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Telecom Italia cambiera' sede, da Torino a Milano; il Cda proposto da Olivetti e' stato approvato senza alcuna eccezione; i dipendenti di La7 tirano un sospiro di sollievo, poiche' per ora la tv resta al principale operatore telefonico italiano; infine, Stream potrebbe essere liquidata, qualora la fusione con Tele+ non andasse in porto. E' stata una giornata intensa per gli azionisti di Telecom Italia e per il numero uno Marco Tronchetti Provera confermato alla presidenza del gruppo e ''munito di deleghe''. Lo affiancano il vicepresidente Gilberto Benetton e gli amministratori delegati Enrico Bondi e Carlo Buora. Contestata la decisione di trasferire la sede di Telecom da Torino a Milano. All'apertura dei lavori dell'assemblea, i dipendenti si sono riuniti per manifestare contro la decisione del management. Al coro dei ''no'' si sono uniti Raffaele Costa, parlamentare di Forza Italia, e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che con la prevista devolution fiscale si vede scomparire centinaia di miliardi di introiti provenienti da tasse destinate al comune. Le motivazioni addotte da Tronchetti Provera per il trasferimento sono squisitamente pratiche: ''La scelta di Milano come sede sociale - ha detto - rientra in un piu' ampio progetto di riorganizzazione societaria''. A Milano, ha aggiunto il presidente di Telecom, ''ci sono le banche e la Borsa'' e l'obiettivo e' quello di ottenere piu' efficienza. La decisione e' insomma impopolare, ''ma portera' risultati operativi'', ha spiegato Tronchetti Provera, aggiungendo che nella citta' della Mole ''rivitalizzeremo attivita' lasciate in posizione marginale. La dichiarazione non ha convinto Chiamparino, che ha comunque apprezzato il tono del presidente Telecom: ''A volte il tono e' piu' importante della musica - ha detto il sindaco - e io ho apprezzato il tono che ha usato. Accettiamo la scommessa della modernizzazione e comprendo anche le sue motivazioni, ma non trovo convincente la decisione di trasferire la sede''. All'assemblea, durata 8 ore, erano presenti i primi dieci azionisti di Telecom, in rappresentanza del 60,29% del capitale. C'erano Olivetti (54,17%), rappresentanti del ministero dell'Economia (3,46%), della Banca d'Italia (1,14%) e della Comit asset management(0,35%). Gli azionisti hanno nominato il Cda, come previsto, con undici uomini della Olivetti su un totale di quindici consiglieri. Enrico Bondi avra' la gestione industriale, l'altro a.d. , Carlo Buora, si occupera' della struttura amministrativa. Nel Cda ci saranno Gilberto Benetton e Gianni Mion a rappresentare l'alleato di Edizione Holding. Sono stati costituiti il Comitato per il controllo interno e per la corporate governance e il Comitato per la remunerazione degli amministratori. Il piano impresa, ha detto Tronchetti Provera, sara' presentato ''entro i primi mesi dell'anno prossimo. Sara' un piano dettagliato che dovra' tenere conto del quadro generale, che non sara' facile''. Sulla ex Telemontecarlo, il presidente di Telecom ha precisato: ''La7 rimane all'interno del gruppo, dato che le proposte che abbiamo ricevuto non sono soddisfacenti''. Una decisione che tiene conto ''del ruolo che la piattaforma digitale avra' nel futuro nel sistema delle telecomunicazioni''. Una dichiarazione che sembra pero' far intravedere non solo una scelta di tipo economico inquesta decisione, ma anche strategica. A Tronchetti Provera non puo' sfuggire che il valore non solo commerciale ma anche politico de La 7 che crescera' rapidamente nei prossimi due anni. Infine, argomento pay-tv: ''Se Stream torna indietro, la liquideremo'', ha detto, nel caso in cui non andasse in porto la fusione con Tele+
PRIMA BOZZA DEL REGOLAMENTO PER IL DIGITALE TERRESTRE
CORTE COSTITUZIONALE RIESAMINA LA DEROGA ALLA CONCENTRAZIONE TV | - Prima bozza del regolamento per il digitale terrestre - Corte costituzionale riesamina la deroga alla concentrazione tv - Caduta del 44% del profitto trimestrale di News Corp. - Gli Hewlett contro la fusione con Compaq -Servizio: accordi e disaccordi per il compromesso Microsoft - L'Authority vara il decalogo sulla pubblicita' e l'euro - Ventimila posti a rischio nel settore tlc - Passano i cento giorni resta il conflitto di interessi - Solo il 12% degli internauti disposti a pagare le notizie - Fondi europei per progetti sulla sicurezza del web - Seicento miliardi di infrastrutture tlc per Torino 2006 - Servizio: le banche corrono all'arrembaggio della rete
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