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NUMERO 179 DEL 10 GENNAIO 2002
ANNO VI

 

ELETTROSMOG: ALLA TOSCANA NON BASTANO I LIMITI NAZIONALI
La Regione Toscana si pronuncia nettamente contro l'elettrosmog. Una delibera abbassa infatti i limiti imposti dalla legge nazionale per l'emissione di onde elettromagnetiche delle antenne di telefonia mobile, pari a 6 volt/metro. Un valore molto restrittivo rispetto a quello comunitario di 40 volt/metro. Ieri la delibera è stata sottoposta all'approvazione del Consiglio regionale, dove la maggioranza è di centro-sinistra ed il presidente della Giunta è Claudio Martini. L'obiettivo è quello di abbassare le emissioni a 0,5 volt/metro in maniera graduale. Il provvedimento prevede un periodo intermedio durante il quale saranno ammesse antenne a 3 volt per metro ed un regime diverso di avvicinamento ai limiti finali a secondo che gli impianti appartengano a nuovi o a vecchi gestori. Le nuove antenne dovranno essere subito tarate a tre V/m ed essere poi ridotte a 0,5 V/m entro due anni. I vecchi gestori avranno un anno di tempo per portare gli impianti a 3 V/m e tre anni per portarli a 0,5 V/m. Tra un anno è prevista la prima verifica sull'applicazione della delibera. Il provvedimento individua alcune aree "sensibili", come scuole, ospedali, aree verdi attrezzate, aree destinate all'infanzia e di particolare densità abitativa, calcolata secondo i parametri della legge. Le antenne dovranno essere collocate ad un minimo di 50 metri dalle aree sopra esposte. La delibera dà mandato ai Comuni di redigere, entro 120 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento, i piani regolatori per le antenne. Gli operatori hanno annunciato il ricorso alle vie legali. Leonardo Ripanti, direttore per il centro-nord di H3G, ha detto: "Contro questa delibera ricorreremo al Tar". Ha spiegato Ripanti, riferendosi all'UMTS: "Il limite di 0,5 volt/metro non è compatibile con la tecnologia e non è assolutamente in grado di consentire adeguata copertura del territorio".

PROVENTI DALLE LICENZE UMTS PER COMBATTERE L'ELETTROSMOG
Il consiglio dei ministri ha deciso la destinazione di parte dei proventi (122,5 miliardi di lire) derivanti dalle licenze UMTS per combattere l'elettrosmog. La somma verrà destinata al sostegno dell'attività di studio e ricerca sui rischi da elettrosmog, alla realizzazione di una rete di monitoraggio sui campi elettromagnetici e ad incentivare la promozione di nuove tecnologie a basso impatto ambientale e in grado di ridurre le esposizioni ai campi magnetici. Le licenze UMTS avevano fruttato circa 267 miliardi (il 10% degli introiti), di cui circa 150 miliardi sono stati utilizzati per l'emergenza mucca pazza. "Gli obiettivi principali che si prefigge questo provvedimento - sostiene il ministro Gasparri - consistono nel monitoraggio dell'elettromagnetismo". In particolare il decreto destina 11 milioni di euro, 22 miliardi e mezzo di lire, ad attività di ricerca per approfondire i rischi connessi all'esposizione di campi elettromagnetici. Tali cifre possono essere spese in base a decisioni che saranno assunte d'intesa tra i Ministeri delle Comunicazioni, dell'Ambiente e della Salute. Inoltre, verranno destinati 20 milioni di euro per la realizzazione del progetto di monitoraggio dei livelli di campo elettromagnetico. Altri 18 milioni di euro verranno ripartiti tra Regioni e Province autonome per il completamento delle reti. I dati sul monitoraggio dell'elettromagnetismo saranno diffusi su internet, affinché i cittadini possano riscontrare in tempo reale la situazione nella propria città o nelle zone di proprio interesse. Inoltre il Ministero delle Attività produttive, di concerto con i Ministeri delle Comunicazioni, Ambiente e Salute, potrà destinare circa 13 milioni di euro ad incentivi per la promozione di nuove tecnologie a basso impatto ambientale.

DALL'AUTHORITY TLC ALLA SUPERAUTHORITY PER UNIFORMARE I MERCATI
Cresce il numero degli operatori Telecom favorevoli ad un'Authority europea per le tlc: un sondaggio on line di Ansa e Puntoit indica favorevole l'86,2%. "E' un passo nella direzione giusta", commenta l'economista Carlo Maria Guerci, ma aggiunge: "Occorre prima omogeneizzare i mercati". "Bisogna arrivare ad un mercato unitario dal momento che oggi non è equamente liberalizzato. L'obiettivo di uniformare i mercati potrebbe essere perseguito da una 'super-authority' in sinergia con la Commissione europea e i governi". I tempi per la creazione di un'Autorità europea non sembrano comunque brevi. Anni fa a Bruxelles la commissione aveva già proposto di creare un'Autorità per le telecomunicazioni paneuropea. Vista la diffidenza dimostrata in passato da alcuni stati, le prime reazioni della Commissione Ue sono tuttora improntate alla cautela.

