AUDIOVISIVO & TV

 

Numero 172 dell' 8 novembre 2001
Anno VI

 

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PRIMA PAGINA

TELECOM NUOVA SEDE E NUOVO CDA
Confermato il Cda proposto da Olivetti da cui provengono undici consiglieri su quindici. La7 per ora non si vende
Telecom Italia cambiera' sede, da Torino a Milano; il Cda proposto da Olivetti e' stato approvato senza alcuna eccezione; i dipendenti di La7 tirano un sospiro di sollievo, poiche' per ora la tv resta al principale operatore telefonico italiano; infine, Stream potrebbe essere liquidata, qualora la fusione con Tele+ non andasse in porto. E' stata una giornata intensa per gli azionisti di Telecom Italia e per il numero uno Marco Tronchetti Provera confermato alla presidenza del gruppo e ''munito di deleghe''. Lo affiancano il vicepresidente Gilberto Benetton e gli amministratori delegati Enrico Bondi e Carlo Buora. Contestata la decisione di trasferire la sede di Telecom da Torino a Milano. All'apertura dei lavori dell'assemblea, i dipendenti si sono riuniti per manifestare contro la decisione del management. Al coro dei ''no'' si sono uniti Raffaele Costa, parlamentare di Forza Italia, e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che con la prevista devolution fiscale si vede scomparire centinaia di miliardi di introiti provenienti da tasse destinate al comune. Le motivazioni addotte da Tronchetti Provera per il trasferimento sono squisitamente pratiche: ''La scelta di Milano come sede sociale - ha detto - rientra in un piu' ampio progetto di riorganizzazione societaria''.
A Milano, ha aggiunto il presidente di Telecom, ''ci sono le banche e la Borsa'' e l'obiettivo e' quello di ottenere piu' efficienza. La decisione e' insomma impopolare, ''ma portera' risultati operativi'', ha spiegato Tronchetti Provera, aggiungendo che nella citta' della Mole ''rivitalizzeremo attivita' lasciate in posizione marginale. La dichiarazione non ha convinto Chiamparino, che ha comunque apprezzato il tono del presidente Telecom: ''A volte il tono e' piu' importante della musica - ha detto il sindaco - e io ho apprezzato il tono che ha usato. Accettiamo la scommessa della modernizzazione e comprendo anche le sue motivazioni, ma non trovo convincente la decisione di trasferire la sede''. All'assemblea, durata 8 ore, erano presenti i primi dieci azionisti di Telecom, in rappresentanza del 60,29% del capitale. C'erano Olivetti (54,17%), rappresentanti del ministero dell'Economia (3,46%), della Banca d'Italia (1,14%) e della Comit asset management(0,35%). Gli azionisti hanno nominato il Cda, come previsto, con undici uomini della Olivetti su un totale di quindici consiglieri. Enrico Bondi avra' la gestione industriale, l'altro a.d. , Carlo Buora, si occupera' della struttura amministrativa. Nel Cda ci saranno Gilberto Benetton e Gianni Mion a rappresentare l'alleato di Edizione Holding. Sono stati costituiti il Comitato per il controllo interno e per la corporate governance e il Comitato per la remunerazione degli amministratori. Il piano impresa, ha detto Tronchetti Provera, sara' presentato ''entro i primi mesi dell'anno prossimo. Sara' un piano dettagliato che dovra' tenere conto del quadro generale, che non sara' facile''. Sulla ex Telemontecarlo, il presidente di Telecom ha precisato: ''La7 rimane all'interno del gruppo, dato che le proposte che abbiamo ricevuto non sono soddisfacenti''. Una decisione che tiene conto ''del ruolo che la piattaforma digitale avra' nel futuro nel sistema delle telecomunicazioni''. Una dichiarazione che sembra pero' far intravedere non solo una scelta di tipo economico inquesta decisione, ma anche strategica. A Tronchetti Provera non puo' sfuggire che il valore non solo commerciale ma anche politico de La 7 che crescera' rapidamente nei prossimi due anni. Infine, argomento pay-tv: ''Se Stream torna indietro, la liquideremo'', ha detto, nel caso in cui non andasse in porto la fusione con Tele+

 

