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GUERRA
APERTA PER IL CONTROLLO DELLA
RAI
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Dopo
la relazione di Carlo Freccero alla commissione di
vigilanza, il senatore di AN Bonatesta afferma che la
censura serve a tutelare chi la pensa
diversamente.
Ieri sera il ministro
Gasparri ha annunciato di aver dato mandato ai legali di
querelare il presidente della Rai Zaccaria. Il perché
lo spiegherà oggi alle 12,30. Zaccaria aveva detto,
sempre ieri, che Gasparri è un ministro anti-Rai, per
tre ragioni: la vicenda Raiway con cui è stato
bloccata la cessione della minoranza della società
che gestisce gli impianti di trasmissione; il limite alle
telepromozioni conteggiate alla Rai nell'affollamento
pubblicitario e alle private no; il sostanziale congelamento
del canone di abbonamento. Ma questo scontro è solo
la punta dell'iceberg. Ieri Carlo Freccero ha fatto la sua
relazione come direttore di Raidue alla Commissione di
vigilanza. A commento il senatore di AN Michele Bonatesta ha
detto di essere deluso, ma non solo. Si è lamentato
della mancanza di numeri nella relazione e del fatto che
"sono stati usati più volte i termini cultura e
informazione e mai la parola valori". Insomma "una lezione
universitaria" ha aggiunto Bonatesta che ha anche risposto
alle accuse di censura denunciate dal direttore di rete: "La
censura non avrebbe ragione di esistere in una tv pluralista
&endash; ha detto il senatore -. Ma in una tv dal pensiero
unico veicolo della cultura dominante e del conformismo
imperante, la censura serve a tutelare chi la pensa
diversamente". Per il responsabile dell'informazione di AN,
Alessio Butti; Freccero ha omesso di parlare dei fallimenti
e ha condannato il "sensazionalismo di programmi come quelli
di Santoro e Luttazzi che hanno subito una progressiva
involuzione per la faziosità dei
contenuti".
Sulla situazione della
Rai, ieri la Federazione internazionale dei giornalisti
(IFJ) che riunisce le associazioni giornalistiche di 106
Paesi, ha diffuso una nota in cui si dice preoccupata
perché, secondo l'organizzazione, "Silvio Berlusconi
a capo di Mediaset sta esercitando il proprio potere di
primo ministro per bloccare la riforma Rai". Risponde il
capogruppo di Forza Italia alla Camera, Giorgio Lainati: "La
Federazione usa un linguaggio fazioso parlando a sproposito
dei problemi televisivi: evidentemente è stata male
informata. I nemici numero uno del servizio pubblico si
chiamano Prodi, D'Alema, Amato" ha concluso Lainati.
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LE
AZIENDE DICONO SI' ALL'E-BUSINESS, MA CON
CAUTELA
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Le
società aprono con prudenza ai nuovi strumenti di
mercato offerti dalla tecnologia Studi di Federcomin e di
Colt rivelano una crescita degli internauti e dell'e
Commerce
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Un italiano su
tre utilizza il web. Secondo l'ultimo report COLT
gli internauti nel 2001 hanno raggiunto quota 20
milioni. Insomma, i numeri parlano chiaro: anche in
Italia internet, seppur con i consueti ritardi,
è ormai una realtà consolidata. La
sfida è oggi posta dai servizi connessi al
web e dalle loro effettive applicazioni da parte
delle aziende italiane, vale a dire dai servizi di
eBusiness. In quest'ottica il rapporto Federcomin
"E-Business: realtà e prospettive" si
proponeva di indagare la diffusione dei servizi e
delle soluzioni internet presso le aziende
italiane. Il risultato? Ecco qualche numero: l'80%
delle 1.000 aziende intervistate con più di
20 dipendenti ha o avrà a breve un proprio
sito web. Scendono invece rispettivamente al 55% e
al 29% le percentuali di tali aziende che si sono
dotate di una intranet e di extranet.
Segue
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RIDUZIONE
DEL CAPITALE IN STREAM PER COPRIRE IL
DEBITO
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Nella
riunione di ieri, l'Assemblea della pay tv Stream ha
deliberato di coprire le perdite al 30 settembre 2001 che
ammontano a 226.935.500 euro. Alla copertura delle perdite
si ovvierà tramite la riduzione del capitale sociale
e la sua ricostituzione a 421.360.000 euro, con l'emissione
di 99.098.472 azioni del valore nominale di 2,29 euro
ciascuna - da assegnare alla pari agli azionisti Telecom
Italia e News Corp., che possiedono ognuna il 50%delle quote
- a fronte della compensazione con parte dei crediti vantati
dagli stessi azionisti nei confronti della società.