TISCALI SUI PC FUJITSU SIEMENS FRANCE TELECOM MULTATA PER 5 MILIONI DI EURO
L'authority francese per le telecomunicazioni (ART) ha multato France Telecom per 5 milioni di euro. La sanzione pecuniaria è scattata perché il colosso non ha rispettato una precedente decisione dell'ART, riguardo la vertenza che opponeva France Telecom all'operatore finlandese Sonera. La società transalpina si rifiutava di permettere a Sonera di accedere alla sua rete di connessione per fornire servizi di informazione via telefono; l'authority aveva quindi invitato FT a proporre un'offerta di connessione. I motivi della multa sono spiegati in una nota dell'ART: "Vista la gravità dell'inadempienza di France Telecom, l'ammontare della sanzione tiene conto sia del carattere di gravità sia del vantaggio che France Telecom ha tratto dal suo inadempimento nel corso dell'anno 2001". E' questa la seconda sanzione pecuniaria che ha colpito il colosso delle tlc. La prima volta la multa fu di 2 milioni di franchi, pari a 300 mila euro. Quella volta la sanzione scattò per un ricorso dell'Associazione degli operatori dei servizi di telecomunicazione, l'AOST. Secondo la legge francese sulle telecomunicazioni, l'Authority può comminare multe a chi non ottempera alle sue decisioni. Le sanzioni possono arrivare fino al 3% del giro d'affari dell'ultimo esercizio, al netto dalle tasse. La somma dovuta può aumentare fino al 5% in caso di recidiva.

ACCORDO TRA OPERATORI CONTRO I FURTI DEI TELEFONINI
La vita dei ladri di telefonini in futuro sarà più difficile. Gli operatori mobili Blu, Omnitel Vodafone, TIM e Wind hanno raggiunto un accordo per inserire in una "black list" congiunta i codici dei telefonini rubati, rendendoli così inutilizzabili su ogni rete cellulare italiana. Ogni apparecchio ha un codice (IMEI) che lo identifica. Gli utenti che dovessero subire un furto o smarrire il proprio cellulare, potranno chiederne tramite denuncia il blocco al gestore. Il blocco, che si aggiunge a quello del numero telefonico, verrà attivato sulle reti di tutti e quattro gli operatori. Un comunicato congiunto degli operatori spiega che tecnicamente il codice IMEI (International Mobile Equipment Identity), presente in ogni terminale commercializzato, è normalmente abbinato ad una SIM card (Subscriber Identification Module). Fino ad ora i cellulari rubati potevano essere riutilizzati inserendovi una carta SIM con un nuovo numero. Il codice IMEI del proprio telefonino è chiaramente indicato, oltre che nello stesso telefono, in una serie di etichette gialle adesive contenute nella confezione al momento dell'acquisto. Gli operatori italiani sono tra i primi in Europa a sviluppare una simile intesa a livello nazionale. Questa iniziativa, pur comportando rilevanti investimenti, non produce vantaggi economici per i gestori, ma benefici per i clienti, come contributo al contrasto del fenomeno della microcriminalità. Per conoscere il proprio codice IMEI, basta selezionare sulla tastiera del proprio telefonino la striscia: *#06#. Il consiglio è di trascrivere e custodire il proprio codice.

TELECOM SPIEGA LE LINEE GUIDA SOCIETARIE ALL'AUTHORITY
Nell'incontro tra i vertici di Telecom Italia ed il consiglio dell'Autorità tlc "sono state illustrate le linee guida dei nostri progetti di sviluppo", ha spiegato il presidente della compagnia telefonica, Marco Tronchetti Provera. Si è trattato di "una esposizione di carattere generale", ha detto il numero uno di Telecom, ma di incontri "ne seguiranno altri per mantenere un dialogo continuo che è doveroso da parte nostra nei rapporti con l'Authority". Sullo scorporo della rete, ha commentato secco Tronchetti Provera: "Non è un argomento all'ordine del giorno".

AUMENTA IL CANONE TELEFONICO
La delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che autorizza Telecom Italia ad aumentare del 6% ,oltre il valore dell'inflazione, il canone di telefonia fissa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. L'aumento massimo sarebbe dell'8,7%. La compagnia telefonica ha deciso per un aumento del 6,28%, per cui il canone residenziale sale a 22 mila lire mensili IVA esclusa. L'aumento partirà dal primo febbraio. L'aumento è stato deciso a fine 2000 nell'ambito della manovra di ribilanciamento tariffario imposta dall'Ue all'Italia. Come lo scorso anno, Telecom potrebbe rivedere il canone entro il primo luglio 2002. L'Adiconsum, associazione che tutela i consumatori, ha definito "eccessivo" l'aumento stabilito dalla compagnia telefonica. Il presidente Paolo Landi ha commentato: "Molti utenti pagheranno una bolletta con circa 27 euro di canone a bimestre, pari a oltre 52 mila lire, e solo pochi euro di traffico… Il fatto che ciò risponda ad una regola europea non rende il tutto meno iniquo".

