reti e alla forte controprogrammazione della seconda serata. I risultati non sono confortanti, invece, per altri due format a connotazione politica, laddove la scarsa risposta del pubblico suggerisce, perlomeno, qualche riflessione sulle modalità di conduzione e collocamento in palinsesto: e se nel caso di "Parlamento in" (in onda su Retequattro alle 14.00 della domenica, con replica notturna su Canale 5) la qualità dei servizi giornalistici compensa in parte quel fastidioso senso di faziosità filo-governativa espressa dal curatore Piero Vigorelli, nel caso di Telecamere su Raitre diventa difficile trovare spunti positivi. A partire dalla conduttrice, Anna La Rosa, che nell'intento di fornire al telespettatore uno squarcio di politica dal "volto umano" e dal "linguaggio accessibile" si ritrova a imitare lo stile di Bruno Vespa, senza averne carisma e preparazione. Il suo approccio soft, esageratamente accomodante verso ministri e potenti in carica, è sovente imbarazzante, e perfino poco funzionale all'obiettivo di partenza. Al punto che la presenza in studio di un giornalista giunge a funzionare come vera e propria "foglia di fico" per conferire un minimo di autorevolezza al programma. Nella puntata trasmessa domenica 27 gennaio, unitamente al tentativo di "umanizzare" la figura del ministro Castelli, è andato in onda un lungo servizio-omaggio alla memoria di Bettino Craxi, che avrà strappato alla conduttrice più di un languido ricordo personale… Se è assolutamente legittimo che si realizzi una trasmissione il cui intento è quello di mostrare le sfaccettature più intime dei protagonisti della politica, bisogna però stare attenti a non coltivare velleità da professionista del giornalismo politico. Anna La Rosa appartiene più alla categoria del cosiddetto "infotainment" che vede, tra gli altri protagonisti un più consapevole Michele Cucuzza. Il primo quesito che ci viene in mente, è dunque il perché dell'inserimento della La Rosa tra i nominativi in pole position per un'importante carica nella nuova Rai. Se questo accadrà, forse qualcuno dovrà fornire delle spiegazioni plausibili. Una riflessione finale investe gli ascolti delle trasmissioni della La Rosa e di Vigorelli, partendo dalla loro sfida incrociata nella notte della domenica. Contesto che mette entrambi i format all'indice, come si evince dai risultati ottenuti il 27 gennaio: in perfetta sintonia con le rispettive medie abituali, "Telecamere" ha catalizzato l'attenzione di 224.000 telespettatori (5.72% di share), mentre "Parlamento In" ha raggiunto quota 327.000 utenti (9.28%). Dato, quest'ultimo, molto basso anche per una terza serata di Canale 5. Certo, di replica si tratta, ma se si guarda agli scarsi 350.000 telespettatori che la puntata delle 14.00 su Retequattro riesce in media a catturare, il giudizio diventa ancora più netto e investe l'incapacità di Mediaset nel puntare con convinzione sull'informazione, magari invitando Enrico Mentana a prendersi qualche responsabilità in più.

Anna La Rosa conduttrice di "Telecamere"

MEDIA ascolti GENNAIO 2002

Programma

Rete

A.M.

Share

Porta a Porta

(Raiuno, ore 23.15)

1.800

24.00

Sciuscià-Ed. st.

(ven. - Raidue, ore 21.00)

4.500

20.00

Primo Piano

(Raitre, ore 23.20)

820

7.00

Telecamere

(dom. - Raitre, ore 12.00

700

6.00

Parlamento in

(dom. - Rete4, ore 14.00)

360

2.00

Diario di guerra (e pace)

(La7, ore 23.05)

200

1.80

Am= ascolto medio espresso in migliaia Fonte: AUDITEL

Business & Mercato
Telecomunicazioni & Media
Audiovisivo & TV
Internet e Informatica
Sommario