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ELETTROSMOG:
ALLA TOSCANA NON BASTANO I LIMITI NAZIONALI
La
Regione Toscana si pronuncia nettamente contro
l'elettrosmog. Una delibera abbassa infatti i
limiti imposti dalla legge nazionale per
l'emissione di onde elettromagnetiche delle antenne
di telefonia mobile, pari a 6 volt/metro. Un valore
molto restrittivo rispetto a quello comunitario di
40 volt/metro. Ieri la delibera è stata
sottoposta all'approvazione del Consiglio
regionale, dove la maggioranza è di
centro-sinistra ed il presidente della Giunta
è Claudio Martini. L'obiettivo è
quello di abbassare le emissioni a 0,5 volt/metro
in maniera graduale. Il provvedimento prevede un
periodo intermedio durante il quale saranno ammesse
antenne a 3 volt per metro ed un regime diverso di
avvicinamento ai limiti finali a secondo che gli
impianti appartengano a nuovi o a vecchi gestori.
Le nuove antenne dovranno essere subito tarate a
tre V/m ed essere poi ridotte a 0,5 V/m entro due
anni. I vecchi gestori avranno un anno di tempo per
portare gli impianti a 3 V/m e tre anni per
portarli a 0,5 V/m. Tra un anno è prevista
la prima verifica sull'applicazione della delibera.
Il provvedimento individua alcune aree "sensibili",
come scuole, ospedali, aree verdi attrezzate, aree
destinate all'infanzia e di particolare
densità abitativa, calcolata secondo i
parametri della legge. Le antenne dovranno essere
collocate ad un minimo di 50 metri dalle aree sopra
esposte. La delibera dà mandato ai Comuni di
redigere, entro 120 giorni dall'entrata in vigore
del provvedimento, i piani regolatori per le
antenne. Gli operatori hanno annunciato il ricorso
alle vie legali. Leonardo Ripanti, direttore per il
centro-nord di H3G, ha detto: "Contro questa
delibera ricorreremo al Tar". Ha spiegato Ripanti,
riferendosi all'UMTS: "Il limite di 0,5 volt/metro
non è compatibile con la tecnologia e non
è assolutamente in grado di consentire
adeguata copertura del territorio".
PROVENTI
DALLE LICENZE UMTS PER COMBATTERE L'ELETTROSMOG
Il
consiglio dei ministri ha deciso la destinazione di
parte dei proventi (122,5 miliardi di lire)
derivanti dalle licenze UMTS per combattere
l'elettrosmog. La somma verrà destinata al
sostegno dell'attività di studio e ricerca
sui rischi da elettrosmog, alla realizzazione di
una rete di monitoraggio sui campi elettromagnetici
e ad incentivare la promozione di nuove tecnologie
a basso impatto ambientale e in grado di ridurre le
esposizioni ai campi magnetici. Le licenze UMTS
avevano fruttato circa 267 miliardi (il 10% degli
introiti), di cui circa 150 miliardi sono stati
utilizzati per l'emergenza mucca pazza. "Gli
obiettivi principali che si prefigge questo
provvedimento - sostiene il ministro Gasparri -
consistono nel monitoraggio
dell'elettromagnetismo". In particolare il decreto
destina 11 milioni di euro, 22 miliardi e mezzo di
lire, ad attività di ricerca per
approfondire i rischi connessi all'esposizione di
campi elettromagnetici. Tali cifre possono essere
spese in base a decisioni che saranno assunte
d'intesa tra i Ministeri delle Comunicazioni,
dell'Ambiente e della Salute. Inoltre, verranno
destinati 20 milioni di euro per la realizzazione
del progetto di monitoraggio dei livelli di campo
elettromagnetico. Altri 18 milioni di euro verranno
ripartiti tra Regioni e Province autonome per il
completamento delle reti. I dati sul monitoraggio
dell'elettromagnetismo saranno diffusi su internet,
affinché i cittadini possano riscontrare in
tempo reale la situazione nella propria
città o nelle zone di proprio interesse.
