| IPSE CHIEDE DI ALLUNGARE I TEMPI DELLE LICENZE UMTS | Pierluigi Celli, amministratore delegato di Ipse, uno degli operatori che hanno vinto la gara per la licenza per i telefonini UMTS di terza generazione, chiede al governo agevolazioni e sconti alla luce delle mutate condizioni di mercato. Alla tavola rotonda ''Tv digitale, internet e UMTS'', organizzata a Napoli dall'Authority tlc e dall'Universita' partenopea Federico II, Celli ha richiesto al ministro per le Comunicazioni Maurizio Gasparri, come altri operatori telefonici, di allungare la durata delle licenze da 15 a 25 anni, ridurre i carichi dell'Iva sugli investimenti, allungare i tempi di ammortamento degli investimenti stessi da tre a dieci anni e scontare le perdite di capitale. Si tratta di proposte anche alternative tra loro. ''Tipologie di intervento ce ne sono moltissime - ha detto Celli - il problema vero e' scegliere con una logica di progetto industriale che riguarda il Paese e non di salvaguardare l'uno o l'altro''. La richiesta principale di Ipse e' quella di allungare la durata delle licenze. Enzo Cheli, presidente dell'Autorita' per le comunicazioni, replica alla richiesta di sconti e agevolazioni per gli operatori nuovi fatta da Celli. ''Se si fa un paragone su base europea - ha detto Cheli - la soluzione trovata in Italia grazie alla collaborazione tra Authority e Governo e' stata la piu' equilibrata. Una soluzione intermedia tra quelle spagnola ed olandese, dove non si e' pagato quasi nulla, e le soluzioni tedesche ed inglese dove effettivamente si e' scontato un eccesso di ottimismo sul futuro di questo mercato. Per dire che si e' pagato troppo e' comunque troppo presto. Si tratta di vedere come il mercato dell'UMTS partira'''. Per il presidente dell'Authority tlc, l'UMTS ''sara' comunque un grande successo''. ''L'unica incertezza e' legata ai mercati ed ai costi elevati pagati per le licenze su scala europea che potranno portare i governi a degli aggiustamenti sui tempi di partenza dei telefonini di nuova generazione o all'adozione di misure che facilitino le posizioni degli operatori''. Un'ipotesi che si fa strada tra alcuni dei commissari dell'Auhority delle tlc: concedere agevolazioni agli operatori dell'UMTS alla luce delle attuali condizioni del mercato e' un compito del governo e non dell'Autorita' per le comunicazioni, ma quest'ultima potrebbe effettuare un monitoraggio sulla nuova realta' e poi prospettare soluzioni. ''C'e' da valutare seriamente dal punto di vista politico -afferma il commissario Alessandro Luciano - se quanto e' stato deciso in un momento di euforia dei mercati debba essere modificato''. Luciano ipotizza un allungamento della durata delle licenze e facilitazioni nella condivisione di siti tra piu' operatori con nuove norme sull'elettrosmog, ''ferma restando la tutela della salute dei cittadini''. Per il commissario Silvio Traversa ''sarebbe giusto inventarsi qualcosa, visto che la misura asimmetrica (per favorire la concorrenza) ha perso valore. L'Authority potrebbe effettuare un monitoraggio, mettendo a fuoco le richieste degli operatori per poi sollecitare i soggetti competenti a decidere'' MUORE MONTEDISON, NEL GIRO DI UN ANNO LA NUOVA EDISON Dalle ceneri di Montedison sorgera' la nuova Edison. Il piano di Italenergia prevede la fusione per incorporazione in Montedison della stessa Edison, di Fiat Energia e di Sondel. Successivamente ed entro il 2002, la Nuova Edison sara' fusa in Italenergia. La nuova societa' sara' controllata da Italenergia con il 94% circa del capitale. La partecipazione potra' oscillare tra il 90% ed il 95,5%. La seconda fusione, si legge in una nota, ''provochera' un sensibile incremento della quota di flottante che, a parita' di condizioni economiche e di mercato, potrebbe attestarsi a oltre il 20%''. Anche dopo le fusioni, infatti, Edison sara' incorporata in Italenergia ''mantenendo la propria denominazione''. Le partecipazioni in Italenergia di Fiat (azionista di maggioranza con il 38,6%), Edf, Carlo Tassara, IntesaBci, San Paolo Imi e Banca di Roma ''saranno previamente apportate, dagli attuali detentori, a una nuova societa' che avra' i medesimi soci e le medesime regole di governo dell'attuale Italenergia''. Per effetto dei concambi il capitale di Montedison-Edison aumentera' di 1.047.113.342 azioni. L'11,22% di questi titoli ''e' destinato al mercato'', ovvero agli azionisti terzi. La sede legale di Montedison tornera' a Foro Buonaparte e lo statuto della societa' sara' modificato anche per la nuova denominazione Edison. Il piano industriale del nuovo colosso energetico prevede un aumento di ricavi e MOL per fine 2006. Riferisce un documento: ''I ricavi passeranno da circa 3,5 miliardi di euro del 2001 a 8-8,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 150%, dopo il 2006 quando sara' concluso il programma di investimenti. Il margine operativo lordo passera' da circa 1 miliardo di euro a 1,8-2 miliardi di euro (+80%)''. Riguardo l'indebitamento, il progetto prevede ''una riduzione da circa 6,8 miliardi di euro a meno di 5 miliardi di euro, potendo decrescere rapidamente negli anni successivi''. Umberto Quadrino, presidente di Edison, ha detto che EdisonTel restera' nell'ambito della nuova Edison. ''Abbiamo gia' avviato un gruppo di lavoro con Atlanet - ha detto - un gruppo che ha gia' permesso di segnalare l'esistenza di significative sinergie. Siamo comunque aperti ad altre partnership nell'ambito della telefonia fissa. Mentre in quella mobile gli investimenti saranno limitati all'esistente''. Nel gruppo confluira' il 2% di Ipse, oggi in mano alla famiglia Falck. La nuova Edison avra' una quota del 20% del mercato libero dell'elettricita' e del 15% in quello del gas. Sara' realizzato, spiega un'altra nota, un ''grande gruppo privato finalizzato ad una strategia di offerta multiutility integrata rivolta in particolare ai clienti industriali ed ai consorzi di acquisto''. Nel settore telecomunicazioni ''verranno ricercate alleanze ed integrazioni con altri operatori del settore''. Attualmente, Italenergia possiede il 100% di Fiat Energia, il 98,86% di Montedison ed il 33,98% di Edison. A sua volta, Montedison detiene, limitatamente al settore energetico, il 61,68% di Edison, il 20,77% di Sondel, il 74,96% di Falck. Quest'ultima a sua volta ha il 78,3% di Sondel. L'operazione ''nuova Edison'' partira' dalla scissione parziale non proporzionale di Falck per concentrare in Montedison le partecipazioni in Sondel e nelle altre societa' della stessa Falck. Una volta completate le operazioni che porteranno alla costituzione della nuova Edison, Mario Deaglio lascera' la presidenza di Montedison. | ALCUNI TITOLI DELLA SETTIMANA - Tronchetti Provera chiede più tutela per Telecom - Convocate le assemblee per la fusione Infostrada in Wind - Ipse chiede di allungare i tempi delle licenze UMTS - In aumento i bambini che tirano tardi davanti alla tv - i siti potranno avere il proprio marchio di qualità - Ristrutturazione in BBC, costituita nuova divisione - Il canale di Mediolanum ospita Smau channel - Servizio: antenne UMTS, divisi sulla condivisione - Servizio: le agenzie di E-viaggi esorcizzano la crisi |