I CAMPI MAGNETICI INTENSI AUMENTANO GLI ABORTI SPONTANEI
Una ricerca svolta negli Stati Uniti e pubblicata sulle riviste Epidemilogy e New Scientist dimostra una relazione diretta tra le radiazioni elettromagnetiche a elevata intensità e gli aborti spontanei. I ricercatori sono giunti a questa conclusione attraverso un'indagine effettuata lo scorso anno su circa mille donne che abitano nell'area di San Francisco.

PREGARE VERSO LA MECCA: NUOVO SERVIZIO PER IL CELLULARE
L'operatore di telefonia cellulare Maxis Communication offre ai suoi clienti in Malesia un servizio innovativo: la segnalazione dell'orario della preghiera e la direzione della Mecca. Sperimentato durante il mese del Ramadan, l'operatore si è sostanzialmente sostituito ai muezzin che hanno tradizionalmente il compito di chiamare i fedeli alla preghiera. Un messaggio sul cellulare avvisa il fedele all'orario giusto e un servizio di bussola, reso possibile da una tecnologia innovativa, indica in quale direzione si trova la Mecca, luogo verso cui ogni musulmano deve pregare.

ARRIVANO I TELEFONINI-KLEENEX, LA FRANCIA E' SCETTICA
I telefonini "usa e getta" stanno per essere lanciati anche in Europa, ma sembrano non riscontrare l'entusiasmo degli operatori francesi, secondo quanto scrive "Le Monde". Le società transalpine, da Buoygues a France Telecom, sostengono che i cosiddetti telefonini-kleenex in Europa non potranno garantire le stesse prestazioni, gli stessi servizi e la stessa affidabilità dei normali cellulari. Il cellulare usa e getta, inventato da un americano del New Jersey, Rand Altschul, è già in produzione da diverse società statunitensi come Dieceland e Hop-on Wireless. Samsung si appresta invece a lanciare un computer-kleenex. Ma l'oggetto, che dovrebbe essere pratico come i fazzoletti, le biro o i rasoi, potrebbe non incontrare l'entusiasmo dei consumatori. Le Monde cita lo psicanalista Serge Tisseron che ha definito il telefonino una sorta di "peluche interattivo" che, al di là della sua funzione vocale, è "accarezzato e coccolato dal proprietario; lontano, insomma, dall'essere gettato come un volgare kleenex".

OGGI LO SCATTO TELEFONICO COSTA 10 CENT
Con data 10 gennaio 2002 la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che stabilisce il nuovo prezzo dell'unità di pagamento in euro per le chiamate dalle cabine. Ogni scatto dal primo gennaio costa 10 centesimi della nuova moneta, pari a 193 lire. Poiché in precedenza ogni scatto costava 200 lire, fino a marzo chi userà gli euro risparmierà circa il 3%. Entro il 28 febbraio tutti i telefoni pubblici di Telecom Italia saranno convertiti nella nuova moneta e per telefonare occorreranno monetine da 10, 20, 50 centesimi e da 1 euro. Nei due mesi di doppia circolazione le cabine accetteranno ancora le lire. Nell'ambito della stessa comunicazione, però, non si potranno mescolare le due valute: la chiamata dovrà essere effettuata in lire o in euro. Per chi userà le lire, infine, lo scatto costerà ancora 200 lire fino al 28 febbraio. Dal primo marzo sarà accorciato il tempo degli scatti, riportando di fatto la parità di costo con le attuali 200 lire. Le schede in lire potranno essere adoperate fino ad esaurimento del credito o alla scadenza della carta telefonica. Chi adopererà schede in lire dopo la fine di giugno, dovrà scontare un aumento del 3,19%. Dal primo gennaio si è dato il definitivo addio ai gettoni telefonici, dopo 75 anni di utilizzo. Entro fine 2002 i gettoni residui potranno essere cambiati con schede telefoniche presso i negozi Telecom "Punto 187". Per incentivare l'operazione di cambio, la società consegnerà agli utenti una scheda telefonica del valore di duemila lire ogni 9 gettoni. Ogni persona potrà consegnare un massimo di 180 gettoni.

BANDA LARGA UGUALE PIU' SERVIZI
Il processo tecnologico legato alla cablatura a larga banda dei territori comunali deve procedere di pari passo con l'aumento delle opportunità riguardanti i servizi alla popolazione; queste le indicazioni emerse a Venezia nel corso di un convegno su "Nuove reti-nuovi servizi: e-government e cablatura a banda larga". Il convegno, cui è intervenuto anche Paolo Vigevano, responsabile della segreteria tecnica del Ministero per l'Innovazione e le tecnologie e coordinatore della task force larga banda, è servito anche a mettere a confronto le diverse esperienze comunali con quella veneziana, dove gli interventi per realizzare la rete di cablatura hanno la particolarità di confrontarsi con la realtà geografica della laguna. Il sindaco di Venezia Paolo Costa ha detto di "essere disposto a copiare tutto quello che è da copiare" riguardo quanto fatto da altre amministrazioni in questo settore, evidenziando che "le buone pratiche vanno messe in comune e compito del governo è fare da regia".

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