Inoltre il Ministero delle Attività
produttive, di concerto con i Ministeri delle
Comunicazioni, Ambiente e Salute, potrà
destinare circa 13 milioni di euro ad incentivi per
la promozione di nuove tecnologie a basso impatto
ambientale.
DALL'AUTHORITY
TLC ALLA SUPERAUTHORITY PER UNIFORMARE I
MERCATI
Cresce
il numero degli operatori Telecom favorevoli ad
un'Authority europea per le tlc: un sondaggio on
line di Ansa e Puntoit indica favorevole l'86,2%.
"E' un passo nella direzione giusta", commenta
l'economista Carlo Maria Guerci, ma aggiunge:
"Occorre prima omogeneizzare i mercati". "Bisogna
arrivare ad un mercato unitario dal momento che
oggi non è equamente liberalizzato.
L'obiettivo di uniformare i mercati potrebbe essere
perseguito da una 'super-authority' in sinergia con
la Commissione europea e i governi". I tempi per la
creazione di un'Autorità europea non
sembrano comunque brevi. Anni fa a Bruxelles la
commissione aveva già proposto di creare
un'Autorità per le telecomunicazioni
paneuropea. Vista la diffidenza dimostrata in
passato da alcuni stati, le prime reazioni della
Commissione Ue sono tuttora improntate alla
cautela.
TISCALI
SUI PC FUJITSU SIEMENS FRANCE TELECOM MULTATA PER 5
MILIONI DI EURO
L'authority
francese per le telecomunicazioni (ART) ha multato
France Telecom per 5 milioni di euro. La sanzione
pecuniaria è scattata perché il
colosso non ha rispettato una precedente decisione
dell'ART, riguardo la vertenza che opponeva France
Telecom all'operatore finlandese Sonera. La
società transalpina si rifiutava di
permettere a Sonera di accedere alla sua rete di
connessione per fornire servizi di informazione via
telefono; l'authority aveva quindi invitato FT a
proporre un'offerta di connessione. I motivi della
multa sono spiegati in una nota dell'ART: "Vista la
gravità dell'inadempienza di France Telecom,
l'ammontare della sanzione tiene conto sia del
carattere di gravità sia del vantaggio che
France Telecom ha tratto dal suo inadempimento nel
corso dell'anno 2001". E' questa la seconda
sanzione pecuniaria che ha colpito il colosso delle
tlc. La prima volta la multa fu di 2 milioni di
franchi, pari a 300 mila euro. Quella volta la
sanzione scattò per un ricorso
dell'Associazione degli operatori dei servizi di
telecomunicazione, l'AOST. Secondo la legge
francese sulle telecomunicazioni, l'Authority
può comminare multe a chi non ottempera alle
sue decisioni. Le sanzioni possono arrivare fino al
3% del giro d'affari dell'ultimo esercizio, al
netto dalle tasse. La somma dovuta può
aumentare fino al 5% in caso di
recidiva.
ACCORDO
TRA OPERATORI CONTRO I FURTI DEI TELEFONINI
La
vita dei ladri di telefonini in futuro sarà
più difficile. Gli operatori mobili Blu,
Omnitel Vodafone, TIM e Wind hanno raggiunto un
accordo per inserire in una "black list" congiunta
i codici dei telefonini rubati, rendendoli
così inutilizzabili su ogni rete cellulare
italiana. Ogni apparecchio ha un codice (IMEI) che
lo identifica. Gli utenti che dovessero subire un
furto o smarrire il proprio cellulare, potranno
chiederne tramite denuncia il blocco al gestore. Il
blocco, che si aggiunge a quello del numero
telefonico, verrà attivato sulle reti di
tutti e quattro gli operatori. Un comunicato
congiunto degli operatori spiega che tecnicamente
il codice IMEI (International Mobile Equipment
Identity), presente in ogni terminale
commercializzato, è normalmente abbinato ad
una SIM card (Subscriber Identification Module).