PRIMA BOZZA DEL REGOLAMENTO PER IL DIGITALE TERRESTRE
La lunga attesa e' quasi finita. Il Consiglio dell'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni ha approvato ieri i singoli articoli del regolamento sulle condizioni per il rilascio di licenze e autorizzazioni per la diffusione di trasmissioni radiotelevisive in tecnica digitale. Il provvedimento sara' votato nel complesso la prossima settimana, dopo una revisione formale del testo. Il Consiglio ha approvato il regolamento che disciplina i procedimenti diretti all'accertamento delle violazioni e alla decisione sulle sanzioni di competenza dell'autorita'. Al procedimento sanzionatorio, di carattere pecuniario, si ricorrera' d'ufficio o su denuncia. I tempi per le procedure, dalla notifica della contestazione, sono di 120 giorni, salvo richiesta di una proroga di 60 giorni per acquisire eventuali ulteriori informazioni. Il commissario dell'Authority, Antonio Pilati, ha commentato: ''Ora c'e' bisogno solo di una revisione formale e quindi nella settimana prossima ci sara' l'approvazione del testo che attualmente non e' divulgabile, non essendo definitivo''. Il regolamento lungo e complesso consta di 42 articoli. Il provvedimento recepira' il limite antitrust del 20% previsto dalla legge 249 per i fornitori di rete a vantaggio di fornitori di contenuti. Si realizza cosi' il passaggio dal regime concessorio in ambito analogico - con un soggetto unico dotato della concessione - a due figure: il fornitore di contenuti che avra' un'autorizzazione e l'operatore di rete che avra' una licenza. ''Questo vuol dire - ha continuato Pilati - che gli obblighi e gli impegni che erano concentrati in una sola figura, vale a dire il concessionario, in regime digitale si ripartiscono in due figure differenti''. Il compito del regolamento, secondo le indicazioni della legge 66, e' quello di ripartire ''una serie di obblighi e di impegni fra il fornitore di contenuti, vale a dire l'autorizzato, e il fornitore di reti, vale a dire il licenzatario''. Quindi tutti gli impegni di tipo editoriale vanno ascritti al fornitore di contenuti, mentre al fornitore di rete vanno tutti gli impegni di hardware ed operativi. Ha detto ancora il commissario dell'Autorita': ''Si tratta di un lavoro semplicissimo perche' a seconda del soggetto in capo al quale si indirizza l'impegno, cambia l'impostazione del sistema televisivo''. Il regolamento apre una fase molto complessa, ha concluso Pilati: ''Ci avviamo su un terreno fortemente sperimentale dove molte cose sono ancora da capire''.

 

CORTE COSTITUZIONALE RIESAMINA LA DEROGA ALLA CONCENTRAZIONE TV
Nessuno puo' possedere piu' del 20% delle frequenze terrestri nazionali, ma la legge Maccanico del 1997 consenti' all'Autorita' per le comunicazioni di stabilire un periodo di deroga a questa norma. Ora la Corte Costituzionale ha deciso di vedere se gli articoli di legge che consentivano questa deroga sono legittimi oppure no. A sollevare la questione dinanzi alla Corte Costituzionale e' stato il Tar del Lazio cui avevano fatto ricorso alcune associazioni, tra cui l'Adusbef, il Coordinamento nazionale televisioni e l'Associazione utenti televisivi. Secondo il Tar, la legge Maccanico, demandando all'Autorita' di stabilire un periodo transitorio nel quale il limite del 20% puo' non essere applicato, avrebbe violato i principi della ragionevolezza, del pluralismo nella manifestazione del pensiero e della liberta' di iniziativa economica che erano stati affermati nella sentenza n. 420 del '94 della Corte Costituzionale. Dalla decisione della Consulta - attesa non prima di Natale - dipendera' il futuro dell'emittenza, in particolare sui tempi di abbandono delle frequenze terrestri da parte di Rete 4 (fissati l'estate scorsa dal Garante al 31 dicembre del 2003) e sull'abbandono della pubblicita' da parte di Rai 3.

ALCUNI TITOLI DELLA SETTIMANA

- Prima bozza del regolamento per il digitale terrestre

- Corte costituzionale riesamina la deroga alla concentrazione tv

- Caduta del 44% del profitto trimestrale di News Corp.

