|
| |||||||||||||
| |||||||||||||
| | |||||||
Qualcuno aveva sottovalutato le parole del Presidente di Confindustria D'Amato quando ha fatto sapere che l'associazione non era piu' interessata alle attivita' non strategiche. Tra queste ve ne sono alcune in diretta concorrenza con le aziende dei soci stessi di Confindustria, e sono la radio e la tv. Cosi', dopo una breve asta, a offrire di piu' per i due prodotti meno di pregio e' stata Mondadori che ha battuto HDP per 120 miliardi a 110. Questo secondo le fonti quasi ufficiali, perche' secondo altre fonti la cifra che la holding dei Romiti era disposta a pagare raggiungeva i 75 milioni di euro, quasi 140 miliardi di lire. Sono infatti piuttosto sorpresi in HDP per l'annuncio della cessione delle radio a Mondadori, anche perche' non era considerato un competitore credibile vista l'evidente concentrazione di mezzi della societa' controllata da Fininvest. E ora la questione diventa tutta politica. Cosa dira' l'Autorita' su questa iniziativa? Il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, si mette al sicuro e dichiara: ''Non e' stata fatta una cosa vietata. Il contratto e' subordinato al parere dell'Authority e se l'Antitrust e l'Authority delle Tlc diranno che e' vietata ne prenderemo atto...'' Sul fronte politico si prepara una totale contrapposizione tra Forza Italia e centrosinistra. Il Polo non sara' compattamente schierato con Berlsuconi e la sua Mondadori: AN con il Ministro Gasparri ha gia' fatto sapere che non ha intenzione di agire politicamente sulla vicenda smussando spigoli della legge Mammi' o delle norme antitrust che potrebbero dare fastidio all'acquisizione. Anzi, Gasparri e' stato molto chiaro, ha annunciato che se ci sono violazioni ''non e' il governo che deve intervenire, ma ci sono organi preposti''. Non e' una dichiarazione scontata in un Paese come il nostro in cui la radio e la televisione sono nate e cresciute a colpi di leggi costruite ad hoc per alcuni editori. Si prepara invece alla battaglia il centrosinistra che gia' ha sollecitato, per bocca del responsabile della comunicazione dei DS Vita e col vicepresidente della Commissione parlamentare di vigilanza Lauria, ''indagini accurate e approfondite''. Piu' chiaro ancora il segretario della Commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera, Renzo Lusetti della Margherita, che afferma: ''L'accordo viola clamorosamente la legge Mammi'''. Un'altra domanda che sorge spontanea e' se l'attivita' di dismissione si fermera' qui, o se anche Radio 24 e i due canali TV di proprieta' di Confindustria verranno venduti. Donelli, direttore di 24ore.tv, assicura che e' anzi previsto uno sviluppo strategico dei mezzi, con sinergie tra il canale tematico, la radio e il giornale. Altra sorte per Salutebenessere Channel, rilevato dal 'Sole' integralmente pochi mesi fa che deve far fronte a una cospicua perdita che non si vuole risanare. Non pare essere previsto un rilancio del canale che per il tema che tratta avrebbe enormi possibilita', bensi' una sorta di liquidazione fisiologica con il trasferimento in Liguria, in attesa di portare a casa il fatturato gia' prodotto dalla concessionaria senza spendere soldi per la produzione. Infine, cosa fara' ora HDP? Il portafoglio non si e' gonfiato di soldi come speravano grazie alla cessione delle attivita' nella moda, che non ha voluto nessuno. Si proseguira' nella ricerca di nuovi media radiotelevisi? Sono anni che provano a farlo con nessun successo, e probabilmente questa volta alla prossima assemblea qualcuno dovra' dare spiegazioni.
Microsoft ha deciso di rinunciare all'udienza prevista i prossimi 20 e 21 dicembre davanti alla Commissione europea, privilegiando una soluzione patteggiata. Bruxelles ha reso noto che l'inchiesta segue il suo corso e che la Commissione potrebbe arrivare alla conclusione della sua indagine l'anno prossimo. I servizi europei preposti alla garanzia nella concorrenza avevano ricevuto il 16 novembre scorso le risposte di Microsoft ai quesiti posti dalla Commissione nell'inchiesta avviata in agosto, tesa a stabilire l'eventuale posizione dominante del colosso informatico. Microsoft ha proposto gia' un patteggiamento con il governo americano per risolvere il processo antitrust. Sui 18 Stati costituitisi parte civile, 9 hanno respinto l'accordo nei giorni scorsi.
Il gruppo tedesco Bertelsmann ha confermato la brusca partenza del presidente-direttore generale della sua attivita' denominata ''e-commerce Group'' (BeCG). Andreas Schmidt, 40 anni, che dal 1994 lavorava in Bertelsmann, lascia il gruppo. Schmidt si occupava di BeMusic, l'unita' che raggruppa le attivita' di BMG Music, il servizio di musica on line Cdnow ed il servizio di protezione dedicato al trasferimento di musica on line ''myplay.'' È Stuart Goldfarb, vecchio responsabile delle attivita' di vendita di libri per Internet Bol, che sara' a capo di BeMusic, che gestira' ora la distribuzione di musica ''on line'' e ''off line'' di Bertelsmann nel mercato americano.
Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, non crede che saranno rispettati i tempi per l'avvio a pieno regime della tv con trasmissione digitale terrestre. La scadenza del 2006, a termine della sperimentazione, viene considerata ''troppo ravvicinata''. Confalonieri, che tuttavia non si nasconde, parlando all'assemblea della FRT, che il termine per lo switch off finale dell'analogico e' una data ''molto ravvicinata collegata com'e' all'urgenza, secondo il legislatore, di allargare il numero dei programmi trasmessi e insieme degli operatori''. Ma ''e' chiaro che non potranno esserci risorse sufficienti per 50 tv generaliste ai livelli di palinsesto odierno. E forse e' bene da subito rifuggire da inutili demagogie''. Ha spiegato il presidente di Mediaset: ''La tv, analogica o digitale che sia, non potra' sfuggire alle regole economiche, le stesse che portano in tutto il mondo alla concentrazione dei gruppi televisivi''. Si tratta di un settore ''naturalmente oligopolista'', ha concluso.
| -AEM esce da Fastweb -Tiscali stanzia 500 milioni di euro per nuove acquisizioni -In Francia la larga banda e' un flop -eBiscom non abbandona La 7 -Meno privacy contro i pirati della pay tv -Negli Usa per altri due anni niente tasse su internet e decollano acquisti on line -Sito per risolvere i contenziosi -Intel non riesce a soddisfare le richieste dei Pentium 4 -Nove stati dicono di no all'accordo con Microsoft -Servizio: digitale terrestre il regolamento non piace a tutti -Servizio: crisi dei portali, il futuro e' a pagamento | ||||||