Fino ad ora i cellulari rubati potevano essere
riutilizzati inserendovi una carta SIM con un nuovo
numero. Il codice IMEI del proprio telefonino
è chiaramente indicato, oltre che nello
stesso telefono, in una serie di etichette gialle
adesive contenute nella confezione al momento
dell'acquisto. Gli operatori italiani sono tra i
primi in Europa a sviluppare una simile intesa a
livello nazionale. Questa iniziativa, pur
comportando rilevanti investimenti, non produce
vantaggi economici per i gestori, ma benefici per i
clienti, come contributo al contrasto del fenomeno
della microcriminalità. Per conoscere il
proprio codice IMEI, basta selezionare sulla
tastiera del proprio telefonino la striscia: *#06#.
Il consiglio è di trascrivere e custodire il
proprio codice.
TELECOM
SPIEGA LE LINEE GUIDA SOCIETARIE ALL'AUTHORITY
Nell'incontro
tra i vertici di Telecom Italia ed il consiglio
dell'Autorità tlc "sono state illustrate le
linee guida dei nostri progetti di sviluppo", ha
spiegato il presidente della compagnia telefonica,
Marco Tronchetti Provera. Si è trattato di
"una esposizione di carattere generale", ha detto
il numero uno di Telecom, ma di incontri "ne
seguiranno altri per mantenere un dialogo continuo
che è doveroso da parte nostra nei rapporti
con l'Authority". Sullo scorporo della rete, ha
commentato secco Tronchetti Provera: "Non è
un argomento all'ordine del giorno".
AUMENTA
IL CANONE TELEFONICO
La
delibera dell'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni che autorizza Telecom Italia ad
aumentare del 6% ,oltre il valore dell'inflazione,
il canone di telefonia fissa è stata
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. L'aumento
massimo sarebbe dell'8,7%. La compagnia telefonica
ha deciso per un aumento del 6,28%, per cui il
canone residenziale sale a 22 mila lire mensili IVA
esclusa. L'aumento partirà dal primo
febbraio. L'aumento è stato deciso a fine
2000 nell'ambito della manovra di ribilanciamento
tariffario imposta dall'Ue all'Italia. Come lo
scorso anno, Telecom potrebbe rivedere il canone
entro il primo luglio 2002. L'Adiconsum,
associazione che tutela i consumatori, ha definito
"eccessivo" l'aumento stabilito dalla compagnia
telefonica. Il presidente Paolo Landi ha
commentato: "Molti utenti pagheranno una bolletta
con circa 27 euro di canone a bimestre, pari a
oltre 52 mila lire, e solo pochi euro di
traffico
Il fatto che ciò risponda ad
una regola europea non rende il tutto meno
iniquo".
I
CAMPI MAGNETICI INTENSI AUMENTANO GLI ABORTI
SPONTANEI
Una
ricerca svolta negli Stati Uniti e pubblicata sulle
riviste Epidemilogy e New Scientist dimostra una
relazione diretta tra le radiazioni
elettromagnetiche a elevata intensità e gli
aborti spontanei. I ricercatori sono giunti a
questa conclusione attraverso un'indagine
effettuata lo scorso anno su circa mille donne che
abitano nell'area di San Francisco.
PREGARE
VERSO LA MECCA: NUOVO SERVIZIO PER IL CELLULARE
L'operatore
di telefonia cellulare Maxis Communication offre ai
suoi clienti in Malesia un servizio innovativo: la
segnalazione dell'orario della preghiera e la
direzione della Mecca. Sperimentato durante il mese
del Ramadan, l'operatore si è
sostanzialmente sostituito ai muezzin che hanno
tradizionalmente il compito di chiamare i fedeli
alla preghiera. Un messaggio sul cellulare avvisa
il fedele all'orario giusto e un servizio di
bussola, reso possibile da una tecnologia
innovativa, indica in quale direzione si trova la
Mecca, luogo verso cui ogni musulmano deve
pregare.