L'assemblea ha confermato Renato Cassaro alla carica di
presidente.
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POSSIBILE
FUSIONE FREEDOMLAND-PAY PER
MOON
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Freedomland
ha confermato l'esistenza di contatti per una integrazione
con la società di produzione televisiva Pay per Moon,
controllata dal fondo inglese Cambria. La società
parla di contatti allo stadio preliminare.
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ALTRE
4 BANCHE CREDONO NELL'UMTS DI
H3G
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H3G
rastrella consensi e soldi per il progetto di sviluppo della
rete UMTS. Con Unicredito, Centrobanca, China Construction
Bank e Bank of China, sono 15 ora le banche che metteranno a
disposizione un finanziamento di 3,2 miliardi di euro. Un
altro miliardo di euro arriverà dai fornitori delle
infrastrutture di rete di H3G, Ericsson, Siemens e
Nec.
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ANCHE
IL VICEDIRETTORE DEL TG LASCIA LA
7
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Sono
confermate le dimissioni del vicedirettore del telegiornale
diretto da Giulio Giustiniani. "Come preannunciato dalla
stampa &endash; si legge in una nota del Comitato di
redazione - il vicedirettore del Tg de La 7 Giancarlo
Giojelli, responsabile della redazione di Milano, si
è dimesso per rivestire il ruolo di vicedirettore del
Tg4". Nel documento i giornalisti aggiungono: "Il Tg de La 7
perde una risorsa importante, strategica non solo per la
funzionalità della redazione di Milano ma per
l'intero progetto informativo della testata e della rete
(
) l'episodio è un ulteriore segnale negativo
che preoccupa tutta la redazione del tg ancora in attesa del
piano industriale e di quello editoriale".
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A
MARZO SUL SATELLITE C'E' GAY.TV
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Partirà
a marzo GAY.TV, canale satellitare su Hotbird a 12.149MHz,
(www.gay.tv). Si tratta di una tv generalista che
tratterà di musica, cinema e fashion e di altri
settori in via di definizione. Per ora, sembrerebbe esclusa
l'informazione giornalistica. Tre le lingue usate: italiano
inglese e spagnolo. L'emittente, che ha preso i primi
contatti con le piattaforme satellitari, per ora
trasmetterà in chiaro e nel palinsesto saranno
comprese anche autoproduzioni. Un primo casting è
già stato fatto: la tv cerca conduttori, vj, modelli
e modelle, attori. E' possibile proporsi sul sito presso il
link "volti nuovi".
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PER
I FRANCESI VIVENDI E' TROPPO
AMERICANA
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Il
governo Jospin ha chiesto al Consiglio di Stato di accertare
un'eventuale violazione delle leggi francesi sui media da
parte di Vivendi Universal. L'esecutivo è
insospettito dalla struttura proprietaria di Canal Plus, la
tv criptata terrestre e satellitare controllata dal colosso
di Jean-Marie Messier. Il governo ed il ministro della
Cultura Catherine Tasca vogliono accertare che Vivendi non
violi una legge del 1986 secondo cui gli investitori
stranieri basati in Paese fuori dell'Ue non possono avere
più del 20% di una tv terrestre francese. Dopo la
fusione di Vivendi con Universal e la progressiva
"americanizzazione" del gruppo (il colosso ha acquistato le
operazioni televisive di Usa Networks.), una quota di Canal
Plus superiore di pochi punti al 20% potrebbe avere
riferimenti extracomunitari. Il Consiglio di Stato
dovrà stabilire se il 49% di Canal Plus in possesso
di Vivendi (il restante 51% è in borsa) va
considerato tutto francese o si deve invece tener conto
della forte "partecipazione indiretta" di investitori
americani.
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ALCUNI TITOLI
DELLA SETTIMANA
-ANCHE IL VICEDIRETTORE
DEL TG LASCIA LA 7
-PERDITE STORICHE PER
MOTOROLA NEL 2001
-VENERDI' L'OPA DI CANAL+
E RTL GROUP SUL SALDO DI SPORTFIVE
-TELEFONIA FISSA
E
-LIBERALIZZAZIONE
-PRIORITA' DEL
MINISTERO
-SODANO CHIEDE PIU'
INCENTIVI PER I FILM
-PRODOTTI IN
ITALIA
-LA MAGISTRATURA RUSSA
CHIUDE TV-6
-L'ICE LANCIA UN NUOVO
SERVIZIO ON LINE
-PER LE IMPRESE
-SERVIZIO: LA WEB TV DI
INTESA BCI
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DI MILANO
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