- Gli Hewlett contro la fusione con Compaq

-Servizio: accordi e disaccordi per il compromesso Microsoft

- L'Authority vara il decalogo sulla pubblicita' e l'euro

- Ventimila posti a rischio nel settore tlc

- Passano i cento giorni resta il conflitto di interessi

- Solo il 12% degli internauti disposti a pagare le notizie

- Fondi europei per progetti sulla sicurezza del web

- Seicento miliardi di infrastrutture tlc per Torino 2006

- Servizio: le banche corrono all'arrembaggio della rete

 

 

 

 

  

-KPN mobile pesa sui risultati di NTT DoCoMo
-
Qualcomm: trimestrale inferiore alle attese
-Telefonica raggruppa filiali media nella società Admira
-Satelliti: Teledesic ed Ico rinunciano a fondersi
-In liquidazione la web tv finanziaria francese TVBourse.net
-Apax ridimensiona la partecipazione nella stampa professionale Vivendi
-BMC sopprime il 7% dei suoi effettivi
-caduta del 44% del profitto trimestrale di news corp.
-
forte crescita delle vendite trimestrali di infogrames
-Nasce l'associazione francese per la televisione digitale
-Fallimento di General Datacomm
-AOL riduce le perdite in America Latina
-Motorola punta alla Cina
-Il titolo Olivetti regge all'aumentodicapitale
-
France Telecom cede palazzi per 3 mld di euro
-France Telecom vuole vendere la quota in STM -Salgono i profitti di Telia
-Tiscali sale al 100% di 12Move Vof
-Al vaglio del Cda di Ipse un aumento di capitale
-T-Mobile si quotera' nel secondo semestre 2002
-Finito il momento delle acquisizioni per Dada
-Diminuiscono le perdite di T-Online
-Verso il fallimento Flashmall.it
-Sonera vende la divisione rubriche telefoniche
-Nel 2002 sviluppo e approdo in borsa per la milanese Hal Knowledge
-Aria di alleanza tra France Telecom e la nipponica DoCoMo
-
Al via l'aumento di capitale di ePlanet da 101 milioni di euro
-Gli Hewlett contro la fusione con Compaq
-Profitti alle stelle per Telefonica Moviles
-Tiscali acquisisce le attivita' internet di Wish-Noknok
-BSkyB riduce le perdite nel primo trimestre fiscale
-Offerta di acquisizione per Dmail.it
-Servizio: accordi e disaccordi per il compromesso Microsoft
-Box: le tappe del processo


-L'Authority vara il decalogo sulla pubblicita' e l'euro
-Regge il fascino della cara vecchia radio
-Gli italiani amano i media ma li usano poco
-Ventimila posti a rischio nel settore tlc
-Nec fornira' telefonini 3g alle controllate Hutchinson
-Anche i dipendenti di Infostrada avranno il contratto tlc
-Le societa' Usa licenziano di piu', soprattutto nelle tlc

-Passano i cento giorni resta il conflitto di interessi
-Berlusconi e D'Alema sul conflitto di interessi nel libro di Vespa
-Due dirette tv per le manifestazioni di sabato
-Festival del web e degli audiovisivi a Milano
-Al numero verde del Moige proteste per i programmi tv
-Le videoteche danno vita ad AVI per la conservazione video
-La rivincita di Jerry Scotti
-Ventiquattrore.tv visibile nelle camere di Sifalberghi
-Amadeus contesta l'interruzione del Quiz Show
-
Partnership Aethra-Radvision per soluzioni audio-videocomunicazione
-Aspettando ''Guerre Stellari II'' un trailer in anteprima

-Solo il 12% degli internauti disposti a pagare le notizie
-Fondi europei per progetti sulla sicurezza del web
-Un nuovo virus colpisce le aziende della capitale
-InternetChi per registrare il dominio ''.it''
-Il governo vuole riordinare la normativa sui videogiochi
-Internet sposa il latino in chat
-Sono aperte le visite virtuali all'armeria reale di Torino
-Progetto formativo per insegnanti su web e inglese
-AND inizia la consegna di memorie flash da 0,17 micron
-Seicento miliardi di infrastrutture tlc per Torino 2006
-Internet: anche il Papa gli dedica un documento
-Solo il 10% dei siti delle p.a. offrono servizi on line
-Sanita': farmacovigilanza tra rete telematica e web
-Amadeus primo conduttore virtuale
-Musica on line: siglato accordo Napster-Vitaminic
-Burger ing e AOL insieme per la campagna marketing
-Liberodiscrivere.it: editi i primi 5 libri nati nell'etere
-Ottobre, impenna la domanda di servizi di sicurezza
-Akinda lancia la nuova web java chat
-Apple lancia iDVD 2
-Piu' facile rintracciare un sito grazie a Keywords
-Servizio: le banche corrono all'arrembaggio della rete

  

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