ARRIVANO
I TELEFONINI-KLEENEX, LA FRANCIA E' SCETTICA
I
telefonini "usa e getta" stanno per essere lanciati
anche in Europa, ma sembrano non riscontrare
l'entusiasmo degli operatori francesi, secondo
quanto scrive "Le Monde". Le società
transalpine, da Buoygues a France Telecom,
sostengono che i cosiddetti telefonini-kleenex in
Europa non potranno garantire le stesse
prestazioni, gli stessi servizi e la stessa
affidabilità dei normali cellulari. Il
cellulare usa e getta, inventato da un americano
del New Jersey, Rand Altschul, è già
in produzione da diverse società
statunitensi come Dieceland e Hop-on Wireless.
Samsung si appresta invece a lanciare un
computer-kleenex. Ma l'oggetto, che dovrebbe essere
pratico come i fazzoletti, le biro o i rasoi,
potrebbe non incontrare l'entusiasmo dei
consumatori. Le Monde cita lo psicanalista Serge
Tisseron che ha definito il telefonino una sorta di
"peluche interattivo" che, al di là della
sua funzione vocale, è "accarezzato e
coccolato dal proprietario; lontano, insomma,
dall'essere gettato come un volgare
kleenex".
OGGI
LO SCATTO TELEFONICO COSTA 10 CENT
Con
data 10 gennaio 2002 la Gazzetta Ufficiale ha
pubblicato la delibera dell'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni che stabilisce il
nuovo prezzo dell'unità di pagamento in euro
per le chiamate dalle cabine. Ogni scatto dal primo
gennaio costa 10 centesimi della nuova moneta, pari
a 193 lire. Poiché in precedenza ogni scatto
costava 200 lire, fino a marzo chi userà gli
euro risparmierà circa il 3%. Entro il 28
febbraio tutti i telefoni pubblici di Telecom
Italia saranno convertiti nella nuova moneta e per
telefonare occorreranno monetine da 10, 20, 50
centesimi e da 1 euro. Nei due mesi di doppia
circolazione le cabine accetteranno ancora le lire.
Nell'ambito della stessa comunicazione,
però, non si potranno mescolare le due
valute: la chiamata dovrà essere effettuata
in lire o in euro. Per chi userà le lire,
infine, lo scatto costerà ancora 200 lire
fino al 28 febbraio. Dal primo marzo sarà
accorciato il tempo degli scatti, riportando di
fatto la parità di costo con le attuali 200
lire. Le schede in lire potranno essere adoperate
fino ad esaurimento del credito o alla scadenza
della carta telefonica. Chi adopererà schede
in lire dopo la fine di giugno, dovrà
scontare un aumento del 3,19%. Dal primo gennaio si
è dato il definitivo addio ai gettoni
telefonici, dopo 75 anni di utilizzo. Entro fine
2002 i gettoni residui potranno essere cambiati con
schede telefoniche presso i negozi Telecom "Punto
187". Per incentivare l'operazione di cambio, la
società consegnerà agli utenti una
scheda telefonica del valore di duemila lire ogni 9
gettoni. Ogni persona potrà consegnare un
massimo di 180 gettoni.
BANDA
LARGA UGUALE PIU' SERVIZI
Il
processo tecnologico legato alla cablatura a larga
banda dei territori comunali deve procedere di pari
passo con l'aumento delle opportunità
riguardanti i servizi alla popolazione; queste le
indicazioni emerse a Venezia nel corso di un
convegno su "Nuove reti-nuovi servizi: e-government
e cablatura a banda larga". Il convegno, cui
è intervenuto anche Paolo Vigevano,
responsabile della segreteria tecnica del Ministero
per l'Innovazione e le tecnologie e coordinatore
della task force larga banda, è servito
anche a mettere a confronto le diverse esperienze
comunali con quella veneziana, dove gli interventi
per realizzare la rete di cablatura hanno la
particolarità di confrontarsi con la
realtà geografica della laguna. Il sindaco
di Venezia Paolo Costa ha detto di "essere disposto
a copiare tutto quello che è da copiare"
riguardo quanto fatto da altre amministrazioni in
questo settore, evidenziando che "le buone pratiche
vanno messe in comune e compito del governo
è fare da regia".
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